Intervista a Martin Zubimendi: la costanza e la maturità dell'Arsenal in Champions League
lunedì 4 maggio 2026
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Titolare in 11 delle 13 partite di Champions League disputate dall'Arsenal in questa stagione, Martin Zubimendi punta a concludere in bellezza la sua stagione d'esordio nel club di Londra.
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Giunto ormai alla fase cruciale della sua stagione d’esordio con la maglia dell’Arsenal, Martin Zubimendi vuole 'mantenere la calma' nella ricerca del primo titolo dell'Arsenal in UEFA Champions League e della vittoria in Premier League che manca dal 2004.
"Sto mantenendo la calma", ha dichiarato il centrocampista spagnolo durante l'intervista concessa alla UEFA in vista della semifinale dell'Arsenal contro l'Atleti. In questa intervista ha anche parlato della sua stagione d'esordio a Londra, delle qualità che ruberebbe ai compagni di squadra Declan Rice e Martin Ødegaard, e del suo ruolo nel trionfo della Spagna a UEFA EURO 2024
Martin Zubimendi sulla sua mentalità
È praticamente inevitabile sentire notizie o voci dall'esterno, ma col passare degli anni impari le tue tecniche per filtrare tutto ciò che ti arriva e penso di averci più o meno preso la mano, anche se si tratta di un nuovo campionato e tutto è nuovo. Mantengo la calma.
Sull'imbattibilità dell'Arsenal in Champions League
Credo che questo dimostri la nostra costanza. In questa stagione la continuità è stata fondamentale: ogni partita conta. Non importa dove giochiamo o chi affrontiamo, e ne sono felice perché siamo stati davvero concentrati in ogni partita, e non è facile.
Sulle ambizioni del club
L’Arsenal si trova in una posizione tale da poter ingaggiare giocatori per raggiungere obiettivi ben precisi e, una volta che indossi quella maglia, senti la responsabilità di dare il massimo per conquistare quei titoli. Fin dal primo momento si percepisce quella voglia di vincere.
Quali caratteristiche prenderebbe da Martin Ødegaard e Declan Rice?
Per quanto riguarda Martin, direi senza dubbio la sua capacità di trovare quei passaggi impossibili, soprattutto nell'ultimo terzo di campo. Ha quella scintilla, quell'energia che gli permette di individuare quegli spazi. Per quanto riguarda Declan, direi senza dubbio l'energia che trasmette ai giocatori e ai tifosi. È davvero contagiosa.
Cos'è l'intelligenza calcistica?
Penso che avere un'intelligenza calcistica ti dia la possibilità di fare tutto con maggiore facilità. Ti permette di anticipare lo svolgimento dell'azione, di capire dove puoi prendere il controllo della palla e dove posizionarti. Ti dà la capacità di gestire con maggiore facilità ciò che viene dopo.
Poi c'è quello che chiamiamo 'magic moment', ovvero quando una partita è in fase di stallo e qualcuno tira fuori qualcosa di intelligente o di magico che ha nel proprio repertorio. Questo è un fattore che può sbloccare una partita in qualsiasi momento.
Sulla sua grande prestazione entrando dalla panchina nella finale di UEFA EURO 2024
In quel momento, la prestazione della squadra in quell’Europeo mi ha trasmesso una sensazione di serenità, sapendo che tutti sarebbero stati lì per aiutarmi, che eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda.
Ovviamente gioco ad alti livelli ormai da alcuni anni e in questo periodo ho disputato delle belle partite, quindi quella serenità deriva dalla consapevolezza di essere all'altezza di giocare a quel livello, anche se dentro di me c’è sempre qualche dubbio.
*Questa intervista è stata realizzata il 28 aprile 2026.