Magnanelli: “Provo l’entusiasmo di un bambino”
giovedì 28 luglio 2016
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"Provo l’entusiasmo di un bambino, ma arrivo a questo appuntamento con una certa maturità", ha detto a UEFA.com il capitano del Sassuolo. "Ci baseremo sulle nostre certezze e sulla forza del gruppo: cercheremo di stupirli".
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Il capitano del Sassuolo Francesco Magnanelli ne ha davvero viste di tutti i colori nei suoi 11 anni in neroverde: oltre a detenere il record di presenze in prima squadra, il centrocampista di Città di Castello ha vissuto per intero il cammino che ha portato gli emiliani dalla C2 alla Serie A, frutto di programmazione e di una fiducia nel lavoro.
Dopo l’ennesima stagione vissuta da protagonista Magnanelli è pronto ad affrontare una sfida per lui ancora sconosciuta: giocare in Europa. A pochi giorni dall’andata del terzo turno preliminare di UEFA Europa League contro il Lucerna, il centrocampista del Sassuolo si racconta a UEFA.com.
UEFA.com: L’ultima stagione è stata una cavalcata trionfale, terminata con la qualificazione ai preliminari di UEFA Europa League. Ci puoi indicare alcuni momenti particolarmente importanti?
Francesco Magnanelli: Le vittorie contro le grandi squadre hanno avuto un sapore davvero speciale. È importante però anche ricordare il successo contro l’Empoli, perché è arrivato in un momento delicato della nostra stagione: venivamo da qualche risultato negativo e volevamo assolutamente uscire da un periodo un po’ difficile. Avevamo alcuni giocatori infortunati e non vincevamo in casa da diverso di tempo: non è stato facile, siamo prima finiti in inferiorità numerica e dopo cinque minuti sotto di un gol, ma siamo riusciti a ribaltare il risultato.
UEFA.com: La parte centrale del campionato è stata più difficile, e il sesto posto è arrivato grazie a un finale di stagione in crescendo: come mai questo calo e come ne siete usciti?
Magnanelli: Penso che soltanto in un paio d’occasioni abbiamo davvero meritato di perdere. In tutte le altre partite ce la siamo sempre giocata. C’è stato un periodo nel quale i risultati faticavano ad arrivare, tra gennaio e febbraio anche il calciomercato ha influito, e poi abbiamo avuto alcuni infortuni: il calcio è così. E poi ci sono sempre gli avversari. Ciò che abbiamo fatto è stato puntare sulle nostre sicurezze e lavorare al meglio, e con la primavera siamo tornati fuori. Le ultime quattro vittorie ci hanno poi lanciato verso un grande successo, che però non può essere chiamato miracolo perché dietro c’è tanto duro lavoro.
UEFA.com: Sabato 21 maggio 2016. Ti dice qualcosa questa data?
Magnanelli: Certo che mi ricordo, è una data molto importante! È stato tutto un po’ strano, perché già la settimana prima avevamo chiuso il campionato al sesto posto, ma per avere la certezza di entrare ai preliminari di Europa League abbiamo dovuto attendere la finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan. Purtroppo non abbiamo potuto festeggiare insieme, perché dopo la fine del campionato il mister ci ha lasciato liberi, e quindi con gli altri ragazzi ci siamo sentiti soprattutto per telefono e in chat. La sera del 21 maggio io ero ancora a Sassuolo e ho seguito la partita a casa di amici extra-calcistici. Dopo la gara sono tornato a casa a piedi, e vedere così tanta gente festeggiare in strada mi ha davvero emozionato. È stato tutto un po’ insolito, però me la sono proprio goduta.
UEFA.com: Vi sentite pronti per l’Europa? Avete già studiato il Lucerna?
Magnanelli: Le cose nuove danno sempre grande adrenalina e voglia, ma allo stesso tempo ti mettono anche un po’ di dubbi: non si sa bene quale squadra si affronterà, si tratta di una competizione diversa, è davvero un altro mondo. Noi stiamo cercando di preparare al meglio questa sfida, mantenendo inalterati i nostri metodi. Ci sono tante incognite, ma ci siamo allenati duramente per un mese con uno staff tecnico di grande livello che ci segue da quattro anni: di certo non abbiamo incominciato da zero, e questo dovrebbe essere un vantaggio per noi. Inoltre Mister Di Francesco, con la sua idea di gioco e la sua capacità di far crescere e migliorare i calciatori, è una garanzia per tutti noi.
UEFA.com: Si parla tanto dell’importanza dell’esperienza in Europa, da quel punto di vista il Lucerna ne può vantare di più. Può essere un problema?
Magnanelli: Sinceramente non ci pensiamo, siamo concentrati soprattutto sulla preparazione della nostra partita. Affronteremo una squadra forte, che l’anno scorso ha fatto bene e che ha più esperienza internazionale di noi: sappiamo che le squadre svizzere, austriache e tedesche sono molto toste e difficili da affrontare, ma cercheremo di metterci quell’entusiasmo che i bambini hanno quando entrano per la prima volta in un parco giochi, basandoci sulle nostre certezze e sulla forza del nostro gruppo. Cercheremo di stupirli.
UEFA.com: Per uno come te che è partito da lontano e che è arrivato tardi nel calcio che conta, cosa significa potersi giocare da capitano l’accesso all’Europa?
Magnanelli: Sono molto contento: da una parte provo davvero l’entusiasmo di un bambino, dall’altra invece sono conscio di arrivare a questo appuntamento all’età giusta e con una certa maturità. Certo non ho esperienza internazionale, ma sono sicuro che tutto ciò che ho vissuto finora mi potrà aiutare, poi è ovvio che anche per me si tratta di un mondo tutto da scoprire.
UEFA.com: A proposito della capacità di programmazione del Sassuolo, la società ha acquistato Stefano Sensi, che potrebbe raccogliere il tuo testimone. Che giocatore è? Ti sembra sia disposto a imparare da te?
Magnanelli: Stefano avrà da me sempre e in qualsiasi situazione il mio totale appoggio, ovviamente per il bene del Sassuolo Calcio. Anche se lo conosco da poco, mi sembra un bravissimo ragazzo e un ottimo elemento, che capisce il calcio e che ci sa giocare. Ha 19 anni e un grande futuro davanti, ha grandi potenzialità e la fortuna di essere arrivato al Sassuolo, che è davvero una realtà importante: sono molto felice di averlo come compagno di squadra.
UEFA.com: Cosa succederebbe se il Sassuolo dovesse davvero raggiungere il tabellone principale di UEFA Europa League?
Magnanelli: Conosco benissimo questa realtà e l’ho detto anche alla presentazione della squadra: non vorrei spegnere l’entusiasmo di nessuno, ma la linea che lo separa dalla presunzione è molto sottile. Sappiamo che sarà difficile e sappiamo di affrontare un’ottima squadra. Ogni passo che riusciremo a fare sarà un grande successo e nessuno ci regalerà nulla, dovremo giocare con grande umiltà e massima concentrazione.