Performance Insights Champions League: l'Arsenal supera la prova San Siro
lunedì 26 gennaio 2026
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L'unità di analisi UEFA mette in luce l'eccellenza dell'Arsenal ma anche la pericolosità dei due attaccanti dell'Inter.
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"Una prestazione completa": è così che Mikel Arteta ha riassunto la vittoria per 3-1 contro l'Inter che ha permesso all'Arsenal di rimanere a punteggio pieno in UEFA Champions League.
Come evidenzia l'unità di analisi UEFA, l'Arsenal è stato ottimo in tutti i reparti contro una squadra che l'ha messo a dura prova, soprattutto con i due attaccanti Lautaro Martínez e Marcus Thuram.
'Duelli al 50 e 50'
"Loro sono molto bravi e ti mettono sempre in difficoltà: in due passaggi, ti ritrovi scoperto". Arteta commenta così alcuni passaggi della sfida contro l'Inter illustrati nel video sopra.
È stata una gara molto aperta e ricca di duelli, con i giocatori sempre impegnati a contendersi le seconde palle. Se l'Inter ha vinto il 52% dei duelli, l'Arsenal è stato più che all'altezza. Come afferma l'osservatore tecnico UEFA, Jan Peder Jalland: "C'è stata una grande competitività, con duelli al 50 e 50".
Gli attaccanti dell'Inter
Fondamentale per l'Arsenal era fermare i due attaccanti dell'Inter. Dato che poche squadre schierano due punte centrali rispetto al passato, i difensori di Arteta hanno dovuto superare una difficoltà a cui non erano molto abituati.
In genere, l'Inter cerca di servire rapidamente i due attaccanti e sviluppare la manovra offensiva. Il grafico sopra riflette l'importanza del lavoro delle punte, mostrando il numero di volte in cui hanno ricevuto passaggi che rompevano le linee dell'Arsenal: 11 volte nel caso di Martínez e Thuram, sette per il subentrato Pio Esposito. Un totale maggiore rispetto alla precedente gara contro il Liverpool.
L'Arsenal ha risposto alla sfida schierando i difensori centrali William Saliba e Cristhian Mosquera uomo contro uomo. Un approccio diverso da quello del Liverpool alla sesta giornata, quando i centrali di Arne Slot avevano Ryan Gravenberch come ulteriore supporto in difesa. Secondo Jalland: "I centrali dell'Arsenal dovevano difendere uno contro uno in spazi più ampi, senza rinforzi".
Come mostrano le clip video, spesso Martínez si abbassava, dunque la domanda era: fino a dove dovevano seguirlo? Jalland aggiunge: "Nell'azione in cui Martínez lancia Thuram, a un certo punto Saliba si rende conto che l'argentino è troppo arretrato e lo lascia andare. È stata una partita nella partita: mentre Martínez provava a liberarsi di Saliba, Thuram era pronto a ricevere spalle alla porta oppure a girarsi e attaccare lo spazio alle spalle della difesa".
Dopo l'ingresso del centrocampista Declan Rice al 64' al posto di Eberechi Eze, i centrali dell'Arsenal hanno avuto più supporto. "Rice ha offerto copertura difensiva e bravura nei duelli, aiutando l'Arsenal a mantenere l'equilibrio", osserva Jalland.
"Per giocare queste partite serve una grande efficienza e stasera l'abbiamo avuta sicuramente. La squadra è stata matura, molto ambiziosa e anche molto controllata emotivamente."
L'Arsenal gestisce il gioco
A proposito dei punti di forza della capolista della Premier League, Cristian Chivu ha commentato: "L'Arsenal ha qualità, ritmo, intensità e singoli molto forti", ha detto.
Questo ultimo video mette in mostra le numerose virtù dell'Arsenal. In effetti, la prima clip dimostra perché Jalland parla di una squadra completa", presentando i Gunners in diverse fasi di gioco: dal pressing alto ai blocchi medio e basso, dal contropressing e dal contropiede alla costruzione delle manovre con pazienza e intelligenza.
"La squadra sa difendere, contrattaccare e dominare", afferma Jalland. "Che attacchi o difenda, gioca sempre con intensità, con giocatori sempre molto vicini l'uno all'altro".
I Gunners sanno segnare in tutti i modi, come si vede nella seconda e nella terza clip: prima con Gabriel Jesus che apre le marcature sugli sviluppi di un calcio piazzato, poi con Viktor Gyökeres dopo una ripartenza.
Riflessioni dell'allenatore: difendere contro un attaccante forte
Jan Peder Jalland riflette sugli insegnamenti che gli allenatori possono trarre dalle strategie esaminate sopra.
Per Jan Peder Jalland, osservatore tecnico UEFA e Ct della Norvegia Under 21, la tendenza ad avere attaccanti più piccoli ha lasciato il posto al ritorno dei centravanti di stazza. Come preparare i giovani difensori centrali a difendere contro questi avversari? Ecco i suoi consigli.
"Con la tendenza alla difesa uno contro uno, vediamo sempre più centravanti fisici. Nel calcio giovanile, significa che dobbiamo lavorare sulla difesa del pallone e insegnare a fermare un giocatore di stazza quando è spalle alla porta. La sfida per i centrali è saper affrontare un numero 9 sia nelle palle alte che a terra, quando si muove in spazi più ampi".
Un altro punto importante riguarda i centrocampisti, perché quando la palla arriva a un attaccante molto fisico i centrocampisti devono essere bravi a recuperare. Con la marcatura a uomo, se la palla ti supera e la squadra non conquista la seconda palla, i centrocampisti devono correre per recuperare perché i laterali di difesa potrebbero essere troppo avanzati.
"Per quanto riguarda gli esercizi in allenamento, suggerirei una seduta – da sei contro sei a 11 contro 11 – in cui tutti i giocatori si affrontano a uomo in un campo con due porte e molto spazio. Il portiere può iniziare l'azione calciando lungo e i difensori centrali devono lavorare sulla difesa uno contro uno, mentre i centrocampisti devono lavorare sulle seconde palle e sui recuperi. È fondamentale che ci sia molto spazio, perché contemporaneamente si lavora con gli attaccanti per sfruttare al meglio gli spazi più ampi".