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Performance Insights di Champions League: il piano dell'Arsenal che ha quasi fermato il Paris

Gli Osservatori Tecnici UEFA hanno analizzato il piano difensivo dell'Arsenal nella finale di UEFA Champions League di sabato persa solo ai calci di rigore contro il Paris.

L'esterno del Paris Saint-Germain, Khvicha Kvaratskhelia, cerca di liberarsi della marcatura di tre difensori dell'Arsenal
L'esterno del Paris Saint-Germain, Khvicha Kvaratskhelia, cerca di liberarsi della marcatura di tre difensori dell'Arsenal AFP via Getty Images

Una forza irresistibile contro un oggetto inamovibile. Così si poteva descrivere la finale di UEFA Champions League di sabato, che ha visto scontrarsi il miglior attacco della competizione e la difesa più solida. La partita di Budapest ha sicuramente tenuto fede alle aspettative: l’Arsenal, grazie alla sua eccellente organizzazione difensiva, ha costretto il Paris Saint-Germain a dare il massimo come mai in questa stagione, prima di aggiudicarsi la vittoria ai calci di rigore.

Dopo la prima analisi post-finale, l’unità di analisi delle partite della UEFA – in collaborazione con il Gruppo di Osservatori Tecnici della UEFA – ha esaminato più da vicino il modo in cui l’Arsenal ha messo a dura prova lo stellare attacco di Luis Enrique. "Penso che siano la migliore squadra del mondo", ha dichiarato dopo la partita l’allenatore dell’Arsenal, Mikel Arteta, spiegando di non aver "mai visto prima" un mix così affascinante di organizzazione collettiva e qualità individuale. "È molto difficile dominarli", ha aggiunto. "Ecco perché, quando non si riesce a farlo, bisogna chiudere tutti gli spazi".

La Heat Map mostra le zone dove l'Arsenal è riuscito a chiudere quegli spazi. Il Paris ha tentato 534 passaggi dalla metà campo avversaria contro il blocco dell'Arsenal ma, come ha affermato Luis Enrique, il Paris ha avuto più di qualche difficoltà: "Non siamo riusciti a trovare gli spazi ed è stato molto difficile".

Il fatto che l'Arsenal abbia segnato così presto ha reso il compito del Paris ancora più arduo, secondo Luis Enrique, che ha aggiunto: "La partita è iniziata nel modo migliore per loro. Una volta in vantaggio, i Gunners sanno molto bene come difendersi".

Prima di concentrarci su quella difesa, va notato che il gol dell'Arsenal al sesto minuto è stato il risultato della scelta di Arteta di schierare Kai Havertz come attaccante centrale.

L'impatto di Havertz come 'falso nueve'

Anziché confermare Viktor Gyökeres, le cui incursioni in profondità si erano rivelate decisive in semifinale, Arteta ha optato per il tedesco, schierato come falso nove con libertà di movimento. Il piano di Arteta ha messo in difficoltà la difesa del Paris, che gioca a uomo, come si vede nel video qui sopra nelle azioni che hanno portato al gol e anche nell'occasione creata per Havertz poco prima dell'intervallo.

La compattezza centrale dell'Arsenal

Durante una riunione degli osservatori tecnici UEFA, Steve Holland ha sottolineato l'efficacia del sistema difensivo dell'Arsenal, affermando: "Il PSG ha avuto il 75% di possesso palla e il controllo totale in due terzi del campo, ma si è scontrato con un muro invalicabile al limite dell'area. Nonostante tutto quel controllo e quel possesso palla, non sono riusciti a creare molto".

"Hanno difeso per tutta la partita. Noi non abbiamo cambiato nulla. Dal primo minuto alla fine, abbiamo giocato il nostro calcio".

Fabián Ruiz, centrocampista Paris

I dati confermano quanto sottolineato da Holland, sia nella mappa termica iniziale che in questo secondo grafico qui sotto. Rispetto a tutte le precedenti partite della stagione, il Paris ha registrato il minor numero di tiri in porta in fase di gioco (nessuno) e il valore xG più basso esclusi i rigori (0,8).

Come si evince chiaramente dal video qui sotto, l'Arsenal si è concentrato sul negare spazi al Paris nelle zone centrali del campo. Come ha osservato Martin Ødegaard: "Sentivamo di avere un buon controllo, anche se loro avevano molto possesso palla".

Sulla questione del controllo, Aitor Karanka ha osservato che, con il loro approccio a zona, i "difensori centrali dell'Arsenal non hanno lasciato la loro posizione" quando gli attaccanti del Paris si sono spostati lateralmente – che è proprio dove avevano messo in difficoltà tutti gli avversari in precedenza in questa stagione".

La compattezza centrale dell'Arsenal

Per quanto riguarda il Paris e il controllo del gioco, Luis Enrique ha sottolineato che la sua squadra aveva cercato "di attaccare con un po' più di controllo in modo che l'Arsenal non potesse ripartire in contropiede".

"Bisogna essere resilienti, attenti e comunicare molto".

Il centrocampista dell'Arsenal, Declan Rice, sulla sfida col Paris

Come hanno difeso gli esterni dei Gunners

Con l'Arsenal molto attento nella copertura delle zone centrali, per il Paris si aprivano spazi leggermente più ampi da sfruttare sulle fasce. Ciò ha comportato a sua volta un ruolo difensivo significativo per gli esterni di Arteta, ovvero Bukayo Saka e Leandro Trossard, chiamati a sostenere i terzini contro i pericoli sulle fasce. "Quando la palla arrivava sulle fasce, loro erano pronti a pressarli", ha spiegato Karanka.

L'importanza degli esterni nella difesa sulle fasce dell'Arsenal

"Hanno fatto continui raddoppi efficaci durante tutta la partita", ha aggiunto Roy Hodgson, e il video qui sopra mostra entrambi gli esterni dell’Arsenal in azione. Nel caso di Trossard, lo si è visto a volte arretrare fino alla linea difensiva per formare un quintetto – cosa che hanno fatto anche i centrocampisti Rice e Myles Lewis-Skelly dalle loro posizioni centrali. Nel complesso, il parere del Gruppo di Osservatori Tecnici è stato che l’Arsenal "ha difeso in modo fantastico in quelle situazioni di uno contro uno".

Il punto degli allenatori: rafforzare i principi difensivi

"La bellezza della partita di sabato è stato vedere una squadra, l’Arsenal, che non ha adottato una marcatura a uomo ma ha comunque difeso molto, molto bene", ha dichiarato l’osservatore tecnico UEFA, Ange Postecoglou, durante il dibattito post-finale sulla difesa degli inglesi alla Puskás Aréna.

Per il Gruppo di Osservatori Tecnici della UEFA, questa è stata una partita caratterizzata da un contrasto tra le strategie difensive, ovvero tra l’approccio a zona dell’Arsenal e quello a uomo del Paris. Ha offerto inoltre spunti di riflessione sull’importanza di insegnare i principi difensivi alla base delle diverse strategie osservate in questa stagione.

"Oggi nelle accademie si lavora principalmente tra le due aree", ha commentato un membro del gruppo. "I giocatori devono sapere come gestire il contatto in fase difensiva e offensiva nell'area di rigore", ha aggiunto un altro, mentre una terza voce ha sottolineato la difficoltà per i difensori delle squadre giovanili dominanti di avere l'esposizione regolare necessaria per mettere in pratica i principi difensivi.

Ciò ha portato a un appello collettivo affinché si torni a dare priorità alla difesa nella crescita dei giovani, specialmente in un'epoca in cui l'attacco si contraddistingue per velocità, fisicità, tecnica e tattica eccezionali.

Rui Faria ha dichiarato: "È tutta una questione di applicazione e attenzione al tempo senza palla, poiché questo ha la stessa importanza del tempo con la palla. Dobbiamo pensare al lavoro sui principi individuali della difesa, partendo dalle basi – uno contro uno, due contro due – fino a tutto ciò che è necessario insegnare durante la formazione".

Scopri di più sull'arte della difesa in Champions League per i difensori centrali e per i terzini.

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