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Intervista a Declan Rice: il centrocampista dell'Arsenal sulla finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain e come affrontate le grandi occasioni

"Che occasione, che opportunità", Declan Rice, centrocampista dell'Arsenal, è euforico in vista della finale di Champions League contro i campioni in carica del Paris Saint-Germain.

Declan Rice è pronto alla sfida contro il Paris in finale
Declan Rice è pronto alla sfida contro il Paris in finale Arsenal FC via Getty Images

Dopo aver guidato il West Ham al trionfo nella UEFA Conference League 2022/23, Declan Rice si prepara ora a vivere un appuntamento ancora più importante: la finale di UEFA Champions League a Budapest, dove il suo Arsenal affronterà il Paris Saint-Germain.

I Gunners erano stati eliminati proprio dal Paris di Luis Enrique nella semifinale della scorsa stagione, ma Rice è convinto che la squadra abbia imparato molto da quella doppia sfida. Il centrocampista inglese — definito da Mikel Arteta il “faro” dell’Arsenal — sogna ora di conquistare per la prima volta nella storia del club il trofeo più prestigioso del calcio europeo.

Verso la finale

Raggiungere la finale

"Da bambino cresci guardando le notti di Champions League: i gironi, le sfide a eliminazione diretta, la finale. Poi ti rendi conto che sei davvero lì, a un passo dal raggiungere una finale. Guardi il cronometro: mancano cinque minuti, poi due… e finalmente senti il fischio finale. In quel momento le emozioni prendono il sopravvento: sollievo, felicità pura... è indescrivibile: una sensazione che porterò con me per sempre".

Il cammino dell'Arsenal verso la finale di Champions League: tutti i gol

"Arrivare in finale è già qualcosa di straordinario, un traguardo enorme. Ma vincerla… sinceramente non riesco ancora a trovare le parole, perché non è ancora successo. Non voglio portarmi avanti, ma sarebbe qualcosa di incredibile".

L'uomo delle grandi occasioni

"Mi piace pensare di essere un giocatore da grandi partite. Quando giochi nelle competizioni più importanti, i giocatori si devono far trovare pronti in ogni momento, e non solo io. Credo che la nostra squadra lo abbia dimostrato negli ultimi anni nelle sfide decisive, soprattutto in Champions League. Abbiamo questa mentalità e sarà fondamentale averla anche in finale".

"Nel calcio non puoi sapere prima della partita se giocherai bene oppure no. È questo il bello e l’imprevedibilità del calcio. Però quello che puoi controllare è il modo in cui inizi la partita, la fiducia che riesci a costruire dentro di te. Che sia con il primo controllo, un contrasto, un colpo di testa: fai bene la prima cosa, e da lì costruisci tutto il resto".

Il capitano del West Ham nel trionfo in Conference League

"Essere stato capitano del West Ham così giovane, in una finale europea, e sollevare quel trofeo — il primo conquistato dal club dai tempi di Bobby Moore, esclusi gli spareggi della seconda divisione — è stato qualcosa di davvero speciale".

"Ho perso diverse finali nella mia carriera: due finali degli Europei, la finale di Coppa. E fa male, perché quando arrivi fino in fondo vuoi vincere quel trofeo a tutti i costi. Però anche le sconfitte, quelle piccole delusioni che accumuli lungo il percorso, alla fine ti formano e ti rendono più forte. Ti fanno venire ancora più fame di vittorie, ancora più voglia di conquistare qualcosa di importante".

 Declan Rice dopo il successo in Conference League con il West Ham
Declan Rice dopo il successo in Conference League con il West HamGetty Images

Su Mikel Arteta

"Mi ha trasformato in un centrocampista completo, uno di quei giocatori capaci di fare un po’ di tutto in campo. Ricordo che Steven Gerrard diceva di considerarsi un centrocampista in grado di contribuire in ogni aspetto del gioco, e credo di rivedermi in quella definizione. Posso dare una mano in fase offensiva, ma anche in quella difensiva. Se c’è bisogno di restare dietro per aiutare la difesa, lo faccio".

"Mi piace essere sempre coinvolto nel gioco, mostrare la mia personalità e i miei punti di forza. Arteta mi ha aiutato tantissimo in questo percorso negli ultimi anni. Una delle prime volte che ci siamo parlati mi definì il ‘faro’ dell’Arsenal. Non avevo mai sentito una cosa del genere prima! Ma lui ha un modo speciale di esprimersi con immagini e concetti che non senti da nessun altro".

Mikel Arteta (a sinistra) e il suo  'faro'
Mikel Arteta (a sinistra) e il suo 'faro'Arsenal FC via Getty Images

L'occasione di sfidare di nuovo il Paris

"Il PSG è una squadra davvero fortissima. Li abbiamo affrontati in una doppia sfida la scorsa stagione e sarebbe potuta andare in qualsiasi modo. Oggi posso solo dire: che vinca la squadra migliore. Cosa abbiamo imparato dalla sconfitta in semifinale dell’anno scorso? Che bisogna sfruttare le occasioni, perché noi ne abbiamo create tante. Non era destino in quel momento, ma sono proprio quelle esperienze che ti preparano per le opportunità future. E noi saremo pronti".

"Per battere il PSG bisogna essere al massimo, nella tua miglior versione possibile. Una finale di Champions non ha paragoni. È un’occasione enorme, qualcosa di speciale. Sarà l’ultima partita della stagione a livello di club, quindi bisognerà uscire dal campo senza rimpianti, dando tutto. Svuotare completamente il serbatoio e fare tutto il possibile per vincere un trofeo così importante per questo club".

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Intervista del 14 maggio 2026

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