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Juve, uno Scudetto speciale

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Dopo l'addio di Conte in estate, Allegri ha smentito chi lo aveva accolto con scetticismo. "I miei giocatori hanno valori tecnici e morali, stiamo facendo un'annata straordinaria", ha dichiarato il tecnico.

I giocatori della Juventus festeggiano la vittoria dello Scudetto sul campo della Sampdoria
I giocatori della Juventus festeggiano la vittoria dello Scudetto sul campo della Sampdoria ©AFP/Getty Images

In attesa di sedersi al “tavolo dei grandissimi” in Europa, la Juventus cala il poker in patria. Il colpo corsaro in casa dell’UC Sampdoria regala alla Signora il quarto Scudetto consecutivo, il 31esimo della sua storia, e rappresenta il biglietto da visita ideale per la grande semifinale di UEFA Champions League contro il Real Madrid CF, che vivrà martedì il suo primo atto a Torino. Un successo figlio sicuramente di un grande collettivo, ma che ha probabilmente in Massimiliano Allegri il protagonista principale.

Il tecnico toscano, arrivato in estate sulla panchina dei campioni d’Italia dopo le improvvise dimissioni di Antonio Conte, ha smentito nel modo migliore chi lo aveva accolto con un po’ di scetticismo vista la pesante eredità da raccogliere e si è laureato campione d’Italia all’esordio, come accaduto nel 2011 con l’AC Milan. E’ il settimo allenatore nella storia della Serie A a vincere il tricolore su due panchine diverse e dopo l’1-0 di Marassi si gode questo meritato trionfo.

“Quando sono arrivato c’erano solo cinque o sei giocatori”, ricorda, “L’esordio fu anche negativo, vista la sconfitta 3-2 con il Lucento... Poi è andata bene, i ragazzi si sono messi a disposizione e stiamo parlando anche di campioni del mondo. Non ho stravolto il lavoro di tre anni, ma ho modificato qualcosa e i giocatori mi hanno seguito: hanno valori tecnici e morali, stiamo facendo un'annata straordinaria. Vincere quattro Scudetti di fila non è cosa da poco, vincerne due in due piazze diverse è una cosa che mi rende orgoglioso. Ringrazio lo staff a Vinovo, la società e tutti”.

E’ stato un campionato che la Juventus ha dominato in lungo e in largo, specie da gennaio. “Siamo stati in testa dall'inizio, era normale crederci” - aggiunge Allegri -. Passaggi a vuoto possono succedere, ma gli equilibri non sono stati minati. Su tutte sono spiccate due gare in stagione, quelle in trasferta contro il Borussia Dortmund e l’ACF Fiorentina”.

Non c’è troppo tempo per festeggiare, martedì allo Juventus Stadium arriva il Real Madrid CF. “L’atteggiamento è giusto, ma dovremo essere più bravi", avverte il tecnico. “Il Real è straordinario, non dovremo concedere nulla e far bene in fase di palleggio. La qualificazione si assegna su 180 minuti, dobbiamo avere la consapevolezza di poter andare in finale".

Anche Gianluigi Buffon è il ritratto della felicità negli spogliatoi del Ferraris. “Non ci si stufa mai di vincere Scudetti, anzi”, chiarisce il portiere della nazionale, “più si prendono, più gratificano e più hanno valore. Anche perchè potrebbero essere gli ultimi. Abbiamo festeggiato ma non più di dieci minuti, il pensiero Real pulsa da giorni. C'è gioia, per aver chiuso il prima possibile il discorso campionato: ora ci concentreremo anima e corpo sulla UEFA Champions League”.

Per il numero 1 la 'concorrenza' ha un po’ deluso. “Anche gli altri ci hanno dato una mano”, riconosce, “L’anno scorso c'era una distanza insufficiente a consentirci passi falsi; quest'anno la Juventus ha concesso qualcosa, ma è giusto quando hai tanti impegni perché possono esserci passi a vuoto”. Comunque, conclude Buffon, questo Scudetto ha “un grandissimo sapore, particolare per tutto il gruppo. E' la dimostrazione di una squadra con mentalità congenita, spiccata; con spirito di sacrificio, abnegazione e voglia di non accontentarsi. A luglio, con il cambio di allenatore, potevamo tutti aver dubbi, invece tutto ciò ha costituito da stimolo per dimostrare valori importanti”.

Leonardo Bonucci non sta nella pelle. “E’ impressionante la bellezza di questo Scudetto”, riflette il difensore della nazionale, “Siamo partiti in mezzo al caos, in mezzo a un addio che poteva far male: ma ci siamo messi a pedalare con la testa giusta, aiutando Allegri. Godiamoci la vittoria, ma da stasera pensiamo già a martedì perché vogliamo rendere indimenticabile questa stagione. Dedico il titolo ai nostri tifosi, l'anima pulsante di questa Juventus: loro ci trascinano sempre".

Giorgio Chiellini porta i segni dell’ennesima battaglia, ma già si proietta a quella di martedì contro i Galacticos di Carlo Ancelotti, tra l’altro ex tecnico Bianconero. “Non possiamo festeggiare come in passato”, avverte il difensore in vista della semifinale di andata di UEFA Champions League, “La gara di martedì è importante, vogliamo arrivarci nel migliore dei modi. Lo Scudetto l'abbiamo vinto con la S.S. Lazio, aspettavamo solo la matematica. Adesso vogliamo dare il massimo nel prossimo mese. Chi mi ha sorpreso dei nuovi arrivati? Tutti hanno dato un grande contributo, ma [Roberto] Pereyra non me l’aspettavo così forte”.

Chiellini è come il vino, più passa il tempo più è pregiato. “Invecchiando miglioro qualche dote”, scherza Re Giorgio, “Ho perso qualcosa fisicamente, ma essendo maturo calcisticamente sono migliorato in altri aspetti. Credo che il blocco difensivo meriti di essere premiato: [Carlos] Tévez e [Paul] Pogba hanno fatto la differenza, ma tutta la squadra ha macinato, sudato e sofferto…”.

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