Il grande piano di Svensson
mercoledì 28 luglio 2010
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L'esperto centrocampista vuole ridare prestigio alle squadre svedesi portando l'Elfsborg alla fase a gironi di UEFA Europa League.
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L'esperto centrocampista Anders Svensson vuole ridare prestigio alle squadre svedesi portando l'IF Elfsborg alla fase a gironi di UEFA Europa League.
Dopo l'eliminazione contro l'S.S. Lazio agli spareggi la scorsa stagione, Svensson spera di battere l'FK Teteks giovedì nella gara di andata del terzo turno preliminare. Una squadra svedese non partecipa alla fase a gironi di una competizione europea dal 2007/08, quando l'Elfsborg è finito in coda al girone di Coppa UEFA con un punto in quattro partite. Per questo, il 34enne centrocampista è intenzionato a ribaltare la situazione.
"In Europa le squadre svedesi faticano da tempo - spiega a UEFA.com. Per il nostro calcio è importante raggiungere qualche risultato di prestigio in Champions League o Europa League. L'ideale sarebbe avere due o tre squadre nella fase a gironi".
Dopo la delusione dello scorso anno, l'ex Southampton FC è convinto che la sua squadra stia migliorando costantamente: "L'Elfsborg sta dando l'esempio e man mano il divario con le altre squadre di riduce. Negli ultimi anni abbiamo fatto qualche buon risultato - prosegue il giocatore, 107 presenze in nazionale -. L'anno scorso abbiamo battuto il Braga, poi siamo stati eliminati dalla Lazio dopo due incontri equilibrati. Il nostro obiettivo è qualificarci e fare sempre meglio, ma è difficile perché ogni volta che viene fuori un buon giocatore dobbiamo venderlo per permettere alla società di sopravvivere".
Svensson ammette che la sfida del 5 agosto contro i macedoni del Teteks è un salto nel buio: "Li conosciamo poco, ma sappiamo che hanno battuto il Ventspils, quindi non li sottovaluteremo - aggiunge -. Il nostro sogno è eguagliare il Goteborg, che nel 1994 ha raggiunto i quarti di finale di UEFA Champions League. Non abbiamo motivo per smettere di crederci".
In nazionale, il capitano dell'Elfsborg ha dovuto cedere la fascia a Zlatan Ibrahimović, che il mese scorso ha annunciato il ritorno nella Svezia: "Non è un problema - ammette -. Sapevo che, se fosse tornato, avrebbe voluto essere di nuovo il capitano, anche perché lo è stato prima di me".
"Per me è stato un grande onore capitanare la Svezia e Zlatan ha saltato poche partite, quindi gli ridarò la fascia senza problemi. Il mio modo di giocare non cambierà. Sono un leader naturale e un vincente, quindi continuerò a esserlo".