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Procede la lotta al razzismo

Anti razzismo

La battaglia contro la discriminazione razziale continua a raccogliere consensi in tutta Europa.

di Mark Chaplin

La lotta al razzismo nel mondo del calcio prosegue senza sosta e vede la UEFA impegnata in prima linea, appoggiata da numerose federazioni nazionali e da associazioni europee.

Cresce l’adesione
Nel corso dell’ultima conferenza contro il razzismo di a Bratislava, Slovacchia, organizzata dalla rete europea Football Against Racism in Europe (FARE), i delegati hanno potuto osservare come il numero di organizzazioni ed individui impegnati a combattere il problema sia aumentato esponenzialmente.

“Il movimento cresce”
"Il movimento di lotta al razzismo sta crescendo – ha spiegato Patrick Gasser, responsabile dei programmi di assistenza UEFA -. Il coinvolgimento di sponsor e giocatori nel ruolo di ambasciatori ha portato allo sviluppo di nuove strategie per la lotta alla discriminazione”.

Appoggio totale
Stelle di prima grandezza del panorama calcistico, come l’attaccante dell’Arsenal FC e della nazionale francese Thierry Henry, o Samuel Eto'o del Barcelona FC, hanno collaborato attivamente con le campagne antirazziste organizzate in tutta Europa. Inoltre, UEFA e FARE collaborano ormai da anni, con l’organismo di governo europeo del calcio impegnato costantemente a finanziare la rete europea di lotta alla discriminazione.

Il ruolo delle federazioni
La UEFA è confortata dal fatto che 26 delle 52 federazioni che ne fanno parte, hanno appoggiato i progetti di lotta al razzismo confluiti sotto la sigla di UEFA/FARE Unite Against Racism (UEFA/FARE unite contro il razzismo). Ecco la lista delle federcalcio che hanno aderito: Inghilterra, Finlandia, Islanda, Olanda, Georgia, Russia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Scozia, Norvegia, Spagna, Armenia, Belgio, Ucraina, Israele, Svizzera, Irlanda del Nord, Moldova, Germania, Repubblica ceca, Svezia e Galles. Sono sotto osservazione i progetti di Bosnia-Erzegovina, ERJ Macedonia e Ungheria.

Collaborazione fruttuosa 
"La FARE ha aiutato la UEFA a tracciare le linee guida per il coinvolgimento delle associazioni nazionali nella lotta al razzismo”, ha dichiarato Gasser.

Numerose iniziative
La svolta in materia è avvenuta nel 2002, quando il Comitato Esecutivo UEFA ha approvato lo stanziamento di 1,7 milioni di euro destinati a finanziare i progetti di lotta alla discriminazione delle varie federcalcio europee. L’organismo di governo europeo del calcio ha inoltre preso parte nel 2003 alla conferenza “Uniti contro il razzismo”, tenutasi a Londra, e ha pubblicato una guida pratica in cui viene spiegato come comportarsi di fronte ad episodi di razzismo, dentro e fuori dal campo.

Finali a tema
Iniziative antirazziste sono state organizzate anche in occasione della finale di Coppa UEFA e della gara di Supercoppa Europea UEFA. uefa.com ha dato particolare risalto a questa campagna in occasione della finale di UEFA Champions League dello scorso maggio, disputatasi a Gelsenkirchen, in Germania.

L’esperienza portoghese
UEFA EURO 2004™ è stato un’altro palcoscenico importante per la lotta alla discriminazione. “LA FARE ha contribuito all’atmosfera di festa e alla sicurezza di EURO 2004 - ha dichiarato Gasser -. Tifosi, squadre, autorità locali, media e organizzazioni non governative hanno lavorato insieme per salvaguardare la magia del calcio”.

Non mollare
Nonostante i buoni risultati ottenuti, la UEFA e i suoi collaboratori intendono intensificare le iniziative. “Non abbiamo intenzione di mollare, il perdurare di episodi di razzismo nel calcio tiene desta la nostra attenzione – ha continuato Gasser -. La UEFA ha recentemente imposto una dozzina di sanzioni disciplinari per punire vari comportamenti discriminatori”.

Tolleranza zero
"Tutto ciò non significa che gli episodi di razzismo siano in aumento – ha concluso Gasser -, ma solo che questa campagna ha sensibilizzato in merito tifosi, giocatori, personale tecnico e dirigenti”.

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