Per Montolivo l’obiettivo è Kiev
martedì 26 giugno 2012
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La semifinale contro la Germania è una sfida speciale per il centrocampista, che ha la mamma e i nonni materni tedeschi. “L’Italia è attrezzata per arrivare fino in fondo, l’obiettivo è Kiev e penso che sia alla nostra portata”.
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Una partita “molto speciale”. Tra Riccardo Montolivo e la finale di UEFA EURO 2012 c’è la Germania, il Paese in cui sono nati sua mamma e i nonni materni. Per una sera, però, il centrocampista dell’Italia dovrà mettere da parte gli affetti familiari per continuare a cullare il sogno Europeo: del resto l’obiettivo, spiega l’Azzurro a UEFA.com, è “arrivare a Kiev”.
“Credo che l’Italia sia attrezzata per arrivare fino in fondo, in queste partite abbiamo dimostrato il nostro valore”, spiega il giocatore, fresco di trasferimento all’AC Milan dopo sette stagioni trascorse all’ACF Fiorentina, “Ormai a questo punto dobbiamo cercare di dare tutto quello che abbiamo, non importa chi abbiamo di fronte. Sarà la Germania, poteva essere anche un’altra squadra: l’obiettivo è Kiev e penso che sia alla nostra portata”.
A chi gli chiede il punto di forza dell’Italia, Montolivo risponde senza esitazioni. “E’ il gruppo”, spiega, “in questo momento la differenza credo la stia facendo la disponibilità alla causa di tutti i 23 convocati”. Poi ribadisce: “Abbiamo tutti come unico obiettivo di arrivare a Kiev”.
La Germania è la squadra che più ha convinto del torneo: ha vinto tutte e quattro le partite fin qui disputate, dopo aver fatto altrettanto nelle dieci gare del girone. Che Italia servirà per battere la corazzata di Joachim Löw? “Non credo che vedremo un’Italia diversa”, la previsione del centrocampista, “noi continueremo sulla nostra strada, con un gioco propositivo: dall’inizio del torneo a oggi siamo migliorati e contiamo di farlo anche nella prossima partita. Affrontiamo una grandissima squadra, ma lo faremo a viso aperto”.
I tedeschi vice campioni d’Europa possono contare su un grande organico. “Sarà una semifinale pazzesca”, conferma l’Azzurro, “La Germania è una squadra fortissima, di grande talento e collaudata. E’ da tanti anni che vince e fa bene, ci aspetta un’avversaria sicuramente preparata e forte. Ma noi sapremo essere all’altezza”.
Il gol sembra un problema: tra le quattro semifinaliste la nazionale di Cesare Prandelli è quella che tira di più, ma segna di meno…“Sicuramente dovremo cercare di essere più precisi in fase di finalizzazione”, concorda Montolivo, “Questo vale non solo per gli attaccanti ma anche per i centrocampisti. Anche se credo che l’importante sia creare le occasioni, poi sono sicuro che i gol arriveranno”.
Prima dei quarti contro l’Inghilterra il centrocampista aveva giocato poco meno di mezzora, entrando al posto di Thiago Motta nella seconda sfida del Gruppo C contro la Croazia. Ora le cose sembrano cambiate. “Sono due anni che lavoriamo insieme, il gruppo è sempre lo stesso e c’è la possibilità di girare”, osserva, “Si possono cambiare i giocatori, senza che però cambi il modo di giocare della squadra…
Ma Prandelli che cosa ha portato di speciale nel gruppo Azzurro? “Lo conosco molto bene, ha portato serenità e gioco”, sottolinea, “In questi due anni è stato la nostra prerogativa, credo che continueremo a farlo. La sua principale qualità è che sa insegnare calcio, proprio come se fosse un maestro”.
Chiusura ancora sull’Inghilterra: Andrea Pirlo ha detto di essere ricorso al “cucchiaio” per mettere pressione agli avversari, ma i suoi compagni che cosa hanno provato al momento di quel rigore? “Ci ha dato un messaggio di grande sicurezza, ha fatto un colpo pazzesco”, conclude Montolivo, “Credo che sicuramente abbia messo un po’ di pressione agli inglesi, che poi hanno sbagliato i due rigori successivi. Per quanto riguarda il mio errore è un peccato aver tirato fuori, ma la cosa importante era superare il turno”. Probabilmente firmerebbe per un epilogo analogo giovedì…