Cannavaro e il Sassuolo guardano lontano
mercoledì 28 settembre 2016
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In vista della sfida di UEFA Europa League contro il Genk, UEFA.com ha incontrato Paolo Cannavaro. Il difensore del Sassuolo non pone limiti alle ambizioni neroverdi in Europa ed esalta le doti di Domenico Berardi.
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UEFA.com: una squadra giovane e con tanti italiani. E' questa la ricetta vincente del Sassuolo?
Paolo Cannavaro: Si, è un bel vantaggio. Tutti quelli che devono inserirsi in un gruppo formato da anni non hanno difficoltà con la lingua. Poi trovano un ambiente in cui giovani e giocatori più esperti come me hanno creato un'atmosfera familiare e tutto diventa più semplice.
UEFA.com: vi sentite l’orgoglio d’Italia, la squadra per cui tutti fanno il tifo?
Cannavaro: sì perchè ci rendiamo conto che stiamo diventando sempre più la squadra degli italiani, di quelli che ci guardano in TV e allo stadio. Forse sarà il fatto che siamo una società nuova, fatta di italiani, di giovani. Siamo la faccia pulita del calcio di oggi e questo avvicina molto la gente a noi. E questo è motivo di grande orgoglio per noi.
UEFA.com: l'esordio in UEFA Europa League contro l'Athletic è stato da sogno...
Cannavaro: un debutto con i fiocchi direi. Eravamo un po’ contratti all’inizio, ma credo sia anche giusto. C’erano tanti giovani, tanti ragazzi che non avevano mai giocato in Europa o in Serie A, che giocavano in Serie B fino all’anno scorso. Nel primo tempo non eravamo il vero Sassuolo. Abbiamo comunque tenuto botta a una squadra forte, poi ci sono stati quei 25 minuti in cui il Sassuolo ha fatto vedere le azioni che sa fare meglio, con la profondità, e sono venuti i nostri gol.
UEFA.com: vietato parlare di favola Sassuolo in ogni caso
Cannavaro: esatto, io sono d’accordo con il mister quando dice che le favole sono altre. Qui c’è programmazione. Io sono stato comprato quando il Sassuolo era ultimo in classifica. Non mi parlavano di salvezza, mi parlavano di Europa League. Questo dimostra che la società ci ha sempre creduto e che l’idea era quella.
UEFA.com: ora affronterete la trasferta sul campo del Genk con maggiore convinzione
Cannavaro: sicuramente abbiamo rotto il ghiaccio. I preliminari erano una cosa, l’Europa vera è un’altra. Abbiamo affrontato subito quella che sulla carta è la più forte del girone. Ma le insidie sono sempre dietro l’angolo in Europa. Mi è capitato in passato di andare in posti dove si pensava di vincere facile e invece prendevi batoste. Sarà comunque una partita da prendere con maggiore decisione e convinzione perché adesso anche gli altri sanno qual è il nostro valore. Non siamo più una sorpresa.
UEFA.com: avete battuto l'Athletic anche senza Domenico Berardi. E' lui il miglior giovane talento del calcio italiano?
Cannavaro: assolutamente sì. Ma al di là delle qualità tecniche, io lo conosco da due anni. Lui è giocatore in testa e quello fa la differenza. Il calcio oggi è molto mentale e anche se hai la tecnica migliore per arrivare ai massimi livelli devi usare la testa.
UEFA.com: tuo fratello Paolo ha vinto la Coppa UEFA negli anni 90. Ti piacerebbe centrare il bis in famiglia?
Cannavaro: sarebbe davvero fantastico. Io purtroppo ho perso una semifinale in questa competizione. Ma già essere in Europa è affascinante. Avere la forza di proseguire oltre la fase a gironi sarebbe molto stimolante. Un’esperienza da vivere e speriamo di viverla il più a lungo possibile quest’anno.