Il segreto di Frey
lunedì 11 febbraio 2008
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Le fortune della Fiorentina, che giovedì affronterà il Rosenborg, sono due: "un gruppo meraviglioso" e una "grande persona" come Cesare Prandelli in panchina.
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Il segreto dei buoni risultati della ACF Fiorentina, secondo Sébastien Frey, non sta in una preparazione specifica, in una dieta particolare o in una serie di regole rigide da seguire. Le cose che rendono speciale, forse unica, la squadra viola, sono “il gruppo meraviglioso” e una “grande persona” in panchina.
Scelte personali
La Fiorentina è l’unica fra le italiane ancora in corsa in Coppa UEFA, e forse anche questo particolare la rende ‘diversa’. Cesare Prandelli non nasconde che alzare un trofeo internazionale è uno degli obiettivi della sua squadra, che diversamente da altre società ha deciso di non tralasciare nessuna competizione. “La Coppa UEFA è importante, è assolutamente uno dei nostri obiettivi e non la lasceremo da parte per il campionato”, ha sottolineato il portiere parlando con uefa.com.
Calore toscano
“Quello che è importante davvero è il gruppo, che è meraviglioso”, ha sottolineato il 27enne portiere. E l’affiatamento, il calore dell’ambiente di Firenze è venuto fuori nell’occasione giusta, quando Prandelli ha potuto sentire l’abbraccio di una città intera nel momento del bisogno. “Prandelli è importantissimo per il gruppo. Gli siamo stati vicini per prima cosa perché è un grande allenatore, ci mette in campo bene. Poi è una grande persona, un grande uomo, ed è difficile trovare persone così soprattutto nel nostro ambiente. E’ importante poter aver a che fare con un uomo vero e soprattutto poter parlare con una persona così che ti ascolta”.
Una miscela perfetta
La squadra di Prandelli ha anche un grande merito, raro da trovare in una delle cosiddette grandi italiane. Dà fiducia ai giovani, come Giampaolo Pazzini e Riccardo Montolivo, Pablo Daniel Osvaldo e Zdravko Kuzmanović. Ma è anche capace di inserire i ‘veterani’ giusti. “Basta pensare a [Christian] Vieri: ormai ha una certa età e tanta esperienza, ha vinto tanto. E invece lo vedi che dà consigli ai più giovani e che li aiuta a crescere, ed è una cosa bellissima, è incredibile”, ha detto il numero uno gigliato. “Penso che queste cose diano al gruppo il valore aggiunto che ci permette di lavorare bene. Siamo un gruppo meraviglioso”.
I complimenti di Zoff
Un portiere-simbolo del calcio italiano e campione del mondo nel 1982, Dino Zoff, ha recentemente speso parole di elogio per il transalpino: “Frey è un ottimo portiere, per bravura secondo solo a [Gianluigi] Buffon”. Anche solo il fatto di essere paragonato al portiere della Juventus è di per sé un bel segnale, ma Frey rimane con i piedi per terra: “Medaglia d'oro a Buffon, senza discussioni. Argento a [Petr] Čech, che mi è sempre piaciuto. Magari se ci fosse un bronzo anche per il sottoscritto”…
Questo è un vecchio articolo del Magazine di uefa.com. Per leggere la versione integrale clicca qui