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Performance Insights della finale di Women's Champions League

Il Gruppo di Osservatori Tecnici della UEFA ha analizzato il piano difensivo dell'OL Lyonnes in finale, inizialmente efficace, e come il Barcelona, grazie anche al proprio portiere, sia riuscito a vincere.

Il portiere del Barcelona, Cata Coll, abbraccia la compagna di squadra Ewa Pajor al termine della finale di Oslo
Il portiere del Barcelona, Cata Coll, abbraccia la compagna di squadra Ewa Pajor al termine della finale di Oslo UEFA via Getty Images

Il Barcelona si è riconfermato come il club più forte d'Europa battendo l'OL Lyonnes nella finale di UEFA Women's Champions League a Oslo.

Il Gruppo di Osservatori Tecnici della UEFA, in collaborazione con l’unità Game Insights della UEFA, ha analizzato la grande prestazione del Barcelona in finale. Mentre nel primo tempo l’OL ha dominato per lunghi tratti in termini di possesso palla e ritmo, la freddezza, la capacità di adattamento e la spietatezza sotto porta del Barça dopo l’intervallo, hanno alla fine deciso le sorti della partita in favore delle spagnole.

Come ha osservato Caroline Graham Hansen al termine della gara: "È stata una partita equilibrata, con l’OL Lyonnes che ha avuto l’iniziativa nel primo tempo. Poi abbiamo segnato e preso il controllo della partita. Poi abbiamo segnato di nuovo, loro hanno cercato il pareggio e noi ne abbiamo segnati altri due.

La cronaca della finale: Barcelona - OL Lyonnes 4-0

L'efficace strategia difensiva dell'OL Lyonnes e la tattica del Barcelona per superarla

L'OL Lyonnes ha subito stravolto il ritmo del Barcelona grazie a un pressing aggressivo e perfettamente coordinato su ogni singola giocatrice. Di conseguenza, il Barcelona ha faticato a imporre il suo consueto controllo posizionale nel primo tempo, mentre l'approccio dell'OL ha limitato la progressione avversaria, provocando numerosi recuperi palla.

L'efficacia del piano di pressing dell'OL è illustrata nel grafico sottostante, che mostra come questa sia stata la prima volta in tutta la stagione in cui il Barcelona ha avuto meno della metà del possesso palla e non è riuscito a segnare nel primo tempo.

L'allenatore dell'OL Lyonnes, Jonatan Giráldez, ha spiegato: "Siamo stati molto solidi in difesa, soprattutto nel primo tempo, quando abbiamo avuto il controllo del gioco".

L'osservatore tecnico UEFA, Jarmo Matikainen, ha detto: "L'OL Lyonnes voleva difendere il più possibile nella metà campo avversaria, aspettando il primo passaggio per poi chiudere il centrocampo o semplicemente difendendo in avanti sin dal primo momento. Il Lyonnes ha avuto successo nelle transizioni, dimostrandosi molto pericoloso in contropiede. È stato un approccio coraggioso da parte della squadra francese, ma che comportava molti rischi".

La clip 1 nel video qui sotto mostra un esempio riuscito di questo approccio – che ha portato a un calcio di punizione che alla fine è finito in rete, ma è stato annullato dal VAR perché la marcatrice Lindsey Heaps era in fuorigioco.

Tuttavia, le contromosse del Barcelona hanno cominciato a funzionare col passare del tempo. Matikainen ha proseguito: "Il problema del Lyonnes era che il Barcelona riusciva a trovare una via per sfondare. Prima dei gol del secondo tempo, c'erano già stati segnali di allarme nel primo tempo. I movimenti e i tempi del Barcelona hanno creato più di un problema alle avversarie che se si inserivano troppo presto o troppo tardi, finivano in fuorigioco".

Performance Insight di Women's Champions League: il pressing efficace dell'OL Lyonnes

Lluís Cortés, osservatore tecnico della UEFA, ha spiegato: "È stato importante, e impressionante, il modo in cui il Barcelona accelerava il gioco una volta superata la prima linea di pressione. Aspettavano, aspettavano di attirare un avversario e poi acceleravano il gioco".

Come mostrato nel terzo video, Cortés ha spiegato: "Il movimento è incredibile: le giocatrici del Barcelona 'si liberano alle spalle' dell'avversario e poi si presentano". Alexia Putellas si muove bene per ricevere in una buona posizione, poi esegue un'ottima finta, che fa scattare la corsa di Ewa Pajor alle sue spalle.

La qualità del Barcelona nei contropiedi

La finale si è svolta in un modo che raramente si associa al Barcelona, con tutti e quattro i gol segnati nel secondo tempo che sono nati da momenti di transizione piuttosto che da fasi di possesso palla controllato. L'osservatrice tecnica della UEFA Nora Häuptle ha sintetizzato: "Per me, il Barcelona ha vinto la partita grazie alle sue transizioni".

Cortés ha aggiunto: "Al Barcelona si allenano molto su queste transizioni. Dato che molte squadre li marcano con un blocco basso. E “rompere il gioco” con le transizioni per poi essere spietate sotto porta è fondamentale".

"Il Barcelona ha vinto la partita con le transizioni".

Osservatrice Tecnica UEFA, Nora Häuptle

L'osservatrice tecnica della UEFA, Irene Fuhrmann, ha spiegato come l'approccio difensivo del Barcelona abbia contribuito a creare quei momenti. "Uno degli aspetti strategici del Barcelona era che esercitava sempre pressione sulle attaccanti dell'OL. A causa della marcatura a uomo, queste si trovavano sempre con le spalle alla propria porta e non riuscivano a girarsi in avanti".

Lluís Cortés ha sottolineato la qualità del Barcelona nelle fasi di transizione: "l primo passaggio del Barcellona era spesso in avanti per avviare queste transizioni. La capacità decisionale e il tempismo nel portare palla sono stati buoni, poi nel secondo tempo anche la forza e la precisione dell’ultimo passaggio sono state perfette".

Nelle transizioni, il ruolo della capocannoniera della competizione Pajor è stato particolarmente apprezzato dal Gruppo di Osservatori Tecnici della UEFA, che ha elogiato l'impatto dell'attaccante polacca non solo in fase offensiva, ma anche in quella difensiva: ha infatti percorso una distanza totale (11,1 km) superiore a quella di qualsiasi altra giocatrice in campo.

La qualità dei contropiedi del Barcelona

L'osservatrice tecnica della UEFA, Anna Signeul, ha commentato: "Pajor è stata fondamentale per il Barcelona perché ha offerto quelle incursioni in profondità che rendono difficile alle difensori centrali avanzare".

Fuhrmann ha aggiunto: "Pajor ha dimostrato di essere una giocatrice orientata al gioco di squadra, di possedere grande intelligenza in campo e, soprattutto, di avere una mentalità vincente".

"Effettuare queste incursioni e mantenere questa intensità nei minuti finali della partita mentre si è in vantaggio per 3-0, rimanendo lucida nelle decisioni e precisa nell'esecuzione tecnica, riflette un'incredibile mentalità vincente e di squadra".

"Volevano venire a prenderci, quindi abbiamo dovuto cavarcela con schemi di gioco corti e anche con attacchi diretti. Non è stata una nostra scelta in senso stretto, ma piuttosto è stata la partita a portarci a quella situazione".

Pere Romeu, allenatore Barcelona

Anche l'allenatore dell'OL Lyonnes, Jonatan Giráldez, si è detto d'accordo, sottolineando l'influenza decisiva delle attaccanti del Barcelona: "La differenza principale nel secondo tempo è stata rappresentata da Pajor e [Salma] Paralluelo e dalla loro qualità in area. Per me sono state loro decisive".

La grande prestazione in porta di Cata Coll

Sebbene sia stata la qualità offensiva del Barcelona a decidere le sorti della finale, Cata Coll ha svolto un ruolo fondamentale nel gettare le basi per la vittoria grazie a una prestazione eccezionale tra i pali a Oslo. Nel corso della partita, Coll ha effettuato una serie di interventi decisivi in momenti chiave, parando tiri da distanza ravvicinata, uscendo con sicurezza dietro la linea difensiva e intercettando i cross sotto pressione.

Lluis Cortés ha detto: "Ciò che mi ha colpito di più di Cata non è stata solo la qualità tecnica delle parate, ma la mentalità che le ha rese possibili. Ha dimostrato un controllo emotivo, una concentrazione e una tenacia eccezionali nei momenti chiave della partita. Le tre parate sullo 0-0, sull'1-0 e sul 2-0 [evidenziate nel video qui sotto] sono avvenute in contesti emotivi diversi, ma in tutte ha mantenuto la calma, la compostezza e la massima concentrazione sull'azione successiva, dimostrando alle giocatrici dell'OL che oggi sarebbe stata insuperabile".

Le parate di Cata Coll

La stessa Coll si è soffermata sulla responsabilità e sulla forza mentale richieste in finale: "Difenderò questo stemma e le mie compagne di squadra fino alla fine. Sapevo che, senza subire gol, avremmo avuto maggiori possibilità di vincere, ed è andata proprio così".

Non solo il fatto di non aver subito gol ha contribuito alla vittoria, ma ha anche permesso alla squadra catalana di riportare a Barcellona il trofeo della UEFA Women's Champions League.

"Lavoriamo sodo ogni giorno per trasmettere alle nostre giocatrici questo livello di impegno, ed è proprio questa mentalità che ci avvicina ai titoli".

Pere Romeu, allenatore Barcelona

Jarmo Matikainen ha alle spalle una lunga carriera da calciatore, seguita da oltre vent'anni di attività come allenatore e dirigente tecnico in Finlandia, Galles, Canada ed Estonia, dove ha ricoperto incarichi sia in club maschili che nelle nazionali femminili. Ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico della Federcalcio finlandese e ha allenato le nazionali femminili del Galles e dell'Estonia.

Lluís Cortés ha portato il Barcelona a successi senza precedenti, tra cui la vittoria della UEFA Women's Champions League nel 2021. Da allora ha continuato a lasciare il segno a livello internazionale come allenatore progressista e molto richiesto e attualmente è alla guida della nazionale femminile dell'Arabia Saudita.

Ex giocatrice della nazionale svizzera con esperienze sia in Svizzera che nei Paesi Bassi, Nora Häuptle ha allenato nel suo paese natale, in Germania e in Ghana ed è ora allenatrice della nazionale femminile dello Zambia.

Irene Fuhrmann è un'ex nazionale austriaca, poi diventata allenatrice. È diventata la prima allenatrice dell'Austria e ha guidato la squadra ai quarti di finale di UEFA Women's EURO 2022.

Anna Signeul è una delle figure più esperte e rispettate nel calcio femminile, avendo allenato a livello internazionale e di club per oltre tre decenni. L'ex nazionale svedese ha guidato la nazionale femminile scozzese per 12 anni, portandola alla sua prima Coppa del Mondo femminile FIFA e ai Giochi Olimpici, e ha ricoperto ruoli tecnici e di coaching di alto livello presso la FIFA e la Federcalcio finlandese.

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