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Felicità meritata per il Borussia Dortmund

Nonostante la sconfitta col brivido contro il Real Madrid, i giocatori del Borussia non riescono a contenere la gioia e pregustano una finale che potrebbe essere tutta tedesca.

Mats Hummels e Sebastian Kehl festeggiano
Mats Hummels e Sebastian Kehl festeggiano ©Getty Images

Mats Hummels, difensore Dortmund
Naturalmente sono felice, è una cosa che sognavo fin da quando ho iniziato a giocare. Ancora non ce ne rendiamo conto. Non volevamo che il Real segnasse perché sapevamo cosa sarebbe successo altrimenti. Dal 15' in avanti abbiamo giocato bene, ma abbiamo sbagliato delle occasioni che avrebbero semplificato tutto.

Il più l'abbiamo fatto all'andata. Meritiamo di essere in finale perché oggi non siamo stati la squadra peggiore: semplicemente, non siamo riusciti a segnare. A inizio stagione non pensavamo di arrivare fin qui, specialmente quando ci hanno sorteggiati insieme al Real Madrid, al Manchester City e all'Ajax. Il nostro obiettivo era arrivare fra le prime due nel girone, ma dopo la prima partita tutto è andato quasi perfettamente.

Credo che affronteremo il Bayern Monaco, perché quattro gol sono troppi da rimontare. Loro sono stati straordinari quest'anno, sia in campionato che in UEFA Champions League. Se ci sarà una finale tedesca, ci sarà una vincitrice tedesca, come vogliono tutti da noi.

Felipe Santana, difensore Dortmund
Ci godiamo il momento. Stasera abbiamo giocato bene e abbiamo resistito alla pressione del Real, e alla fine abbiamo avuto il risultato che ci serviva. Anche dopo i loro due gol, pensavamo solo alla finale. Il Real è una squadra magnifica; è molto difficile venire qui e non prendere gol, ma l'importante è il risultato. In spogliatoio c'era una grande gioia, volevamo arrivare in finale e ce l'abbiamo fatta.

Robert Lewandowski, attaccante Dortmund
È il momento più bello della mia carriera. Naturalmente, la partita di stasera era molto difficile: tutto è andato bene fino al primo gol, ma poi la situazione è diventata pericolosa. Abbiamo tenuto i nervi saldi e ormai non pensiamo più al finale di gara perché ce l'abbiamo fatta. Gli ultimi cinque minuti non passavano più, sembravano 10. Per me e per la squadra si tratta della prima finale, ma dobbiamo ancora aspettare per vedere chi incontreremo. Abbiamo tre settimane per prepararci e lo faremo al meglio.