Intervista a Mikel Arteta: l'allenatore dell'Arsenal racconta il suo amore per i Gunners, l'amicizia con Luis Enrique e la sfida con il Paris
lunedì 25 maggio 2026
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Mikel Arteta racconta il percorso all'Arsenal che gli "ha cambiato la vita", mentre si prepara alla finale di UEFA Champions League contro il Paris Saint-Germain.
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Dopo sette stagioni di occasioni sfiorate, delusioni, crescita continua e una costante evoluzione, l’Arsenal di Mikel Arteta è finalmente campione della Premier League. E ora i Gunners potrebbero coronare una stagione indimenticabile: il 30 maggio, a Budapest, affronteranno il Paris Saint-Germain nella finale di UEFA Champions League, con il sogno di conquistare una storica doppietta.
Dopo tre stagioni consecutive concluse al secondo posto, i Gunners sono finalmente riusciti a superare il Manchester City e a conquistare la Premier League. La stagione dell’Arsenal, però, non è ancora finita: ora la squadra di Mikel Arteta punta a diventare la terza nella storia a vincere sia la Premier League sia la UEFA Champions League nella stessa stagione, dopo il Manchester United (1998/99 e 2007/08) e il Manchester City nel 2022/23.
Parlando con la UEFA alla vigilia della finale di Budapest, Arteta è tornato sulla vittoria nel ritorno della semifinale contro l’Atlético de Madrid, descrivendo la serata con una sola parola: “Bellissima. Credo che tutta la preparazione, l’intera giornata… sia stata speciale, unica".
"Dal momento in cui siamo arrivati con il pullman e abbiamo visto tutti i nostri tifosi ad aspettarci fuori dallo stadio, si percepiva qualcosa di diverso, qualcosa che non avevamo mai vissuto prima in questo stadio. E poi riuscire a vincere e, alla fine, tornare in finale di Champions League… è stato un momento che aspettavamo da tantissimo tempo. È stato fantastico".
Arteta ha poi aggiunto: "Ti rendi conto di cosa significa davvero per le persone. Basta guardare gli occhi e le espressioni dei tifosi per capire immediatamente che c’è qualcosa di speciale. Felicità, emozione, ma anche un senso di riscatto, perché l’anno scorso eravamo arrivati in semifinale proprio contro il Paris Saint-Germain senza riuscire a raggiungere la finale. Ora invece abbiamo fatto un altro passo verso il nostro obiettivo. È stato un momento straordinario".
Arteta ha costruito un legame speciale con la sua squadra, ed è evidente quanto significhi per lui aver raggiunto questa finale. "Sono incredibilmente orgoglioso e voi vedete solo una parte di tutto questo: ciò che i ragazzi fanno in campo, il modo in cui giocano, quello che trasmettono come singoli e come squadra. È qualcosa di straordinario".
"Questo gruppo è incredibile. L’unione, la compattezza, l’affetto e il rispetto che hanno l’uno per l’altro… La connessione che esiste con lo staff, con il club e con i tifosi. I momenti che viviamo insieme, il divertimento e la felicità che condividiamo ogni giorno: tutto questo è speciale".
Il tecnico basco, inoltre, ha trascorso anche le ultime cinque stagioni della sua carriera da calciatore nell’Arsenal, arrivando così a quasi dodici anni complessivi nel club. Quando gli viene chiesto di riassumere il suo rapporto con i Gunners in una frase, Arteta non ha dubbi: "Sono innamorato. Credo che le persone, i giocatori, i tifosi e lo staff siano ormai parte di me".
"Questo club mi ha cambiato la vita in meglio. Mi ha regalato un’esperienza umana che non avrei mai potuto immaginare, sotto ogni punto di vista. È una fonte di ispirazione, ma allo stesso tempo anche una sfida continua nella mia vita. Sono immensamente grato per l’opportunità che mi è stata data. Mi godo ogni singolo minuto di questa avventura".
A separare l’Arsenal e Arteta dal sogno c’è però l’ostacolo più difficile: il Paris campione in carica, guidato dall’ex compagno di squadra e grande amico di Arteta, Luis Enrique. "È una persona davvero speciale, l’ho conosciuto quando avevo 16 anni e mi allenavo con la prima squadra del Barcelona. Era estremamente premuroso con i giovani, molto disponibile e di grande supporto. Inoltre lo ammiravo tantissimo già allora, prima di tutto come calciatore".
"Quando pensi alla sua carriera, non vedi soltanto l’allenatore e ciò che può offrire dal punto di vista tattico: c’è soprattutto la persona, il carisma e il modo in cui affronta ogni situazione. In questo credo sia unico. Il modo in cui trasmette i suoi valori, la convinzione che ha nelle proprie idee e la capacità di restare fedele a ciò in cui crede, indipendentemente dalle opinioni esterne… questa è la sua vera forza".
Arteta ha poi aggiunto: "è un collega, ma anche una persona verso cui provo grande rispetto e ammirazione. Entrambi sappiamo quanto sia difficile arrivare fin qui e quanto siamo fortunati a poter vivere una finale di questo livello. Però, quando arriverà il giorno della partita, conterà soltanto una cosa: vincere".
Nonostante le due squadre si siano affrontate tre volte nella scorsa stagione, Arteta non crede che i precedenti possano influenzare la finale di quest’anno: "Credo che entrambe le squadre siano cambiate. Quelle sono state tre partite completamente diverse, vissute in momenti differenti".
"Dal punto di vista tattico sarà soprattutto una sfida collettiva tra due squadre eccezionali per il modo in cui giocano, per come sanno adattarsi e per l’intensità che riescono a mantenere. Poi, naturalmente, ci saranno anche gli spunti individuali, e quando si parla di Champions League spesso sono proprio quelli a fare la differenza. Sappiamo che dovremo esprimere la miglior versione di noi per riuscire a vincere".
Infine, riflettendo sull’importanza di una finale di UEFA Champions League, Arteta conclude: "È qualcosa di enorme. Un privilegio immenso. Ti rendi subito conto dell’impatto che ha raggiungere una finale, dal modo in cui le persone reagiscono, dal desiderio di esserci, di vivere quell’atmosfera, di viaggiare per seguire la squadra".
"È la competizione per club più speciale al mondo, senza alcun dubbio e io voglio godermi ogni istante di questa giornata… ma soprattutto voglio vincerla".
Intervista del 14 maggio 2026