Tra Bologna e l’Europa: Rowe verso la sfida all’Aston Villa
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A pochi giorni dall'inizio dei quarti di finale di UEFA Europa League abbiamo incontrato l'esterno inglese, che ci ha parlato del suo ambientamento a Bologna, di Vincenzo Italiano e della doppia sfida contro l'Aston Villa.
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La parabola di Jonathan Rowe a Bologna è in fase ascendente. Il 22enne attaccante esterno inglese, approdato in Emilia dall'Olympique de Marseille in estate, ha avuto bisogno di qualche mese per adattarsi al calcio italiano (e a quello di Vincenzo Italiano), ma una volta entrato nei meccanismi dei Rossoblù ha iniziato a mostrare tutta la sua qualità.
Il 2026 ha visto Rowe diventare un autentico fattore per il Bologna, con cinque gol e quattro assist realizzati fra tutte le competizioni. Numeri importanti, che lo hanno reso centrale nel progetto felsineo.
Ora, Rowe e il Bologna sono attesi da un esame importante sul palcoscenico continentale, che risponde al nome di Aston Villa. I Rossoblù hanno affrontato il club di Birmingham due volte di recente, incassando altrettante sconfitte sia in UEFA Europa League (fase campionato dell'edizione in corso), che in UEFA Champions League (fase campionato 2024/25).
L'obiettivo, naturalmente, è quello di invertire la tendenza. E Rowe punta a lasciare il segno contro una squadra che conosce bene.
UEFA: il Bologna ha già affrontato l'Aston Villa sia in questa stagione, che in quella passata, in UEFA Champions League. Pensi che la squadra abbia imparato qualcosa da quelle sfide?
Jonathan Rowe: sì, quando perdi delle partite 1-0 o 2-0 devi imparare e trarre insegnamenti dagli errori. Ora abbiamo la fortuna di avere un’altra occasione per provare a correggerli e ottenere un diverso esito finale. Non vedo l’ora di giocare, e lo stesso vale per tutta la squadra. Speriamo di poter regalare ai tifosi un risultato diverso.
UEFA: da giocatore inglese, che consiglio ti senti di dare ai tuoi compagni su come affrontare l'Aston Villa?
Rowe: l'Aston Villa è una squadra forte, con tanti giocatori di qualità. Ma lo siamo anche noi. Io ho fiducia in me stesso e nella squadra e sono sicuro che abbiamo le carte in regola per ottenere un risultato positivo nell’arco delle due partite. Conosco bene alcuni dei giocatori che affronteremo, avendoli avuti come compagni anche in nazionale, quindi cercherò di trasmettere quante più informazioni possibili ai miei compagni. Ma sono sicuro che anche loro li studieranno a fondo. Se ognuno farà la sua parte, potremo vivere due grandi serate.
UEFA: le tue prestazioni a Bologna sono migliorate partita dopo partita e nel nuovo anno il tuo contributo in fatto di gol è assist è stato davvero notevole. È cambiato qualcosa? Come sei riuscito a raggiungere questo picco di forma nella fase cruciale della stagione?
Rowe: a dire il vero è stato semplicemente il risultato di un processo. Mi sono trovato in una situazione in cui dovevo adattarmi a un calcio diverso. Ho analizzato le mie statistiche e, insieme al mio staff, le ho comparate a ciò che facevo prima e quello che fanno i migliori giocatori nel mio ruolo. Ho preso queste informazioni e le ho applicate al mio modo di giocare. Credo che anche una maggiore consapevolezza delle mia posizione in campo mi abbia permesso di raggiungere questo livello di rendimento. Penso che i tifosi rossoblù stiano iniziando a vedere davvero di cosa sono capace.
UEFA: probabilmente ti è anche servito un po' di tempo per adattarti ai compagni, al nuovo sistema tattico e alla città.
Rowe: sì, credo sia stata soprattutto una questione di intesa con i compagni e di tattica. È tutto diverso. Probabilmente, all'inizio ho un po' sottovalutato il cambiamento di stile di gioco rispetto ad altri campionati. Ma la cosa più importante è che ora ho capito e sto migliorando ogni giorno, lavorando su me stesso per diventare ancora più forte.
UEFA: che ruolo ha avuto Vincenzo Italiano nel tuo processo di adattamento in questi primi mesi a Bologna?
Rowe: all’inizio la barriera linguistica ha complicato un po' le cose, ma gradualmente ho iniziato a capire meglio che cosa vuole da noi. La cosa più importante è che con lui, noi attaccanti ci sentiamo liberi negli ultimi metri: dobbiamo mantenere alta la qualità, creare gol, assist e occasioni, ed essere una minaccia costante.
Credo che di me, l'allenatore apprezzi soprattutto la fame, sia in fase offensiva che difensiva, la mia voglia di dare sempre tutto in campo. Sono caratteristiche che fanno parte del mio gioco da sempre, quindi per me è più facile lavorarci sopra.