Jan Oblak parla del suo "ottimo rapporto" con Diego Simeone, del traguardo delle 100 presenze e dell'obiettivo di vincere la Champions League
lunedì 23 febbraio 2026
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"Abbiamo avuto alcune opportunità ma non le abbiamo sfruttate", ha ammesso il portiere Jan Oblak in vista del ritorno degli spareggi per la fase a eliminazione diretta di UEFA Champions League contro il Club Brugge.
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Jan Oblak ha raggiunto un traguardo importante quando ha disputato la sua 100ª partita in UEFA Champions League nel pareggio dell'Atleti con il Galatasaray nella fase campionato.
Entrato nel ristretto ed esclusivo club dei 'cento', in cui figurano sette portieri tra cui Iker Casillas, Gianluigi Buffon e Petr Čech, il numero uno sloveno è adesso a 102 presenze nella competizione, dal suo debutto nel 2014 alla partita di andata degli spareggi per la fase a eliminazione diretta di questa stagione.
Tutte e 12 queste campagne di Champions League sono state disputate con la maglia dei Rojiblancos e sotto la guida dell'allenatore Diego Simeone.
Il 33enne, che ha aiutato l'Atleti a raggiungere la finale di Milano nel 2016, ritiene che questa potrebbe essere l'annata giusta per vincere la prima Champions League col club.
Prima di pensare ad altro, però, l'Atleti deve superare il Club Brugge. Dopo il 3-3 in Belgio, le due squadre si affronteranno all'Estadio Metropolitano il 24 febbraio per la sfida di ritorno.
Oblak ha parlato alla UEFA del suo rapporto con Simeone, del traguardo delle 100 partite e dei suoi ricordi più significativi della Champions League.
Sul fatto di aver giocato tutta la sua carriera in Champions League sotto la guida di Diego Simeone
In generale, nel calcio moderno è difficile avere lo stesso allenatore per così tanti anni. Di solito, gli allenatori cambiano un po' più rapidamente nei club. Lui era qui prima di me ed è stato il mio allenatore fin dall'inizio del mio percorso. Dall'inizio, quando ho iniziato a giocare per l'Atlético, fino ad oggi, è stato il mio allenatore. Per questo motivo abbiamo un ottimo rapporto, non solo con lui, ma anche con il preparatore dei portieri che è con lui fin dall'inizio.
Ad ogni allenamento lavoriamo, ci alleniamo, miglioriamo e cerchiamo sempre di essere migliori e di ottenere i migliori risultati possibili per questo club. Ecco perché sono felice che questa storia duri da così tanto tempo.
Spero che questa stagione, che aspettiamo da molto tempo, ci permetta finalmente di festeggiare insieme la vittoria della Champions League. Questo desiderio è davvero forte, ma ovviamente non è facile da realizzare. Abbiamo avuto alcune opportunità e non le abbiamo sfruttate, ma speriamo che ci sia un'altra possibilità.
Sulle 100 partite in Champions League ed essere entrato a far parte di un ristretto gruppo di portieri che include Iker Casillas, Gianluigi Buffon e Petr Čech
È fantastico perché quando ero bambino erano loro i protagonisti di quel palcoscenico. Erano in un certo senso i miei modelli di riferimento, ed è davvero speciale fare parte di questo gruppo. Non avrei mai immaginato che sarebbe successo a me. Certo, l'ho sempre sognato. Ma immaginare di essere citato insieme a loro... Insomma, la mia carriera non è ancora finita, ma a un certo punto della tua carriera, essere citato nella stessa frase insieme a loro, per me è la prova che tutto è possibile se lavori sodo e credi nei tuoi sogni.
Non solo per me, ma per le generazioni future. Non importa quanto lontano sembri quell'obiettivo, sappiate che non è mai troppo lontano. È possibile, basta impegnarsi.
Sui momenti speciali in Champions League
Sicuramente quando abbiamo raggiunto la finale nel 2016. Forse la semifinale in trasferta contro il Bayern München, perché nessuno si aspettava davvero che arrivassimo in finale. Anche se avevamo eliminato il Barcelona in precedenza, nessuno pensava che saremmo riusciti a superare quella partita, soprattutto nel loro stadio. Alla fine abbiamo perso il ritorno 2-1. Probabilmente dopo circa un'ora avrebbero potuto essere in vantaggio di chissà quanti gol. Ma abbiamo tenuto duro e in qualche modo siamo riusciti a qualificarci in finale [grazie alla regola dei gol in trasferta].
Penso che la partita di ritorno contro il Bayern sia stata una delle più speciali grazie all'incredibile fortuna avuto. Considerando che si va in finale, le aspettative, tutto... le emozioni sono state davvero indescrivibili.
Probabilmente ce ne sono state anche altre. Mi viene in mente la trasferta contro il Liverpool [nel 2019/20]. Il Liverpool aveva vinto la Champions League [nel 2018/19] ed era la squadra più in forma d'Europa, ma noi siamo comunque riusciti a vincere ad Anfield. Ricordo ancora l'euforia dopo la partita e la ricorderò per sempre.
Sul ritorno dello spareggio per la fase a eliminazione diretta contro il Club Brugge
Da quando sono qui, abbiamo sempre avuto problemi contro il Club Brugge. È sempre stata una partita molto difficile. Loro hanno una squadra giovane e difficile da affrontare, e dovremo dare il massimo se vogliamo raggiungere gli ottavi di finale.
Giochiamo per l'Atlético de Madrid e possiamo solo puntare al massimo, ovvero alla vittoria. Se vuoi vincere, devi superare tutti quelli che ti ostacolano. Dobbiamo dare il massimo, con un unico obiettivo: fare un passo alla volta. E il primo passo adesso è superare il Club Brugge e raggiungere gli ottavi di finale.