Il dolce ricordo di Pancev
lunedì 2 maggio 2011
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A vent'anni dalla conquista della Coppa dei Campioni contro l'Olympique Marsiglia, Darko Pancev ricorda il momento di gloria toccato con la Stella Rossa.
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"Non temevamo nessuno". Darko Pancev sintetizza con queste parole la sensazione di invincibilità dell’FK Crvena Zvezda che si laureò campione d’Europa vent’anni fa.
Pancev ha fatto parte della "grande generazione" di calciatori jugoslavi, quella di Dejan Savicević, Robert Prosinečki, Vladimir Jugović e Sinisa Mihajlović, che portò la Coppa dei Campioni per l’ultima volta nell’Europa dell’Est, battendo in finale l’Olympique de Marseille a Bari il 29 maggio 1991. E’ l’ultimo trionfo calcistico dell’ex Jugoslavia, prima che il conflitto bellico esplodesse nei Balcani nei primi anni ’90. Pancev realizzò il rigore decisivo nella serie finale (5-3).
Pancev ricorda la tensione nel coprire la distanza dal centrocampo al dischetto, prima di battere il portiere del Marsiglia Pascal Olmeta: "Mille pensieri mi passarono per la testa in quei 10 secondi, ma soprattutto ‘non sbagliarlo’. Poi quando ho preso il pallone e l’ho sistemato sul dischetto ho cercato soltanto di concentrarmi". La Stella Rossa beneficiò anche del fatto che da tre anni le gare in parità del campionato jugoslavo erano decise ai calci di rigore. "Eravamo abituati a calciarli, e i cinque i rigoristi andarono a segno".
Lungo il cammino verso la finale la Stella Rossa aveva eliminato Grasshopper-Club, Rangers FC, FC Dynamo Dresden e FC Bayern München, con Pancev a segno in tutti i turni. A fine anno il bomber vinse anche la Scarpa d’Oro, con 34 centri.
La formazione di Belgrado realizzò 19 gol in otto partite prima della finale. "In finale rallentammo troppo il gioco, insistendo oltremisura con i passaggi. Alla fine eravamo esausti e con le gambe molto pesanti. Non giocammo la nostra migliore partita, ma non ce la cavammo male".
Vale la pena ricordare il talento di quella squadra, in particolare a centrocampo, dove spiccavano Savicević, Jugović, Mihajlović e Prosinečki. I primi due vinsero in seguito il trofeo con AC Milan e Juventus, mentre Prosinečki contribuì al terzo posto della Croazia al Mondiale FIFA 1998. "Eravamo consapevoli della forza di quel gruppo e del talento di alcuni singoli", spiega Pancev, arrivato a Belgrado dall’FK Vardar nel 1988.
"Stavamo bene fisicamente e psicologicamente. E’ importante avere un ambiente positivo intorno. Senza mentalità vincente e amicizia tra i giocatori è impossibile ottenere grandi risultati. Quella Stella Rossa aveva tutto: amicizia, consapevolezza dei propri mezzi e fame di successi".
Protagonista più tardi di una parentesi sfortunata all’FC Internazionale Milano, Pancev si rammarica per la disgregazione prematura di quella squadra a seguito del conflitto nei Balcani, nonostante il successo nella Coppa Intercontinentale contro il CSD Colo-Colo qualche mese più tardi nel 1991. Il conflitto bellico determinò anche il ritiro della Jugoslavia da Euro '92 in Svezia, poi vinto dalla squadra che prese il posto della Jugoslavia: la Danimarca.
"Purtroppo il campionato jugoslavo si dissolse, e la Stella Rossa perse i pezzi. Diversamente, credo che quella squadra avrebbe potuto vincere altre Coppe dei Campioni, come hanno fatto Bayern Monaco e Ajax". Se non altro alla Stella Rossa resta la consolazione di un ricordo che, vent’anni più tardi, non accenna a sbiadire.