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Borini all'arrembaggio

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La splendida doppietta all'Inter fa tornare di moda il paragone che aveva azzardato Carlo Ancelotti, quello con Filippo Inzaghi: il giovane attaccante giallorosso ci va cauto ma sogna la nazionale.

L'esultanza di Borini
L'esultanza di Borini ©Getty Images

Quel suo modo di esultare simulando il coltello tra i denti fa già capire di che pasta è fatto. Le due reti segnate all'FC Internazionale Milano domenica confermano invece che anche talento e fiuto per il gol non mancano nel repertorio di Fabio Borini.

Una doppietta realizzata facendo impazzire due difensori come Walter Samuel e Lucio, non gli ultimi arrivati. E torna subito di moda quel confronto con Filippo Inzaghi che per primo Carlo Ancelotti aveva "osato". "Sì, fece il paragone con Superpippo – ricorda il ventenne attaccante dell'AS Roma -. Mi rivedo in qualche movimento, ma c'è una differenza: lui ha segnato e vinto tantissimo".

Originario di Bentivoglio, paese di poco più di 5.000 abitanti nel bolognese che diede i natali anche al compianto Stefano Chiodi, bomber dell'AC Milan della stella, Borini non ha esitato a lasciare Bologna per passare al Chelsea FC quando di anni ne aveva appena 16.

Appena quattro le presenze con il Chelsea ma anche un titolo della Premier League e una FA Cup in bacheca. Poi tanti gol con la squadra riserve dei Blues e in Galles con lo Swansea City che aiuta a conquistare la promozione in Premier League. In estate il ritorno in Italia, al Parma FC che lo gira subito in prestito (con diritto di riscatto) a una Roma in piena rivoluzione Luis Enrique.

L'ex allenatore del Barcelona B è uno che con i giovani ci sa fare e non ha paura di gettarli nella mischia. Finora sono undici le presenze collezionate in campionato da Borini, cinque i gol. Tutti festeggiati alla sua maniera, con il coltello tra i denti: "Lo facevo in Inghilterra, per far capire che sono uno che non molla facilmente", spiega.

Domenica la consacrazione nel 4-0 rifilato all'Inter. "I tifosi sono stati fantastici perché ci hanno sostenuto dall’inizio alla fine. Ora però non facciamoci contagiare dall’entusiasmo. Rispetto alla sconfitta di Cagliari (sconfitta 4-2 ndr) è stato l’atteggiamento a fare la differenza. I cali che ogni tanto abbiamo sono un difetto che dobbiamo migliorare. Contro l’Inter però siamo stati bravi".

E dopo essersi preso la Roma e la nazionale Under 21 di Ciro Ferrara, la speranza è quella di convincere anche Cesare Prandelli: "Sarebbe il mio sogno più bello – ammette-.  E' il mio percorso professionale che lo richiede, quello personale. Vorrei si avverasse, chissà, speriamo”. I tifosi giallorossi sperano invece di vedere sempre più spesso quella mano tra i denti all’Olimpico.

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