Solskjær parla di PSG, Sir Alex e dello stile United

Anche se definisce Edinson Cavani "un vichingo" e Kylian Mbappé "un fulmine", il tecnico sa che il Manchester United può mettere in difficoltà la difesa del PSG agli ottavi.

©Getty Images

Allenatore del Manchester United fino al termine della stagione, l'ex attaccante Ole Gunnar Solskjær è partito con il piede giusto ma, come spiega a UEFA.com, preferisce non pensare oltre gli ottavi di UEFA Champions League contro il Paris Saint-Germai.

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Sul Paris ...

Solskjær attende il PSG
Solskjær attende il PSG

"È una squadra che ha tutto, davvero. Sa crearsi i suoi spazi, con tecnica e forza. Cavani è un vichingo, come quelli che vedi nei film: un guerriero! Mbappé è un fulmine, nessuno è veloce come lui".

"Anch'io, però, ho tre bravi attaccanti. Oltre a [Marcus] Rashford, [Anthony] Martial e [Romelu] Lukaku ci sono [Alexis] Sánchez e [Jesse] Lingard. Tutti loro possono mettere in difficoltà la difesa del PSG".

"Thomas Tuchel è molto bravo tatticamente. Sa giocare con il 3-4-3, il 4-4-2 e il 4-3-3, quindi non possiamo preparare una tattica specifica. Dobbiamo solo capire come migliorare e riscoprire lo stile di gioco del Manchester United. Non credo che molte squadre si divertano all'Old Trafford quando siamo al meglio".

"Dobbiamo strappare il gioco gli avversari, credendo sempre in noi stessi. Se chiedi agli allenatori che hanno affrontato Sir Alex [Ferguson], ti parleranno della velocità e del ritmo di gioco della sua squadra. La convinzione, la grinta, gli ultimi 15-20 minuti verso la Stretford End: sembrava che la palla fosse risucchiata verso la porta".

Sul suo percorso da allenatore…

Solskjær e il suo
Solskjær e il suo©Getty Images

"[Sir Alex Ferguson] è stato come un secondo padre. Abitavamo nella stessa via e i suoi nipoti andavano a scuola con i miei figli, quindi abbiamo avuto un rapporto fantastico negli anni. Qualunque cosa gli chiedessi, la sua risposta mi faceva pensare: 'Lui sì che ne sa!'".

"A 27-28 anni non avrei mai pensato di fare l'allenatore, perché volevo semplicemente stare lontano dai riflettori, ma poi mi sono infortunato [al ginocchio, anticipando il ritiro] e ho pensato: 'Non posso più giocare, ma non voglio lasciare questo sport'. Allora sono emersi i miei 20 anni di follia per il calcio (o fanatismo, chiamalo come vuoi) e ho pensato: 'Ok, ci provo'".

"[Sir Alex] diceva che ero analitico, ma ai tempi dovevo solo battere uno o due difensori. Pensavo di sapere tutto sul calcio, ma quando diventi allenatore capisci che devi sapere ogni singola cosa su ogni singolo ruolo".

Sulla UEFA Champions League…

I più bei momenti di Solskjær in UEFA Champions League
I più bei momenti di Solskjær in UEFA Champions League

"Le più belle serate della mia carriera sono state quelle di Champions League. Quando arrivi a questo punto del torneo, ci sono partite che non vedi l'ora di giocare. L'inno che suona nello stadio e tu che ti prepari a scendere in campo: sono queste le serate speciali all'Old Trafford".

"Se ho mai pensato vincere il torneo? Per ora non ci penso, è troppo lontano. Ora penso solo a come battere il Paris Saint-Germain e passare il turno".

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