L'Atalanta sogna, ma all'Olimpico finisce pari

La squadra di Gasperini, nel Monday Night contro la Roma, subisce subito gol ma va all'intervallo avanti 3-1, grazie alla rete di Castagne e alla doppietta di Rigoni; nella ripresa la reazione dei Giallorossi frutta il definitivo 3-3.

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Roma-Atalanta 3-3 (Pastore 2’, Florenzi 60’, Manolas 82'; Castagne 19’, Rigoni 22’, 38’) 
L'Atalanta sogna di sbancare l'Olimpico nel Monday Night, ma alla fine deve accontentarsi di un pareggio. Nella gara conclusiva della seconda giornata, la Dea subisce a freddo l'eurogol di Javier Pastore ma va all'intervallo avanti 3-1 grazie alla rete di Timothy Castagne e alla doppietta di Emiliano Rigoni. Nella ripresa la reazione dei Giallorossi frutta il definitivo 3-3.

La sfida inizia come meglio non potrebbe per la Roma, che dopo due minuti è già in vantaggio. Spunto di Cengiz Ünder sulla destra e cross per Pastore, che con una prodezza di tacco lascia impietrito Pierluigi Gollini: un gol da cineteca, i Giallorossi sono avanti 1-0.

L’Atalanta, però, anziché abbattersi, inizia ad aggredire la Roma e creare occasioni a ripetizione. Emiliano Rigoni approfitta di un errore di Kostas Manolas in impostazione e calcia, con la sfera che termina a lato deviata. Robin Olsen manda in angolo la conclusione dell’albanese Berat Djimsiti, dall’altra parte ha una buona chance Cengiz Ünder che, partito sul filo del fuorigioco, si fa ipnotizzare da Gollini.

Al 19’ la Dea pareggia. Duván Zapata, incontenibile in attacco, calcia da posizione defilata sulla destra ma il suo diagonale si infrange sul palo: sulla ribattuta il più lesto è il belga Castagne che di destro insacca a porta vuota. Tre minuti e la squadra di Gasperini ribalta il risultato. Zapata “brucia” in velocità Manolas e serve un assist d’oro a Rigoni, che solo davanti a Olsen non sbaglia.

Daniele De Rossi con due provvidenziali salvataggi evita guai peggiori alla squadra di Eusebio Di Francesco, che però al 38’ capitola di nuovo: Rigoni recupera un pallone, chiama l’uno-due a Mario Pašalić e di sinistro batte ancora Olsen sul primo palo. I padroni di casa sembrano in balia degli avversari, il tecnico nell’intervallo decide due cambi: fuori Lorenzo Pellegrini e l’ex Bryan Cristante, dentro Steven Nzonzi e Justin Kluivert. Il modulo cambia, diventa il 4–2-3-1.

La Roma ha due fiammate, con Pastore e Cengiz Ünder, ma dopo un quarto d’ora torna in partita: il sinistro dal limite di Alessandro Florenzi supera Gollini, nella circostanza non esente da colpe. Il vice capitano ha la chance di fare doppietta ma viene chiuso, Gasperini corre ai ripari e decide l’ultima sostituzione: fuori Gianluca Mancini, dentro Rafael Tolói, un ex.

I Giallorossi sfiorano il pareggio prima con Edin Džeko e poi con Patrik Schick, subentrato a Florenzi, dalla parte opposta Federico Fazio è tempestivo nella chiusura su Rigoni. A otto minuti dalla fine arriva il pari: lo firma Manolas sotto misura, sugli sviluppi di una punizione.

L’inerzia della partita si sposta, Schick - servito proprio dall’autore del 3-3 - ha sui piedi la palla del vantaggio ma Gollini stavolta è bravissimo. Il risultato finale non cambia più, malgrado una chance per Kluivert in pieno recupero. Roma-Atalanta finisce con un emozionante 3-3.


SABATO 25 AGOSTO

Juventus-Lazio 2-0 (Pjanić 30', Mandžukić 75')
La Lazio è ancora a secco di punti dopo due partite di campionato. Dopo il ko all’esordio contro il Napoli, i Biancocelesti sono sconfitti anche sul campo della Juventus: sono i gol, uno per tempo, di Miralem Pjanić e Mario Mandžukić ad affondare la squadra di Simone Inzaghi e regalare il secondo successo di fila ai campioni d’Italia.

Il primo acuto è di Cristiano Ronaldo, ma Thomas Strakosha fa buona guardia sul colpo di testa del fuoriclasse portoghese. La squadra di Simone Inzaghi reagisce con Senad Lulić e Adam Marušić, ma anche Wojciech Szczęsny si disimpegna bene.

I Bianconeri cercano di far breccia nella retroguardia avversaria, Sami Khedira colpisce il palo mentre Strakosha è ancora bravo su Federico Bernardeschi, schierato titolare da Massimiliano Allegri. Al 30’ la Juventus passa. Destro secco dalla distanza di Pjanić e stavolta il numero 1 Biancoceleste deve raccogliere il pallone in fondo al sacco.

Ciro Immobile cerca il pareggio in diagonale ma non ha fortuna, prima dell’intervallo arrivano un’altra parata di Strakosha su CR7 e un colpo di testa di Marco Parolo di poco alto. Nella ripresa Blaise Matuidi non centra il bersaglio, come dalla parte opposta Luis Alberto, con Inzaghi che in panchina si dispera.

Entra Douglas Costa al posto di Bernardeschi, poi Strakosha compie un’altra grandissima parata negando a Ronaldo la gioia del primo gol in Italia. Al 75’, comunque, arriva il raddoppio. João Cancelo sprinta sulla destra, il suo cross basso è per CR7 beffato però dall’uscita bassa del portiere della Lazio: il pallone resta lì, Mandžukić si coordina alla grande e fa centro.

Dopo tre minuti di recupero, arriva il fischio finale: la Juve non trova il primo gol di Ronaldo, ma una vittoria più limpida dopo il sofferto 3-2 al ChievoVerona all’esordio. La Lazio di Inzaghi, dopo due partite (contro il Napoli e i campioni d’Italia) è ancora al palo.


Napoli-Milan 3-2 (Zieliński 53’, 67’, Mertens 80’; Bonaventura 15’, Calabria 49’)
Il Milan sogna l’exploit al San Paolo, ma rimedia un’amara sconfitta al cospetto del suo ex allenatore Carlo Ancelotti. In casa del Napoli i Rossoneri, all’esordio in campionato, si portano avanti di due gol grazie a Giacomo Bonaventura e Davide Calabria, ma sono battuti 3-2 in rimonta dai Partenopei.

In apertura Gianluigi Donnarumma si distende sul destro di Allan, servito da José Callejón, poi al 15’ il Milan passa in vantaggio, grazie a una spettacolare rete di Bonaventura su assist di Fabio Borini. I Partenopei provano a reagire con Callejón e Arkadiusz Milik, ma Donnarumma riesci a districarsi bene.

In apertura di ripresa, i Rossoneri di Gennaro Gattuso trovano il raddoppio. Il bis porta la firma di Calabria, a segno di piatto sul servizio dello spagnolo Suso. I padroni di casa vanno vicinissimi alla rete con un destro a giro di Lorenzo Insigne, poi arrivano i primi cambi: fuori Lucas Biglia e Marek Hamšík, dentro Tiémoué Bakayoko e Dries Mertens.

La riscossa del Napoli parte all’8’. Il Milan perde malamente un pallone in uscita, Piotr Zieliński calcia rasoterra su assist di Callejón e mette nel sacco. Quattordici minuti e arriva il pareggio. Lo firma ancora il centrocampista polacco, a segno al volo sugli sviluppi di un corner rinviato da Bakayoko: nella circostanza, Donnarumma non è irreprensibile.

L’inerzia della partita si sposta tutta dalla parte della squadra di Ancelotti, un ex, che a dieci minuti dalla fine trova il gol vittoria. La firma è proprio del subentrato Mertens, che fa esplodere il San Paolo insaccando a porta vuota su cross di Allan. Il Milan, all’esordio in campionato, potrebbe pareggiare con l’ex Gonzalo Higuaín - il fiore all’occhiello della campagna acquisti - che però sbaglia su assist di Diego Laxalt.

Finisce 3-2 per i Partenopei, con il pubblico in festa per una rimonta entusiasmante.

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