Dieci stelline da seguire

I Campionati Europei Femminili UEFA Under 19 del 2010 nella Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia hanno messo in vetrina diverse grandi individualità. Gli inviati di UEFA.com hanno scelto i 10 talenti da seguire con attenzione.

Toni Duggan (Inghilterra) & Carmen Manduapessij (Olanda)
Toni Duggan (Inghilterra) & Carmen Manduapessij (Olanda) ©Sportsfile

I Campionati Europei Femminili UEFA Under 19 del 2010 nella Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia hanno messo in vetrina diverse grandi individualità. Gli inviati di UEFA.com hanno scelto i 10 talenti emergenti nel torneo, di cui sei hanno disputato la finale.

Laetitia Philippe (Francia)
Fuori per infortunio quando la Francia ha perso la gara di apertura contro l'Olanda, Philippe è stata subito decisiva nella partita successiva contro la Spagna con una grande parata di riflessi che ha permesso alle transalpine di difendere il vantaggio di 1-0. Il portiere del Montpellier Hérault SC è stata decisiva anche in finale su Toni Duggan quando il punteggio era ancora fermo sullo 0-0.

Gilly Flaherty (Inghilterra)
Flaherty ha terminato il torneo in stampelle, avendo riportato una distorsione alla caviglia per impedire a Rose Lavaud di segnare in finale con un coraggioso intervento alla disperata. Una leader naturale, il suo rigore ha deciso la semifinale contro l'Olanda. Sempre costante sulla fascia sinistra, anche in finale quando alcune sue compagne non hanno invece reso come nel resto del torneo.

Valeria Kleiner (Germania)
Il rigore fallito nella semifinale contro la Francia non deve trarre in inganno: il capitano della Germania ha disputato un grande torneo. Dominante nel gioco aereo, Kleiner fa sembrare tutto facile al centro della difesa grazie alla sua classe. La sua capacità di leggere le situazioni e impostare l’azione hanno regalato alla Germania la perfetta base per far partire la maggior parte delle sue giocate.

Kelly Gadea (Francia)
Difensore centrale rocciosa, ha diretto alla perfezione la linea delle Bleuettes dopo la sconfitta al debutto contro l'Olanda. A suo agio nelle uscite palla al piede, ha rappresentato un duro ostacolo per Germania e Inghilterra. Nessuno ha festeggiato il successo francese con maggiore gioia della sua.

Carmen Manduapessij (Olanda)
L'Olanda è uscita dal torneo senza perdere e senza subire gol. La difesa impenetrabile è frutto del lavoro di squadra ma Manduapessij ha sicuramente lasciato il segno. Non contenta di rubare palloni sui palloni, è stata utilissima anche in fase di impostazione con i suoi lunghi lanci calibrati.

Natasa Andonova (ERJ Macedonia)
Descritta come il più grande talento del suo paese, la regista e capitana della ERJ di Macedonia non ha deluso. Perfettamente a suo agio con il pallone tra i piedi, ha spesso attirato le attenzioni di più di un difensore alla volta. Ha anche regalato un momento tanto atteso ai tifosi di casa quando ha pescato il portiere della Francia Laetitia Philippe fuori dai pali segnando da 40 metri. Del resto i migliori club d'Europa l'avevano già notata da tempo.

Turid Knaak (Germania)
Già titolare dell'FCR 2001 Duisburg semifinalista della UEFA Women's Champions League, la velocità e il fiuto del gol le hanno permesso di diventare l'unica giocatrice a segnare una tripletta nel torneo (contro la Scozia ndr). Spettacolare uno dei tre gol, arrivato con un tiro al volo dal limite dell'area. Spesso utilizzata a destra, Knaak ha segnato anche contro l'Inghilterra.

Lieke Martens (Olanda)
Martens è partita alla grande nel torneo, segnando 12 secondi dopo essere entrata in campo contro la Francia. Ha poi realizzato altre due reti nel 7-0 contro la Macedonia e uno nell'ultima partita del girone contro la Spagna. Poche le chance in semifinale contro l'Inghilterra ma quando le sue compagne erano in difficoltà ha tenuto il pallone in modo magistrale soprattutto considerando i suoi 17 anni.

Rebecca Dempster (Scozia)
Con un innato senso del gol, Dempster ha segnato due volte nell'ultima gara del girone contro l'Italia facendo guadagnare un punto alla sua squadra che stava perdendo 3-1 contro le Azzurre. Bello soprattutto il secondo gol sul cross di Lisa Robertson, mentre quello realizzato contro la Germania da 25 metri dimostra che non è solo una predatrice dell'area di rigore. Con dieci gol in nove partite ha vinto la classifica dei marcatori considerando anche le qualificazioni.

Toni Duggan (Inghilterra)
Ha strappato paragoni con Fernando Torres. Duggan è l’unica giocatrice confermata in questa lista rispetto all'anno scorso. Basta e avanza quanto ha fatto in tre minuti contro l'Italia quando l'Inghilterra sembrava destinata a perdere 1-0. L'attaccante dell'Everton LFC ha prima pareggiato e ha poi servito a Lauren Bruton il pallone per il gol della vittoria con un colpo di tacco. Duggan ha guidato con coraggio l'attacco inglese per tutto il torneo, anche nei momenti più difficili.

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