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L'Everton ha imparato la lezione di Lisbona

Tim Cahill e Steven Pienaar hanno detto a UEFA.com che sperano in una rivincita nei sedicesimi di UEFA Europa League contro lo Sporting dopo le pesanti sconfitte subite nella fase a gironi contro il Benfica.

Tim Cahill e Steven Pienaar (Everton)
Tim Cahill e Steven Pienaar (Everton) ©Getty Images

Tim Cahill e Steven Pienaar dell'Everton considerano la sfida ai sedicesimi di UEFA Europa League contro lo Sporting Clube de Portugal non solo un'occasione di riscatto, ma anche il trampolino di lancio verso il successo.

L'umiliante 5-0 di ottobre contro l'SL Benfica nella fase a gironi è stato l'apice della delusione per la squadra di David Moyes. Tuttavia, i centrocampisti Cahill e Pienaar non temono il confronto con l'altra squadra di Lisbona, che inizierà il 16 febbraio.

Cahill commenta a UEFA.com: "Sono carico. Lo Sporting è una grande squadra e mi sono informato il più possibile su come gioca, sullo stadio e sui suoi tifosi".

L'Everton ospiterà lo Sporting a Liverpool martedì, per tornare nella capitale portoghese il 25 febbraio. Cahill prosegue: "Abbiamo una grande occasione e finalmente iniziamo a giocare bene". Dalla doppia vittoria del Benfica nel Gruppo I (la seconda per 2-0), l'Everton ha raggiunto la prima metà della classifica di Premier League, registrando una sola sconfitta in 11 partite.

Inoltre, la squadra ha recuperato alcune pedine importanti e, come aggiunge Pienaar, sembra maturata: "Il Benfica è un'ottima squadra e potrebbe tranquillamente giocare in Champions League - commenta il nazionale sudafricano, 27 anni -. Credo però che abbiamo imparato ad affrontare le squadre latine. Affrontarne una della stessa nazione ci sarà d'aiuto".

Un altro potenziale vantaggio è "giocare la prima partita in casa, perché potremmo sorprenderli sul loro campo". L'ultima partecipazione dell'Everton alla fase a eliminazione diretta, però, si è conclusa con la sconfitta ai calci di rigore contro l'ACF Fiorentina (ottavi di finale di Coppa UEFA 2007/08).

Anche se la squadra non è riuscita a ribaltare il 2-0 subito in Italia, Cahill è soddisfatto dell'esperienza. "In Europa è tutto diverso - spiega il giocatore, 30 anni -. Visto che non siamo abituati a queste competizioni, i tifosi ci tengono molto".

"Per loro, viaggiare e avere qualche giorno libero è un premio. È per questo che diventano il nostro 12esimo uomo. Non sento niente, dal rumore che fanno, e quando segniamo c'è una vera esplosione".

Mentre l'Everton vive la quarta avventura europea in cinque stagioni, Pienaar si impone obiettivi ambiziosi: "Quando sono arrivato, il mister mi ha detto che potevo essere utile perché avevo già giocato una trentina di partite in Champions League, che è un torneo molto diverso dalla Premier League".

"Il gioco è più lento e la partita sembra più un incontro di boxe: vince chi ha il pugno più pesante ed è più astuto. È importante che la squadra abbia fame di successi e sono contento di far parte della storia dell'Everton. Se passiamo il turno, penso che avremo buone possibilità".

Cahill, che Moyes ha portato nella massima divisione dal Millwall FC nel 2004, è diventato un simbolo dell'Everton. Come Pienaar, è uno dei predestinati alla Coppa del Mondo FIFA di quest'estate, anche se al momento pensa solo al campionato.

"Sono fortunato a giocare in una squadra così grande e ho sempre detto che bisogna fare l'impossibile, anche a dispettoi degli infortuni. Abbiamo l'atteggiamento giusto: il recente pareggio contro l'Arsenal e la vittoria contro il Manchester City non sono casuali. Speriamo solo di crescere ancora".

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