Test serbo per gli Azzurrini
martedì 19 novembre 2013
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Continua l'inseguimento al Belgio, ma la squadra di Di Biagio deve guardarsi anche alle spalle. "La Serbia è la nazionale più forte del girone ma proveremo a colpirla nei momenti giusti", spiega il Ct.
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E' un girone complicato quello degli Azzurrini. La squadra di Luigi Di Biagio continua l'inseguimento alla capolista Belgio ma allo stesso tempo deve guardarsi alle spalle con la Serbia che cerca il sorpasso al secondo posto in occasione della sfida al Metalac Stadium di Gornji Milanovac.
Il Ct azzurro, del resto, ha grande rispetto per la Serbia: “Non cambio l’idea che avevo un mese fa, quando dissi che è la nazionale più forte del nostro girone”. Il Belgio è ancora in testa con 13 punti, ma ha giocato due gare in più rispetto a Italia e Serbia che di punti ne hanno rispettivamente nove e sette.
La scorsa settimana la Serbia ha perso l'occasione per avvicinarsi alla vetta quando ha pareggiato 2-2 con il Belgio facendosi raggiungere al 94'. “E' una squadra molto forte fisicamente e al tempo stesso valida tecnicamente – spiega Di Biagio -. Sta crescendo. Ha esperienza, minutaggio, giocatori che fanno la Champions League e ne ha quattro che arrivano della nazionale maggiore. Le squadre slave hanno sempre molta qualità ma non sono costanti. Quindi noi dovremo cercare i momenti giusti per colpire”.
Rispetto al 3-0 rifilato all'Irlanda del Nord a Reggio Emilia potrebbe esserci qualche cambio per l'Italia. “Sto valutando un paio di situazioni – ammette il Ct -, ma il modulo sarà lo stesso indipendentemente dall’avversario che affrontiamo. La mentalità e il modo di imporre il nostro gioco devono restare invariati, la nostra identità è quella e non va persa”.
“Dobbiamo cercare di fare la nostra partita – continua -. Nonostante il clima rigido, secondo me farà molto caldo in questo stadio. Sarà bello per i ragazzi, una grande occasione per fare esperienza. Dirò loro di godersela e spero che lo facciano. Sapevamo che questo è un girone duro, ma sono anche certo che noi abbiamo ampi margini di miglioramento e quindi sono fiducioso”.