Thiago su Bayern, Barcellona e il suo infortunio
venerdì 1 maggio 2015
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Thiago Alcántara racconta a UEFA.com di quanto sia cresciuto nell'anno passato fuori per infortunio, del suo spettacolare rientro e del ritorno al Camp Nou con il Bayern.
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Dopo un anno fuori per un brutto infortunio al ginocchio, Thiago Alcántara è tornato in gran forma, dando una mano all'FC Bayern München nella conquista del secondo titolo consecutivo in Bundesliga e giocando un ruolo chiave nella vittoria dei quarti di finale di UEFA Champions League contro l'FC Porto. In vista della semifinale di stasera contro la sua ex squadra, l'FC Barcelona, il centrocampista spagnolo racconta a UEFA.com che non vede l'ora di recuperare il tempo perduto a causa dell'infortunio.
UEFA.com: sei passato al Barcellona nel 2005 dopo aver lasciato il Brasile. Come e quanto sei cresciuto con i catalani?
Thiago Alcántara: è la squadra perfetta per ogni calciatore che vuole crescere, perché come tutti sanno 'La Masia' può offrirti stabilità; si prendono cura di te quando lasci casa. Ti dimostrano l'affetto di cui hai bisogno proprio perché sei lontano dai tuoi affetti. Lì hai la possibilità di studiare, e questo ti fa crescere anche come persona oltre che come calciatore.
UEFA.com: al Barcellona hai lavorato anche con Josep Guardiola – quanto è stato importante nella tua crescita?
Thiago: l'inizio della carriera di Pep è coinciso con il mio arrivo in prima squadra, così mi è stato possibile seguire la squadra sia come spettatore che come giocatore. Durante quella splendida cavalcata io stavo nello stesso spogliatoio e potevo allenarmi con loro. L'esperienza de La Masia è stata molto educativa per me, con tutti i giocatori e con Guardiola che ci allenava e provava a introdurre questa nuova metodologia che adesso si è diffusa in tante altre squadre.
UEFA.com: durante il tuo periodo al Barcellona eri un giovane calciatore che osservava una delle più rivoluzionarie squadre del calcio moderno vincere un trofeo dopo l'altro. Cosa proverai tornando al Camp Nou?
Thiago: le emozioni più forti possibili, ma bisogna guardare avanti perché quando la partita arriva, si deve essere concentrati al 100%, quindi forse è meglio mettere un tantino da parte questi sentimenti. Vogliamo battere il Barça e prenderci la finale di Berlino. Le emozioni non sono le benvenute, perché vogliamo andare al Camp Nou per giocare come sappiamo e vincere.
UEFA.com: è evidente che sei molto stimato da Josep Guardiola; lui ti ha fatto comprare dal Bayern quando si è trasferito in Germania. Ci racconti che rapporto hai con lui?
Thiago: Pep ha vinto tanti trofei da allenatore, non penso sia un caso. Il mio intento è di partire dalla panchina come ai tempi del Barcelona; non sono alla ricerca della ribalta come alcuni giocatori fanno dopo la conquista di un titolo. Sto cominciando adesso la mia avventura qui con la squadra. Parlando del notro rapporto, ho imparato molto da lui sia come allievo che come persona. Bisogna sempre ringraziare le persone che credono in te e che vogliono condividere le loro esperienze e qualità con te. Si impara un po' da ogni cosa, e con l'esperienza si matura – e devo dire che è molto facile imparare da Pep.
UEFA.com: hai lavorato con Guardiola sin da 2008 e dal Barcelona B. Dal punto di vista di un calciatore, come spieghi il fatto che abbia vinto così tanto da allenatore?
Thiago: è sempre stato lo stesso, ha dato sempre la stessa importanza a tutte le partite, che si tratti della terza divisione, della prima giornata di campionato o della finale di Champions League. Il calcio è davvero importante per lui, fa parte del suo DNA. Il mister sa come approcciarsi agli avversari di turno, e allo stesso tempo ha la passione di trasmetterci tutto quello che ha studiato e concinverci che quelle sono le scelte giuste – ecco il segreto per vincere la partita. Questo fa di lui un grande allenatore.
UEFA.com: hai passato gran parte di questa stagione fuori per infortunio. Raccontaci dell'intervento al ginocchio, della riabilitazione e di cosa hai provato in quel periodo.
Thiago: è stato un momento difficile perché per il calcio cambi nazione, squadra e vita – e poi improvvisamente sei costretto a stare fuori. Questo stravolge i tuoi piani e la tua vita quotidiana. In quel momento cresci come persona e devi essere molto forte mentalmente.
UEFA.com: in UEFA Champions League hai segnato reti fondamentali in entrambe le sfide dei quarti di finale contro il Porto. Come ti senti a essere stato uno dei protagonisti del passaggio del turno? Com'è stato tornare in campo?
Thiago: ovviamente non ero in gran forma dopo un anno senza partite ufficiali, ma il cuore e il desiderio di giocare hanno guidato i miei piedi. Questi sono fattori importanti. La rete in casa del Porto è stata importante perché ci ha dato un pizzico di speranza in più in vista del ritorno, anche se alla fine abbiamo fatto molti più gol del necessario. Qui in casa invece ho segnato la rete del vantaggio che ha aperto la strada alla goleada. La rete nel ritorno è stato accolta con più entusiasmo per via della sua importanza strategica.
UEFA.com: cosa avete imparato dall'incredibile vittoria del ritorno, e che atmosfera c'era nello spogliatoio?
Thiago: perdere fa male e impari che non vuoi più rivivere certi momenti, ma impari anche a godere di più delle vittorie. Vincere ogni partita è bello; è una bella sensazione e nello spogliatoio si respira una bella atmosfera. Ecco perché vuoi vivere ancora momenti come quelli contro il Porto, con tante reti e giocando il calcio che sappiamo fare.
UEFA.com: sei rimasto in panchina quando il Barcellona ha vinto la competizione nel 2011. Cosa significherebbe farlo da titolare col Bayern?
Thiago: ovviamente sarebbe più significativo perché ci si sente più coinvolti. Hai partecipato di più, giocato più partite, sei stato più importante. Alla fine è scritto nel destino se vinceremo la Champions League o no, ma l'importanza di sentirsi integrato nella squadra, e sentirsi indispensabile, quello è sempre qualcosa di impagabile.