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Performance Insights di Champions League: sovraccarichi sulle fasce e aggiustamenti tattici

L'osservatore tecnico della UEFA, Ange Postecoglou, ha analizzato alcuni aspetti tattici della partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Manchester City e Real Madrid.

Jeremy Doku del Manchester City contro la difesa del Real Madrid nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League
Jeremy Doku del Manchester City contro la difesa del Real Madrid nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League Getty Images

Nel descrivere la sfida di questa settimana tra Manchester City e Real Madrid, l'Osservatore Tecnico UEFA, Ange Postecoglou, ha parlato di una partita tra stili contrastanti. Con la squadra di casa di Pep Guardiola sotto di tre gol dopo l'andata degli ottavi di finale di Champions League, la partita di ritorno è stata caratterizzata dal "dominio del City e dall'attesa del Real di quel momento in cui poter sbloccare il risultato".

La cronaca di Man City - Real Madrid 1-2

Postecoglou e l'unità di analisi delle partite della UEFA, si sono soffermati su tanti dettagli della vittoria per 2-1 del Real Madrid, tra cui il modo in cui il Real Madrid di Álvaro Arbeloa era schierato per destabilizzare l'organizzazione difensiva del City – e la risposta di Guardiola che ha permesso al City, nonostante fosse in inferiorità numerica dopo l'espulsione di Bernardo Silva, di dominare gran parte del secondo tempo.

L'inizio aggressivo del Man City

Il primo aspetto su cui concentrarsi, però, è l'inizio aggressivo e ad alta intensità del City. Già prima delle gare di ritorno di questa settimana, avevamo anticipato che avremmo visto le squadre iniziare a ritmi alti, e anche questa sfida non ha fatto eccezione.

La chiave di tutto ciò è stata la scelta di Guardiola di creare un sovraccarico intenzionale sulla fascia destra, come mostra il grafico qui sopra che evidenzia le posizioni di Matheus Nunes, Bernardo Silva, Rayan Cherki e Tijjani Reijnders quando il City era in possesso palla nel primo quarto d’ora.

Questo sovraccarico è la caratteristica principale del video qui sotto, che mostra anche la pericolosità dell'esterno Jeremy Doku. Quest'ultimo ha avuto spazio per attaccare sulla sinistra come diretta conseguenza del sovraccarico sull'altro lato e, nella seconda clip, lo si vede correre verso il terzino avversario e servire l'assist per il tiro di Cherki. La pericolosità di Doku si può vedere anche nei 14 dribbling tentati, sette dei quali riusciti, e nei cinque passaggi chiave effettuati.

Il City ha anche portato molti giocatori nell'area di rigore e nei dintorni durante la sua spinta iniziale, ma vale la pena notare anche il ruolo del difensore centrale Abdukodir Khusanov, che è rimasto più arretrato con il compito di marcare Vinícius Júnior.

Insights di Champions League: il sovraccarico del Man City sulla destra

L'impatto del sovraccarico del Real Madrid sulla propria fascia

Il City non è stata l'unica squadra a cercare di creare sovraccarichi sulle fasce. Lodando l'approccio di Arbeloa, Guardiola ha detto: "La sua prestazione oggi è stata ottima: ha aperto il centrocampo verso l'esterno con tre o quattro giocatori sulle fasce".

Questo grafico spiega meglio l'osservazione di Guardiola, mostrando come il 54% delle ricezioni del primo tempo ad opera dei centrocampisti Arda Güler e Thiago Pitarch, siano avvenute proprio nelle due corsie esterne.

Ciò è ulteriormente evidenziato dal video qui sotto, in cui si vedono diversi esempi di centrocampisti del Real Madrid che si spostano sulle fasce, conferendo alla loro squadra una 'tripla ampiezza' in alcuni momenti, vista la consueta presenza in quelle zone del terzino e dell'ala

Insights di Champions League: i sovraccarichi del Real Madrid sulle fasce

Questa 'tripla ampiezza' è evidente, ad esempio, nella prima clip, dove vediamo Pitarch vicino alla linea laterale, a fianco del terzino e dell'ala. Ciò ha creato difficoltà al City, che stava esercitando una forte pressione in avanti, sostenuta dalla propria linea difensiva alta. Come spiegato da Postecoglou: "C'è stato sicuramente un tentativo deliberato di allargare il campo col posizionamento dei giocatori e creare spazi nella linea difensiva, rendendo ancora più evidenti gli spazi oltre la linea alta".

Il passaggio del Man City alla difesa a tre

Grazie a un movimento tattico nel secondo tempo da parte del sempre innovativo Guardiola, il City ha trovato una soluzione che gli ha permesso di gestire meglio il problema sopra descritto e di dominare gran parte della seconda frazione, come dimostra il grafico secondo cui il 70% del tempo tra il 45° e il 60° minuto si sia svolto nella metà campo del Real Madrid. In quel lasso di tempo, il City ha tirato otto volte in porta contro una sola del Real Madrid.

Per quanto riguarda i dettagli della sua modifica tattica, Guardiola ha inserito due difensori centrali, Marc Guéhi e Nathan Aké, che hanno sostituito Rúben Dias e Matheus Nunes. Con queste due sostituzioni e con Khusanov, il City ha schierato una difesa a tre, con Cherki e Rayan Aït-Nouri che operavano come terzini. "Con cinque giocatori riuscivamo ad arrivare più spesso nell'ultimo terzo di campo", ha affermato Guardiola e il video qui sotto mostra un esempio della loro pericolosità in attacco all'inizio del secondo tempo.

Insights di Champions League: il passaggio del Man City a una difesa a tre

"Pep nell’intervallo ha apportato alcune modifiche tattiche che hanno permesso loro di restare decisamente in partita", ha commentato Postecoglou. "Il City è stato più solido con la difesa a tre e con due esterni rimasti sulle fasce. Il cambio tattico e il loro atteggiamento mentale li hanno tenuti decisamente in partita e hanno ridotto al minimo l’effetto del vantaggio numerico del Real. È stato solo quando è entrato Kylian Mbappé e il gioco si è allungato che si è vista la loro inferiorità numerica".

Infine, come ha sottolineato Postecoglou, questa modifica ha permesso al City di continuare a giocare secondo i propri principi fondamentali.

Il punto dell'allenatore: come delle idee chiare aiutino nelle situazioni di difficoltà

La modifica apportata da Guardiola sopra citata offre un chiaro esempio dei duelli tattici che si svolgono tra gli allenatori d’élite – e di come piccoli aggiustamenti possano influenzare una partita. Essere in grado di adattarsi alle mutevoli circostanze in campo è fondamentale sia per gli allenatori che per i giocatori.

Secondo Postecoglou, un punto chiave è che i giocatori, quando viene loro chiesto di adattarsi, traggono vantaggio dall’avere una chiara consapevolezza della propria identità di squadra. Come nel caso di Guardiola e del City, qualsiasi aggiustamento in corso d'opera può aiutare a sostenere la filosofia di gioco generale.

"La sfida più grande per qualsiasi giovane allenatore è riuscire ad avere un chiaro copione di gioco indipendentemente dalle possibili difficoltà che si possono affrontare durante una partita", ha detto Postecoglou.

In una partita importante come quella, in cui sai cosa c'è in gioco e rimani in inferiorità numerica, i ragazzi di Guardiola sono rimasti fedeli alle loro idee di gioco affrontando le avversità con una consapevolezza fuori dal comune".

Per Postecoglou, quindi, avere idee chiare, significa che i giocatori non perdono di vista l'obiettivo generale. Nonostante le difficoltà, i principi fondamentali rimangono invariati: giocare, pressare, essere aggressivi”.

Dopo essersi affermato come allenatore in Australia, il greco Ange Postecoglou ha portato il suo stile di gioco offensivo in Europa, conquistando due e tre competizioni nazionali nelle due stagioni al Celtic, prima di guidare il Tottenham alla vittoria in UEFA Europa League nella stagione 2024/25.