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Quanto era forte lo specialista delle finali, Didier Drogba?

UEFA.com ripercorre la carriera di Didier Drogba, vincitore del Premio del Presidente UEFA 2020.

Didier Drogba festeggia la vittoria della UEFA Champions League del 2012
Didier Drogba festeggia la vittoria della UEFA Champions League del 2012 Chelsea FC via Getty Images

L'ex attaccante di Olympique Marsiglia, Chelsea e Galatasaray Didier Drogba è stato annunciato martedì come vincitore del Premio del Presidente UEFA 2020. UEFA.com ripercorre la sua stellare carriera da giocatore.

Il momento più bello di Drogba: highlights finale 2012


Dicevano di lui

"Didier Drogba è un eroe per milioni di appassionati di calcio per tutto ciò che ha cosneguito nell'arco della sua carriera. Un leader, un precursore. Lo ricorderò sempre come giocatore per la sua abilità, il suo talento e la sua intelligenza, ma soprattutto per la sua insaziabile fame di successi – un tratto che continua a manifestare con la sua voglia di aiutare gli altri fuori dal campo.
Aleksander Čeferin, presidente UEFA

"È uno dei pochi giocatori in grado di tenere la palla in avanti e di fare tanti gol. Ha segnato quasi un gol ogni due partite per tutta la carriera. Incarna due tipologie di attaccanti in uno solo".
Samuel Eto'o, ex attaccante di Barcellona, Inter e Chelsea

"Drogba faceva quello che tutti gli attaccanti dovrebbero fare, ovvero segnare nelle partite che contano. Ha segnato tre gol in finale di FA Cup, gol decisivi in due finali di Coppa di Lega... e chi può dimenticare quello che ha fatto a Monaco di Baviera in finale di Champions League. All'apice della forma era immarcabile".
Jamie Carragher, ex difensore Liverpool

"Ho sempre visto Drogba un esempio da seguire come prototipo di centravanti. Il solo guardarlo negli allenamenti mi ha aiutato. Il solo vederlo mi ha impressionato. In particolare guardavo il Chelsea solo per vedere Drogba in azione".
Diego Costa, attaccante Atlético de Madrid

"Drogba mi ha mandato un messaggio di recente. Gli ho detto che sto ancora guardando tutti i suoi gol segnati in carriera".
Pierre-Emerick Aubameyang, attaccante Arsenal

Il regalo d'addio di Drogba
Il regalo d'addio di Drogba

"Drogba – uno dei più forti attaccanti mai visti. Aveva tutto. Velocità, forza, potenza nel gioco aereo; era incredibile".
Gerard Piqué, difensore Barcellona

"Senza di lui non avrei avuto il successo personale che ho avuto al Chelsea, ma anche il club non avrebbe vinto gli stessi campionati e la Champions League. Ha sempre inciso nelle grandi partite. Era un mostro negli spogliatoi e un grande amico fuori dal campo. È stato un onore aver giocato con lui".
Frank Lampard, ex centrocampista Chelsea e oggi tecnico dei Blues

"Dicevo scherzando alla gente 'qualcuno può sparare a Drogba per favore?', perché le sue prestazioni erano incredibili. Era un trascinatore e faceva gol pazzeschi. Era un ragazzo forte, dal fisico possente e in più giocava tutte le partite".
Sir Alex Ferguson, ex allenatore Manchester United

"Ci sono molti giocatori con una tecnica fantastica, ma non sono leader. Non hanno sfruttato al meglio la loro carriera perché non avevano un carattere, una personalità o un coraggio abbastanza spiccato. Tutti questi attributi sono necessari tanto quanto la tecnica. Didier ha tutto. Quando trovi un giocatore che ha talento ed è altruista, hai vinto".
Carlo Ancelotti, ex allenatore Chelsea

Bilancio della carriera

Icona della Champions League: Didier Drogba
Icona della Champions League: Didier Drogba

Nazionale: 106 presenze, 65 gol
Competizioni UEFA per club: 102 presenze, 50 gol
Competizioni nazionali in club europei: 470 presenze, 180 gol

Le tappe del successo

Campionato francese
• Si trasferisce in Francia a 15 anni da uno zio e poco dopo viene raggiunto dai suoi genitori e vive in un sobborgo di Parigi. Gioca per la squadra locale del Lavallois fino ai 18 anni; il club adesso gioca allo Stade Didier Drogba, e il giocatore ha detto: "Avere uno stadio in Francia che porta il nome di un calciatore della Costa d'Avorio è una grande prova di integrazione".

• Studiava ragioneria a Le Mans quando ha iniziato a giocare per il club cittadino che militava in Ligue 2. A 21 anni, nel 1999, ha firmato il suo primo contratto da professionista, ovvero nello stesso anno della nascita del più grande dei suoi tre figli avuti con la moglie Lalla. "La nascita di Isaac è stato un punto di svolta della mia vita. Mi ha raddrizzato".

• Ha portato il Guingamp al settimo posto in Ligue 1 nel 2002/03 - miglior piazzamento di sempre del club in Ligue 1 - grazie alle sue 17 reti e all'intesa straordinaria in avanti con Florent Malouda. Aveva faticato a inserirsi quando a metà della stagione 2001/02 era passato al Guingamp. Nel 2003 il Marsiglia si è assicurato le sue prestazioni

Drogba ha perso la finale di Coppa UEFA del 2004
Drogba ha perso la finale di Coppa UEFA del 2004©Getty Images

• Ha raggiunto la finale di Coppa UEFA del 2004 nel suo primo anno al Marsiglia (la sua squadra ha perso 2-0 col Valencia), ma le sue 19 reti in Ligue 1 gli sono valse il titolo di Calciatore dell'Anno - riconoscimento assegnato dai suoi colleghi calciatori - mentre i suoi 11 gol in Europa hanno convinto il Chelsea a sborsare una cifra importante per aggiudicarsi le sue prestazioni. Il proprietario dei Blues, Roman Abramovich non aveva mai sentito parlare di Drogba; è stato l'allora tecnico José Mourinho a convincerlo: "Paga e non parlare".

Chelsea
• La sua prima stagione coi Blues non è stata delle più esaltanti sebbene a fine stagione la sua squadra abbia vinto il suo primo titolo inglese dopo 50 anni, e Drogba abbia segnato nella vittoria di Coppa di Lega contro il Liverpool. Quella estate, infatti, l'ivoriano stava pensando di tornare al Marsiglia ma Mourinho lo ha convito a raddoppiare gli sforzi. Il Chelsea nel 2005/06 ha vinto nuovamente il campionato.

• Nel 2006/07 si è aggiudicato la Scarpa d'Oro di Premier League con 20 gol, realizzandone complessivamente 33 - di cui due nella finale di Coppa di Lega contro l'Arsenal e uno decisivo contro il Manchester United in finale di FA Cup, facendo di lui il primo giocatore a segnare per la squadra vincente in entrambe le finali delle coppe inglesi nella stessa stagione.

• Capocannoniere della Premier League con 29 reti nella stagione 2009/10 culminata con la vittoria del campionato, l'ivoriano è andato in gol anche nella finale di FA Cup vinta dal suo Chelsea contro il Portsmouth.

• Ha segnato la 100esima rete di Premier League col Chelsea nel febbraio 2012 – prima volta per un calciatore africano.

Drogba con la UEFA Champions League nel 2012
Drogba con la UEFA Champions League nel 2012©Getty Images

• Espulso per condotta violenta nella finale di UEFA Champions League del 2008 contro il Manchester United (che la sua squadra ha perso ai rigori), Drogba si è riscattato nella finale del 2012 contro il Bayern München, segnando il gol del pari all'88' e poi il rigore decisivo. Sir Alex Ferguson ha detto: "[Drogba] ha fatto vincere la Champions League al Chelsea".

• La sua rete contro il Bayern è stata la nona in nove finali col Chelsea (tre in Coppa di Lega, quattro in FA Cup, due in UEFA Champions League); ancora oggi è l'unico ad aver segnato in tre finali di Coppa di Lega nonché l'unico a esserci riuscito in quattro finali di FA Cup.

• Ha lasciato il Chelsea per raggiungere il suo ex compagno di squadra Nicolas Anelka allo Shanghai Shenhua nell'estate 2012, ma il gennaio successivo è tornato in Europa per vestire la maglia del Galatasaray; col club turco ha vinto la Süper Lig 2012/13 e ha segnato in un'altra finale – il gol della vittoria nella finale di Supercoppa turca del 2013 contro il Fenerbahçe.

• Nel 2014 è tornato in Inghilterra per giocare la sua ultima stagione al Chelsea - nuovamente allenato da Mourinho. "È stata una decisione facile", ha spiegato Drogba. "Non potevo rifiutare l'occasione di lavorare nuovamente con José Mourinho. Tutti conoscono il rapporto speciale che ho con questo club che mi ha sempre fatto sentire a casa". Ha vinto il suo quarto titolo inglese con il club nel 2014/15.

• Ha chiuso la carriera col Chelsea come miglior marcatore straniero del club (164 gol) e come giocatore ad aver segnato più di tutti per un club inglese in UEFA Champions League (36). Ha continuato a giocare fino ai 40 anni in MLS segnando 34 gol in 54 partite di campionato col Montreal Impact e Phoenix Rising. Nel dicembre 2018 ha annunciato il suo ritiro.

• Calciatore africano dell'anno nel 2006 e 2009, ha segnato 65 gol in nazionale con la Costa d'Avorio (un record), disputando tre Mondiali. Con la sua nazionale ha anche raggiunto due volte la finale di Coppa d'Africa, perdendo in entrambe le occasioni ai rigori.

Quel che potresti non sapere

George Weah e Drogba a Marsiglia nel 2005
George Weah e Drogba a Marsiglia nel 2005AFP

• Drogba ad appena cinque anni era stato mandato in Francia per vivere con lo zio, ma è rimasto lì solo un paio di anni prima di tornare ad Abidjan. Una volta ha raccontato: "Quando sono arrivato in Francia piangevo ogni giorno. Non perché fossi in Francia - sarei potuto essere ovunque - ma perché ero lontano dai miei genitori. Mi mancavano tanto".

• Il figlio più grande Isaac sta cercando di seguire le orme del padre; ha giocato con le giovanili del Chelsea e adesso è tesserato con uno dei vecchi club di Didier, il Guingamp.

• Drogba ha giocato un ruolo fondamentale come ambasciatore per la pace in Costa d'Avorio in un programma delle Nazioni Unite. "Ho vinto tanti trofei nella mia vita ma niente è più importante della battaglia per la pace nella mia nazione". Inoltre Drogba ha svolto un'importante opera di beneficenza in Costa d'Avorio attraverso la Fondazione Didier Drogba.

• Il suo grande amico africano George Weah ha incoraggiato Drogba a entrare in politica. Drogba ha fatto propaganda politica a Weah durante la sua campagna elettorale per diventare presidente della Liberia. Weah ha risposto: "Grazie Didier per il sostegno. Siamo entrambi consapevoli del destino del nostro popolo. Seguiamo la stessa strada".

• Drogba è talmente tenace da aver giocato per un mese nella stagione 2010/11 con la malaria (inconsapevolmente); l'attaccante sembrava fuori forma e non era riuscito a segnare in quattro partite, poi per una febbre non è partito titolare contro il Liverpool (anche se è entrato a partita in corso), e ulteriori esami ne hanno diagnosticato la malattia.

Lui dice

Samuel Eto'o e Drogba: i grandi attaccanti africani della loro epoca
Samuel Eto'o e Drogba: i grandi attaccanti africani della loro epocaIcon Sport via Getty Images

"Quando ho iniziato non pensavo che avrei avuto una carriera così lunga. Tutto è andato molto velocemente".

"Non ho mai giocato contro i difensori più forti ma li ho affrontati ogni settimana in allenamento. Quando affrontavo John Terry, Ricardo Carvalho e Alex, non vedevo l'ora che arrivasse il fine settimana".

"È un onore essere considerato il prototipo del centravanti moderno. Il calcio è cambiato; oggi si deve essere veloci, fare scatti continui, giocare tutte le partite. La forma fisica è fondamentale. Ho visto partite di campionati diversi e anche lì si notano i cambiamenti. Gli attaccanti oggi devono difendere e creare per la squadra, non solo segnare".

"Quando in panchina hai allenatori come Mourinho, Ancelotti, e giocatori come Frank Lampard, John Terry, Michael Ballack, Petr Čech, non puoi che imparare. In uno spogliatoio vivi un'infinità di cose, quindi quando mi chiedono se considero la carriera di allenatore, io rispondo 'perché no?'. Penso che potrei fare bene.