Tre minuti di blackout, pari per l'Udinese
giovedì 19 febbraio 2009
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KKS Lech Poznań - Udinese Calcio 2-2
I friulani, in vantaggio di due reti, si fanno rimontare nel finale dai polacchi del Lech Poznan.
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Un successo che sembrava in tasca. E una qualificazione già ipotecata. Poi, un blackout di tre minuti pagato carissimo. L’Udinese Calcio dilapida il doppio vantaggio in casa del KKS Lech Poznań: il gol di Fabio Quagliarella e la sfortunata autorete di Manuel Arboleda sembravano aver spianato la strada verso gli ottavi di Coppa UEFA agli uomini di Pasquale Marino ma, sotto un’incessante nevicata, ci hanno pensato Hernán Rengifo e lo stesso Arboleda a rendere ancor più gelida la serata dei friulani.
Cambio di modulo
Nell’ottica del doppio confronto, Marino rinuncia al tridente, lasciando in panchina Antonio Di Natale e preferendo un più accorto 4-4-2, con Alexis Sánchez e Quagliarella a cercare di scardinare la difesa polacca. Franciszek Smuda, tecnico della formazione di casa, risponde con il solo Rengifo davanti, supportato alle spalle dal terzetto formato da Robert Lewandowski, Semir Stilić e Jakub Wilk.
Freddo polare
Si gioca sotto la neve ed in uno stadio, il Miejski, in fase di ristrutturazione in vista di UEFA EURO 2012™. Partono meglio i padroni di casa, che già al 4’ sfiorano il vantaggio sugli sviluppi di una punizione tagliata di Stilić, sulla quale Rengifo prova a intervenire di tacco, ma il pallone si perde di poco a lato. I friulani rispondono per le rime cinque minuti più tardi: sulla conclusione dal limite di Gökhan Inler, il portiere Ivan Turina respinge corto, ma è bravissimo a rialzarsi e chiudere lo specchio della porta sul secondo tentativo di Quagliarella.
Bella partita
Lech e Udinese, nonostante la temperatura ben al di sotto dello zero, danno vita a un match di grande intensità. Wilk, sfruttando gli spazi concessi dalla difesa friulana, prova a superare in uscita Samir Handanovič, ma l’estremo difensore bianconero non si fa sorprendere. I polacchi intensificano la pressione con la difesa dell’Udinese che, seppur con qualche affanno, riesce a cavarsela. Kwadwo Asamoah, alla mezzora, parte in contropiede e serve Sánchez, egoista nel calciare in porta anziché appoggiare verso il liberissimo Quagliarella. Il primo tempo si chiude con un destro del giovane Lewandovski dai venticinque metri: la sfera finisce alta di un metro sopra la traversa di Handanovič.
Uno-due micidiale
L’avvio di ripresa dell’Udinese sembra cambiare la partita: dopo quattro minuti arriva il gol del vantaggio grazie a Quagliarella, lasciato libero di colpire di testa a centro area sul calcio di punizione di Gaetano D’Agostino. Per i polacchi neanche il tempo di ammortizzare il colpo, che arriva il raddoppio, un gol che taglia le gambe agli uomini di Smuda: ci prova Inler, Turina si difende con i pugni, ma l’azione non si esaurisce. Sul sinistro di Giovanni Pasquale, il portiere del Lech respinge proprio sul corpo di Arboleda, per la più incredibile delle autoreti.
Lech sfortunato
Al contrario di quanto ci si possa aspettare, il Lech non si dà per vinto, provando da subito a rientrare in partita. Ma la sorte non sembra dalla parte dei padroni di casa: nella stessa azione, Handanovič ringrazia il palo e la traversa, che rispediscono in campo i tentativi, rispettivamente, di Stilić e Murawski, pericoloso anche al 19’ di testa, con il portiere sloveno che si supera deviando in corner.
Rengifo accorcia
L’Udinese si tiene ben stretto il doppio vantaggio e, alla mezz’ora, sfiora anche il tris, ancora con Quagliarella, che di piatto impegna severamente Turina. Dall’altra parte, Handanovič si allunga bene sul colpo di testa di Rengifo. Lo stesso attaccante peruviano non perdona al 36’, sul tiro cross di Lewandowski, sul quale la difesa friulana si fa trovare colpevolmente fuori posizione.
Arboleda si riscatta
Il pacchetto arretrato dell’Udinese è in bambola anche in occasione del gol che, al 39’, vale il pareggio del Lech: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Arboleda si trova solo soletto al centro dell’area piccola. Per il colombiano è un gioco da ragazzi appoggiare di testa alle spalle di Handanovič. Neanche l’ingresso in campo di Simone Pepe riesce a dare vigore all’attacco dell’Udinese, che rischia anche di subire il terzo gol: della qualificazione se ne riparlerà tra sette giorni.