Gianluigi Buffon: "Il destino mi ha voluto portiere"

"Il destino ha voluto che facessi il portiere". UEFA.com celebra i 20 anni dal debutto di Gianluigi Buffon in Serie A parlando degli albori della carriera con il capitano della Juventus e della nazionale.

"Meritavamo di vincere ma non ci siamo riusciti perché ci siamo trovati davanti Buffon". Queste le parole a caldo dell'ex tecnico dell'AC Milan, Fabio Capello, dopo il pareggio a reti bianche contro il Parma quel 19 novembre 1995.

Sono passati venti anni dallo spettacolare esordio di Gianluigi Buffon in Serie A. Con Luca Bucci infortunato, Nevio Scala decide di schierare il 17enne Buffon contro un Milan imbottito di stelle. I campioni rossoneri in quella partita si schiantano contro il muro eretto da Buffon, che esce con grande coraggio per contrastare Roberto Baggio e George Weah – due vincitori del Pallone d'Oro – e poi respinge il tiro a botta sicura del subentrato Marco Simone.

Il resto è storia. Vincitore della Coppa UEFA col Parma nel 1999, Buffon diviene il portiere più costoso nella storia del calcio nel 2001 quando passa alla Juventus per 52 milioni di euro. Quattordici anni dopo entra nella storia della Juve per aver disputato più minuti di tutti con la maglia bianconera. Senza parlare dei sei scudetti in bacheca...

La carriera del 37enne, tuttavia, avrebbe potuto prendere un'altra piega se non fosse stato per suo padre. "Quando ho cominciato a giocare, come tutti i bambini, non facevo il portiere - racconta Buffon a UEFA.com -. Mi piaceva fare gol; alla fine tutto sta nel mettere la palla in rete. Dai sei o sette anni, ho cominciato a giocare a centrocampo, o da libero, e mi piaceva molto ad essere sincero. Ero un bambino molto vivace".

Buffon era ancora un centrocampista nel 1988, quando ha giocato per la prima volta a San Siro. Era una partita tra le rappresentative dei bambini di Toscana e Veneto. "Ma forse il destino ha voluto facessi il portiere - prosegue il numero uno azzurro -. Mio padre mi suggerì di cambiare ruolo e di provare a giocare in porta. A me piaceva sempre trovarmi al centro del gioco, ma anche fare nuove esperienze. E alla fine decisi di provare a fare il portiere per un anno, dopo il quale sarei tornato a giocare in mezzo al campo".

Buffon sui suoi compagni della Juventus
Buffon sui suoi compagni della Juventus

Non è andata proprio così.

"Dopo appena cinque o sei mesi sono diventato un buon portiere. Probabilmente avevo un certo talento in quel ruolo e subito tutti hanno cominciato ad accorgersene. Un anno dopo ero già il portiere del Parma".

La carriera di Buffon è stata ricca di successi anche se nel palmares personale manca ancora la UEFA Champions League. Un trofeo sfiorato in due occasioni col la Juve. Anche se lui ha fatto l'impossibile per mettere le mani su quel trofeo. "Ancora oggi non so come abbia fatto ad arrivare su quel pallone", ha raccontato Filippo Inzaghi a UEFA.com, ripensando alla parata di Buffon sul suo colpo di testa nella finale del 2003, vinta dal Milan ai calci di rigore nonostante due tiri dal dischetto neutralizzati da Buffon.

Guarda la sintesi della finale della passata stagione
Guarda la sintesi della finale della passata stagione

Dodici anni dopo Buffon approda nuovamente in finale, ma la Juve perde 3-1 contro il Barcellona. Ancora una volta, il numero uno azzurro disputa una partita straordinaria. La parata su Dani Alves che tiene i Bianconeri in gioco fino agli ultimi minuti della gara, è a dir poco sensazionale.

Buffon, giocatore con più presenze (154) con la maglia dell'Italia, era in porta anche nella finale di UEFA EURO 2012 persa contro la Spagna. La prossima estate avrà un'altra chance per aggiungere un altro trofeo per nazionali in bacheca dopo la Coppa del Mondo FIFA. E quanto c'è di Buffon in quel successo azzurro del 2006! Basta ricordare la parata sul colpo di testa di Zinédine Zidane nella finale vinta ai rigori contro la Francia.

"Il mio primo ricordo della nazionale risale alla Coppa del Mondo del 1982 - ci racconta il capitano dell'Italia -. Ricordo quei giorni a casa nostra o da mio zio, con tutta la famiglia, con le cene interminabili guardando le partite. Ricordo anche che durante le partite io uscivo fuori o in balcone a giocare".

"È bello ricordare le urla di gioia e delusione che sentivo dal balcone". Urla di gioia che non mancheranno la prossima estate se un Buffon incurante degli anni che passano continuerà a sbarrare la strada ai migliori attaccanti d'Europa. Come ha sempre fatto da 20 anni a questa parte...

In alto