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La prima avversaria: l'emozione

Il tecnico dell'Italia Corrado Corradini spiega come riuscire a vincere il "blocco mentale" del debutto durante la conferenza stampa della vigilia insieme agli altri tecnici del Gruppo A.

Corrado Corradini (Italia), Aleksandr Shagov (Russia), Yannick Schwéry (Svizzera), Jos Opdebeeck (Belgio)
Corrado Corradini (Italia), Aleksandr Shagov (Russia), Yannick Schwéry (Svizzera), Jos Opdebeeck (Belgio) ©Sportsfile

Corrado Corradini punta molto sul discorso che farà alle sue ragazze prima della gara di apertura degli Europei UEFA Under 19 dell'Italia contro la Russia per superare la prima grande insidia che le Azzurrine si troveranno di fronte lunedì a Imola: l'emozione del debutto. 

Nel suo curriculum vanta già un successo in questo torneo, avendo guidato le Azzurrine all'impresa nel 2008 in Francia, e Corradini sa bene quali sono gli scherzi che la pressione può giocare a giovani ragazze che scendono in campo per la prima volta in una competizione di questa portata. “Conosce le mie giocatrici e alla prima partita c'è sempre una sorta di blocco mentale”, ha ammesso il Ct a Cervia durante la conferenza stampa della vigilia insieme agli altri allenatori del Gruppo A.

“Credo che sarà molto importante la riunione tecnica che farò prima della partita perchè le ragazze devono sopportare una grande pressione e un pesante senso di responsabilità - ha spiegato il tecnico 66enne -. Il nostro calcio è più lento rispetto a quello che si gioca in un Campionato Europeo e l'impatto può essere veramente difficile da sopportare. Questo è il pericolo numero uno. Per il resto credo che possiamo competere con tutte le squadre a livello tecnico e fisico”.

La sensazione generale è che il girone sia molto equilibrato e che tutte e quattro le squadre partano più o meno alla pari. Corradini ammette candidamente la sua felicità per aver evitato lo 'spauracchio' Germania, forza dominante del calcio femminile e sorteggiata nel Gruppo B. “L'eliminazione di squadre come Inghilterra, Francia e Svezia mi ha sorpreso – ha aggiunto -. Non conosciamo benissimo Russia e Belgio, mentre la Svizzera la conosciamo meglio perchè due anni fa ci ha battuti [3-0 nelle qualificazioni ndr]. L'obiettivo minimo è quello di raggiungere la semifinale”.

Il tecnico azzurro resta fiducioso nonostante le tre sconfitte rimediate al prestigioso torneo di la Manga durante la preparazione per la fase finale: “Credo che quelle sconfitte ci siano servite molto per crescere. Per diversi motivi abbiamo utilizzato tante giocatrici che volevo vedere in azione, ma adesso abbiamo le migliori a disposizione. Le nostre avversarie sono forti e so che dovremo dare il massimo per ottenere i risultati che vogliamo”.

A partire dalla gara contro la Russia, che non si qualificava per la fase finale dal 2006. “E' facile vedere come l'organizzazione sia migliorata sotto tutti gli aspetti in questi anni – ha detto il Ct Aleksandr Shagov -. Siamo molto felici di essere tornati tra le migliori otto in Europa. Nelle occasioni precedenti in cui abbiamo partecipato l'obiettivo era il raggiungimento della semifinale, adesso vogliamo anche giocare bene”.

In contemporanea con la sfida di Imola, Belgio e Svizzera si affronteranno a Bellaria. Proprio le elvetiche hanno collezionato una delle maggiori sorprese delle qualificazioni eliminando la quotata Svezia: “Avevo detto alle ragazze di crederci perchè tutto è possibile – ha spiegato il tecnico Yannick Schwery -. Lo ripeterò anche questa volta sperando che riescano a sorprendere ancora”.

Schwery ha strappato sorrisi dicendo di 'temere' le spiagge romangnole come possibile fonte distrazione per le sue ragazze. Ma il più divertente dei quattro allenatori è stato sicuramente il belga Jos Opdebeeck, che ha parlato in sostituzione di Jean-Marie Greven, atteso solo lunedì a causa di impegni di lavoro. Dopo aver detto con finta spavalderia che il Belgio batterà agevolmente le tre avversarie nel girone e scherzato sul ruolo di 'underdog' della sua squadra, è tornato serio parlando dei veri obiettivi: “Siamo qui per imparare, questa è la cosa più importante. E poi vogliamo vincere, altrimenti saremo rimasti a casa”.

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