La pressione non spaventa Coleman
martedì 1 settembre 2015
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Il Galles questa settimana potrebbe interrompere un lungo digiuno durato 57 anni – il commissario tecnico Chris Coleman racconta a UEFA.com quanto sia importante la pressione per la nazionale gallese.
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Imbattuto nel Gruppo B, il Galles il 3 settembre volerà a Nicosia per sfidare Cipro e poi tornerà a casa per ospitare Israele tre giorni dopo – il che significa che nella migliore delle ipotesi, al termine della settimana potrebbe avere in tasca il pass per la prima qualificazione a una fase finale dopo quella della Coppa del Mondo 1958. "Non vogliamo guardare troppo lontano. Il nostro unico pensiero adesso è la gara contro Cipro", ha spiegato il tecnico Chris Coleman a UEFA.com. "Una volta terminata la gara, inizieremo a pensare alla sfida contro Israele. Al momento, ribadisco, che tutti i nostri pensieri e la nostra concentrazione sono sulla partita con Cipro, semplice".
L'attaccante del Real Madrid, Gareth Bale, è senza alcun dubbio l'uomo simbolo della nazionale – ha segnato cinque gol in sei partite di qualificazione a UEFA EURO 2016 –, anche se Coleman preferisce soffermarsi sul collettivo. "Tutti i giocatori hanno caratteristiche diverse con diversi punti di forza, ma è dal punto di vista del gruppo che i ragazzi sono stati fantastici. Devono continuare sulla stessa strada senza fermarsi mai. Bisogna avere sempre la stessa mentalità se si vuole avere continuità. Questa è la base di tutto".
Un altro tutto esaurito è atteso nella capitale gallese per partita di sabato contro Israele. "Ce lo siamo dovuti guadagnare", ha ammesso il 45enne Coleman. "Abbiamo dovuto lavorare sodo per guadagnare di nuovo la fiducia del pubblico gallese. Il modo con cui ci hanno sostenuto è stato incredibile. Dobbiamo continuare ad avere questo tipo di rapporto con loro. Penso che l'aspetto più importante per i nostri tifosi sia che nella squadra vedono un gruppo di uomini per la quale questa maglia è tutto".
Questo amore incondizionato non ha coinvolto solo i tifosi, ma anche i media che giorno dopo giorno seguono con sempre maggiore attenzione le imprese dei ragazzi di Coleman. "Non voglio che cali l'attenzione perché per tanto tempo abbiamo cercato questo tipo di pressione", ha spiegato il CT. "Quando c'è questa pressione, siginfica che si sta facendo qualcosa di buono e che ci si aspetta una vittoria ad ogni partita. Ciò significa che ogni volta che giochiamo non ci adagiamo sugli allori ma cerchiamo sempre la grande prestazione. Per questo motivo ho detto ai miei giocatori di abbracciare la pressione".
Poi Coleman ha detto: "Prima della sfida contro Andorra [nella prima partita di qualificazione], i ragazzi hanno parlato e si sono resi conto che erano in grado di qualificarsi alla fase finale. Anche quando eravamo in Francia per il sorteggio, io non ero preoccupato perché avevo molta fiducia in questo gruppo. Io li vedo dall'interno e so quanto forti siano. Non serve ricordargli che ancora non abbiamo ottenuto nulla, ma loro sono un grande gruppo e lo sanno. Sanno che serviranno ancora altre grandi partite per centrare l'obiettivo".