Le centrocampista del Barcelona, Alexia Putellas, sullo 'spettacolo' che il mondo aspetta di vedere nella finale di Women's Champions League
lunedì 18 maggio 2026
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In vista della finale di Women's Champions League a Oslo, Alexia Putellas ha parlato con la UEFA della sua resilienza, competitività e del traguardo delle 500 partite col Barcelona.
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"La finale è il giorno più atteso della stagione. È il giorno in cui tutta l’Europa, anzi il mondo intero, ti guarda per assistere a uno spettacolo indimenticabile", ha detto alla UEFA Alexia Putellas, che col suo Barcelona sfiderà l'OL Lyonnes nella finale della UEFA Women's Champions League 2025/26.
L'ultima volta che le due squadre si sono affrontate in una finale di Women's Champions League due stagioni fa, la centrocampista Alexia era entrata dalla panchina siglando nei minuti di recupero il 2-0 definitivo del Barcelona.
Quella è stata la prima volta che la sua squadra ha battuto le rivali francesi in una finale, dopo aver perso i due precedenti incontri. Jonatan Giráldez, che in quella finale sedeva sulla panchina delle spagnole, da questa stagione allena l'OL Lyonnes, mentre la sua ex vice, Pere Romeu, è ora alla guida del Barcelona.
"Le cose sono cambiate, dato che il nostro allenatore ora è nell’altra squadra e loro hanno apportato alcune modifiche alla rosa, anche se le loro giocatrici chiave sono ancora lì", ha detto Alexia.
"Trattandosi di una finale di Women's Champions League contro una squadra come l’OL, penso sia difficile prevedere cosa succederà".
"So solo che sarà una partita molto equilibrata. Alla tirata dei dei conti, siamo le due migliori squadre d'Europa, quindi sarà una partita fantastica".
Da quando è arrivata al Barcelona a 18 anni nel 2012, Alexia ha vinto tre Women's Champions League, due Palloni d'Oro femminili e una moltitudine di trofei nazionali.
Sabato 23 maggio la sua squadra giocherà la sesta finale europea consecutiva e lei afferma che le loro incessanti prestazioni ad alti livelli sono il risultato della costante spinta della rosa a continuare a migliorare.
"Al Barcellona le aspettative sono sempre altissime, quindi ti ritrovi in uno stato di insoddisfazione costante e questo ti spinge sempre al limite. Questa è la mentalità che bisogna avere, o almeno è quella che voglio avere io in questo club".
"Questo ti rende resiliente, perché vivere con quel livello di pressione per così tanti anni inevitabilmente rafforza la tua resilienza e ti permette di crescere incessantemente".
Dopo aver vinto due titoli consecutivi di Women's Champions League, il Barcelona ha perso 1-0 contro l'Arsenal nella finale della scorsa stagione.
Ma Alexia e le sue compagne di squadra si sono riprese vincendo otto partite e pareggiandone due in questa stagione, segnando 37 gol e subendone solo otto lungo il percorso verso Oslo.
La 32enne capitana del Barcelona ha segnato sette gol e fatto sette assist, vincendo due volte il premio di Player of the Match.
"Quando ci tieni così tanto alla tua professione e alla squadra, se il risultato non è buono o se non giochi bene, soffri fisicamente e mentalmente".
"Ma è anche tuo compito assicurarti che questa delusione sia solo una cosa temporanea, che duri poche ore o al massimo un paio di giorni, perché poi ti si presenta un'altra occasione e devi tornare al 100%".
"Lo vedo come parte della preparazione per la partita successiva, qualcosa che devi sfruttare per migliorare, perché è successo per un motivo – tutto ha una ragione. E arriva un momento in cui quella sensazione si trasforma in motivazione".
"Partecipare alla più importante competizione europea per club femminili offre un palcoscenico unico su cui Alexia ama giocare.
"Giocare in Women's Champions League ti dà un senso di grandezza. Quando arriva il giorno della partita, hai la sensazione che sia un giorno importante e speciale. Non importa se sia della fase campionato o di quella a eliminazione diretta, giocare ti dà la sensazione che sia qualcosa di speciale e diverso rispetto alle altre partite.
"È come indossare il proprio abito migliore perché si avvicina il grande giorno: il giorno in cui tutta l'Europa, anzi il mondo intero, guarda e aspetta di assistere a uno spettacolo indimenticabile".
"Si gioca contro le migliori calciatrici de mondo, il che è sempre una sfida, ed è qualcosa che le squadre e i giocatori di alto livello desiderano sempre: cercare di competere contro le migliori, perché questo ti costringe a dare il meglio di te".
"È proprio in quel momento che la pressione è al massimo e la si percepisce, quindi è un grande giorno anche per questo motivo".
I 60.067 spettatori presenti al Camp Nou hanno assistito alla sua 500ª presenza con la maglia del Barcelona nella vittoria per 6-0 nella partita di ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid. Alexia in quella partita ha aperto le marcature all'ottavo minuto, consentendo alle tre volte campionesse di qualificarsi in semifinale con un punteggio complessivo di 12-2.
"Non so chi abbia scritto il copione di quella serata, ma gli sono davvero molto grato; è stato proprio il destino".
Sono stata felicissima e credo che questo mio entusiasmo abbia contagiato le mie compagne di squadra, perché si sono messe nei miei panni, proprio come avrei fatto io se fosse toccato a un'altra di loro, e hanno capito quanto fosse speciale per me quella giornata".