'Basta dire no'
venerdì 25 luglio 2008
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I giocatori del Campionato Europeo UEFA Under 19 hanno assistito a una lezione sui pericoli del doping e sulle procedure di controllo.
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La minore aspettativa di vita dei giocatori di football americano, dolci che possono causare una squalifica e medicinali per la tosse pericolosi sono appena tre casi fra quelli illustrati al corso antidoping durante il Campionato Europeo UEFA Under 19 in Repubblica Ceca.
Momento giusto
Le otto squadre hanno partecipato alle lezioni di un'ora del dr. Jacques Liénard e Caroline Thom, rispettivamente presidente e direttore dell'unità antidoping UEFA. Il corso è quanto mai tempestivo, in una settimana in cui alcuni ciclisti sono stati squalificati dal Tour de France e lo sprinter britannico Dwain Chambers non è riuscito a ribaltare una squalifica a vita dalle Olimpiadi.
Che cos'è il doping?
Il corso antidoping viene impartito in tutti i tornei giovanili UEFA (compresi i tornei Under 21) dal 2005. Le sedute iniziano con la domanda: “Che cos'è il doping?”. Il doping, spiega Caroline Thom, ha origine nel momento in cui un atleta si rifiuta di sottoporsi all'esame. In caso di prima violazione, l’atleta viene squalificato per due anni. Anche un comportamento scorretto durante i controlli, per esempio la mancanza di rispetto verso il funzionario addetto (DCO), può favorire sanzioni.
I controlli
Poiché doping significa imbrogliare e costituisce un rischio per la salute dei calciatori, la UEFA si impegna a combatterlo. Tuttavia, ai giocatori è stato ricordato che sono loro i primi responsabili di quanto accade nel loro corpo e che possono essere esaminati in competizione (per esempio dopo una partita) o fuori competizione (perfino in vacanza). Al Campionato Under 19, gli esami potevano essere condotti da tre organismi: l'agenzia antidoping ceca, l'agenzia delle nazioni in gara e la UEFA.
Riduzione
La buona notizia è che il messaggio antidoping si sta diffondendo correttamente. Mentre nel 2005/06 sono stati riscontrati sette casi positivi nelle competizioni UEFA giovanili, nel futsal e nel calcio femminile, nel 2006/07 i casi sono stati appena tre. Di questi, due sono imputabili all’uso di cannabis, con una squalifica di due mesi, e uno per steroidi anabolizzanti, con una squalifica di un anno. I calciatori a livello maggiore sembrano aver dato l’esempio: a UEFA EURO 2008™, infatti, tutti i campioni di sangue e urine hanno dato risultati negativi.
Competizione
Il dr. Jacques Liénard ha spiegato la procedura di controllo antidoping durante una competizione. I giocatori versano le urine da un recipiente di plastica per i flaconi A e B. Soprattutto, è essenziale presentare una documentazione opportunamente compilata, elencando tutti i medicinali assunti negli ultimi mesi. In questa fase, i giocatori devono essere assolutamente sinceri con i funzionari. La documentazione, inoltre, contiene un riquadro per l'esenzione a scopo terapeutico (TUE).
Esenzione
Per curare una patologia, i calciatori possono richiedere l'esenzione a scopo terapeutico qualora debbano assumere farmaci proibiti dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), per esempio l'insulina per il diabete. Un giocatore di una nazionale, per esempio, si avvale di un’esenzione per un trattamento a un rene. L’elenco delle sostanze proibite WADA, aggiornato a gennaio, è valido per tutti gli sport.
Rischi
Una di queste sostanze, l'efedrina, si trova anche in medicinali apparentemente innocui come lo sciroppo per la tosse. Gli integratori alimentari possono contenere sostanze anabolizzanti o pre ormonali. Nei multivitaminici si trovano tracce di stanozonolo, la sostanza che ha causato la squalifica del velocista Ben Johnson, probabilmente a causa della contaminazione in fabbrica. I dolci al papavero, invece, possono causare la positività al test della morfina. Per questo, i giocatori sono invitati a mantenere una soglia di attenzione molto alta e a consultare sempre i propri medici.
Pericoli
I pericoli delle sostanze assunte per migliorare le prestazioni sono evidenti. Al Tour de France e in altre competizioni di alto livello si sono verificate morti improvvise, causate certamente dall'abuso di sostanze proibite come le anfetamine. L’aspettativa di vita dei giocatori di football americano è di 58 anni. Tra gli effetti collaterali del doping si hanno problemi alla prostata, restringimento testicolare e crescita della mammella, tutti fenomeni irreversibili. Non sono da giustificare neanche le droghe per uso ricreativo: le tracce di cannabis possono restare nelle urine fino a 60 giorni. Per questo, i giocatori vengono sottoposti al test della cannabis e della cocaina.
Basta dire no
Il corso si è concluso con un messaggio video, “Basta dire no alle droghe”, di campioni come Paolo Maldini, Michael Laudrup ed Henrik Larsson e del presidente UEFA, Michel Platini. Infine, i giocatori hanno assistito a un filmato sul controllo antidoping alla finale di Coppa UEFA 2005 a Lisbona, in modo da osservare il lavoro dei funzionari.