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Torres sa come battere il Barça

L'attaccante del Chelsea pensa di sapere quello che serve per fermare i campioni d'Europa in carica. "Sono un gradino al di sopra di tutti, ma nel calcio non sempre vince la squadra migliore", ha dichiarato a UEFA.com.

Fernando Torres (al centro) festeggia il gol del Chelsea a Lisbona contro il Benfica con Salomon Kalou (sinistra) e Juan Mata
Fernando Torres (al centro) festeggia il gol del Chelsea a Lisbona contro il Benfica con Salomon Kalou (sinistra) e Juan Mata ©Getty Images

Dall'arrivo del traghettatore Roberto Di Matteo sulla panchina del Chelsea FC, la formazione londinese – spiega Fernando Torres - sta "tornando a divertirsi, anziché soffrire” e, sebbene rispetti l'avversario di martedì prossimo nella semifinale di ritorno di UEFA Champions League, il nazionale spagnolo ha dichiarato a UEFA.com di sapere come superare l'FC Barcelona.

E' stata una stagione strana, quella del Chelsea. Lo scarso rendimento in campionato ha determinato l'esonero del tecnico André Villas-Boas all'inizio di marzo, e l'obiettivo del quarto posto in campionato resta difficile da raggiungere per i Blues. Tuttavia, i londinesi sono risorti agli ordini del tecnico ad interim Di Matteo, e il rendimento di Torres è lo specchio di questo mutamento.

A riposo nella semifinale d'andata di UEFA Champions League contro il Barcellona, il 28enne attaccante spagnolo era stato titolare nella doppia sfida dei quarti di finale contro l'SL Benfica, offrendo l'assist a Salomon Kalou del fondamentale gol segnato a Lisbona. L'ex attaccante di Club Atlético de Madrid e Liverpool FC sottolinea come il suo gioco, oggi, non si limiti soltanto ai gol.

"Lo stile di gioco di questa squadra ha cambiato leggermente il mio modo di giocare. Per me la cosa più importante, quella per cui mi alleno ogni giorno, è segnare, ma in quella che è stata una stagione difficile la squadra è al di sopra di tutto. Sarebbe un disastro saltare la Champions League [la prossima stagione], e dobbiamo fare di tutto per centrarla. Non importa chi gioca, chi segna, chi fa l'assist, chi resta fuori. Conta soltanto raggiungere l'obiettivo”.

L'etica di squadra è senz'altro un tema caro a Di Matteo. L'ex centrocampista azzurro, che ha militato per sei anni nel club di Stamford Bridge, sottolinea da sette settimane l'importanza di mettere il club al primo posto. E con un bilancio di dieci vittorie e una sola sconfitta in 13 partite, il suo messaggio sembra recepito.

"Sono parole finalizzate a ottenere uno spirito di squadra, uno spirito combattente – ha aggiunto Torres -. Bisogna prima di tutto lottare. Il talento viene fuori dopo. Quando si riesce a unire le due cose, quasi sempre si riesce a battere l'avversario. Tutti capiscono il senso del suo messaggio: dare tutto per la squadra. Del resto, lui ha giocato e proviene da questo club”.

Battere la maggior parte degli avversari è una cosa, ammainare la bandiera dei campioni d'Europa in carica è un'altra. Torres nutre grande ammirazione nei confronti di Xavi Hernández e Andrés Iniesta, al fianco dei quali ha conquistato l'Europeo Under 19 UEFA 2002, UEFA EURO 2008 e il Mondiale FIFA 2010, ma è convinto di sapere come batterli.

"E' evidente che il Barcellona è un gradino al di sopra degli altri e che non sarà facile superarlo, ma nel calcio non sempre vince la squadra migliore. Xavi e Iniesta sono giocatori che dettano il ritmo di gioco. Quando giochi contro di loro, sai in anticipo che saranno loro a menare le danze”.

"Molte squadre che giocano contro il Barcellona pensano che sia necessario rubargli il pallone, ma non credo sia possibile. Occorre utilizzare altre armi. Se riesci a rubargli la palla, farai fatica a gestirla, ti stancherai e creerai più spazi per gli avversari”.

Finora i metodi del Chelsea stanno dando i frutti sperati. Nonostante il 72% di possesso palla e sei tiri in porta contro uno a favore del Barcellona, la squadra di Di Matteo si è imposta 1-0.