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Finale di Women's Champions League: l'allenatore del Barcelona, Pere Romeu, sulla leadership di Alexia Putellas e sul rientro di Aitana Bonmatí

L'allenatore del Barcelona, Pere Romeu, riflette sulla sconfitta nella finale del 2025, elogia la mentalità da leader di Alexia Putellas e parla del ritorno di Aitana Bonmatí in vista della finale di UEFA Women's Champions League del 2026.

Pere Romeu e il sogno di vincere la UEFA Women's Champions League con il Barcelona
Pere Romeu e il sogno di vincere la UEFA Women's Champions League con il Barcelona UEFA via Getty Images

Al termine della sua seconda stagione alla guida del Barcelona, Pere Romeu si prepara nuovamente per una finale di UEFA Women's Champions League.

In un'intervista rilasciata alla UEFA, in vista dell'attesissimo incontro contro l'OL Lyonnes a Oslo, il tecnico nato a Barcellona parla della sconfitta nella finale del 2025, ma anche di Alexia Putellas, di Aitana Bonmatí e del suo collega Jonatan Giráldez.

Quando il Barcelona di Pere Romeu scende in campo in UEFA Women's Champions League, il risultato è quasi sempre lo stesso: la vittoria.

Ancora imbattuto in questa edizione, con otto successi e due pareggi in dieci partite, il Barcelona ha fatto registrare numeri straordinari anche nella scorsa stagione, la prima con Romeu alla guida della squadra: nove vittorie e una sola sconfitta nel cammino verso la finale.

"Credo che ci siano tre fattori", ha spiegato Romeu parlando della mentalità vincente delle sue giocatrici. "Il primo è il talento: hanno qualità per vincere le partite, e non è una cosa scontata. Il secondo è l’umiltà: sanno che, se non giocano al massimo delle loro possibilità, qualsiasi squadra può batterle".

"Il terzo, invece, è il loro spirito competitivo, che le porta a volere sempre di più. Sono tre aspetti che fanno parte della nostra quotidianità".

Il cammino del Barcelona verso la finale di Women's Champions League: tutti i gol

Nonostante questa mentalità vincente, c’è una sconfitta che continua a pesare mentre Pere Romeu e il suo Barcelona si preparano a tornare sul palcoscenico più importante: l’1-0 subito contro l’Arsenal nella finale del 2025 a Lisbona.

"In quella partita non siamo riusciti a fare ciò che avevamo mostrato per tutta la stagione", ha ammesso Romeu. "Non abbiamo collegato bene il gioco in fase di possesso e abbiamo cambiato poco il fronte dell’azione. Inoltre, siamo stati troppo passivi nel tentativo di riconquistare il pallone".

"Tutti aspetti nei quali avevamo eccelso durante l’anno, ma guardando quella finale sembrava quasi che la squadra non avesse mai fatto quelle cose o non sapesse come farle".

"Eppure c'erano in campo le stesse giocatrici e lo stesso allenatore, e avevamo preparato la partita nello stesso modo in cui avevamo affrontato le sfide più difficili della stagione".

Fare tesoro di quella sconfitta ha aiutato il Barcelona a ripresentarsi ancora più forte nel 2025/26: "Abbiamo utilizzato tutto ciò che abbiamo appreso da quella sfida," ma Romeu vuole evitare che la riflessione si trasformi in ossessione alla vigilia della finale.

"Se ci concentriamo troppo su ciò che non abbiamo fatto quel giorno, rischiamo di allontanarci da ciò che vogliamo fare adesso: continuare a esprimerci bene, giocare da squadra e mostrare la nostra versione più competitiva e perfezionista, sia a livello individuale sia collettivo, perché in partite come queste bisogna essere al massimo".

"Non puoi giocare al di sotto dei tuoi livelli in una finale di Women's Champions League - un calo di concentrazione ti può costare un gol".

Pere Romeu riceve la medaglia d'argento nel 2025 a Lisborna
Pere Romeu riceve la medaglia d'argento nel 2025 a LisbornaUEFA via Getty Images

Con una posta in palio così alta e margini così ridotti, Romeu sa di poter contare sulla leadership delle sue giocatrici più esperte.

Tra queste spicca Alexia Putellas, che ha festeggiato la sua presenza n. 500 con il Barcelona nella vittoria per 6-0 al Camp Nou nei quarti di finale.

"È stato speciale vedere quanto fossero felici per lei tutte le sue compagne in quella partita", ha raccontato Romeu.

"La sua visione, la sua percezione e il suo intuito sono straordinari".

"Percepisce immediatamente quando una compagna sta vivendo un momento difficile. È una persona di supporto, una vera leader sotto questo aspetto. E in campo pretende tantissimo da tutte, chiedendo sempre di dare il 110%".

Alexia Putellas e Pere Romeu dopo la vittoria in semifinale
Alexia Putellas e Pere Romeu dopo la vittoria in semifinaleUEFA via Getty Images

Anche il ritorno della tre volte vincitrice del Pallone d'Oro Femminile, Aitana Bonmatí, rappresenta un’enorme spinta in vista della finale.

Fuori dallo scorso novembre a causa di una frattura alla gamba, Bonmatí è tornata in campo entrando dalla panchina nella vittoria per 4-2 del Barcelona contro il Bayern nella semifinale di ritorno.

"Credo che il suo ingresso contro il Bayern abbia funzionato molto bene", ha spiegato l'allenatore.

"È entrata quando la squadra era avanti con un margine abbastanza rassicurante, ma in un momento in cui loro stavano cercando di attaccarci con più intensità. In quelle situazioni, se riesce a ricevere tra le linee e a portare palla in avanti, possiamo sfruttare al massimo le sue qualità".

"Per noi è fondamentale poter contare su di lei in queste ultime settimane della stagione".

Il ritorno in campo di Aitana Bonmatí in Women's Champions League
Il ritorno in campo di Aitana Bonmatí in Women's Champions League UEFA via Getty Images

Per quanto riguarda la sfida tattica, Romeu dovrà cercare di superare uno dei suoi vecchi maestri: Jonatan Giráldez.

L’attuale tecnico dell’OL Lyonnes ha infatti guidato il Barcelona tra il 2021 e il 2024, conquistando la UEFA Women's Champions League nel 2023 e nel 2024. In quegli anni Romeu era il suo vice, prima di raccoglierne il testimone nell’estate del 2024.

"Ci conosciamo molto bene, dato che lui era l’allenatore e io il suo assistente", ha spiegato Romeu.

"Non gli era mai capitato di affrontarmi da primo allenatore, ma tatticamente mi conosce alla perfezione, così come io conosco lui".

"Essendo una finale, saranno i piccoli dettagli a fare la differenza. Cercheremo di prepararci nel miglior modo possibile per valorizzare i nostri punti di forza e provare a sfruttare anche la minima debolezza che l’OL Lyonnes potrebbe mostrare".

*Intervista del 5 maggio 2026.