UEFA.com funziona meglio su altri browser
Dal 25 gennaio, UEFA.com non supporterà più Internet Explorer.
Per la migliore esperienza possibile, consigliamo Chrome, Firefox o Microsoft Edge.

Guardiola chiede furore

L'allenatore del Barcellona vuole che i suoi si lascino alle spalle il successo per 6-2 in casa del Real Madrid, ma spera anche di rivedere lo stesso furore agonositico nella sfida a Londra contro il Chelsea.

Josep Guardiola (FC Barcelona)
Josep Guardiola (FC Barcelona) ©Getty Images

Da una parte Josep Guardiola è portato a convincere il suo FC Barcelona a lasciarsi alle spalle la straordinaria vittoria di sabato per 6-2 in casa del Real Madrid FC, ma dall’altra spera che i suoi ragazzi possano offrire la stessa devastante miscela di tecnica e concretezza quando affronteranno il Chelsea per conquistarsi il diritto di scendere in campo contro il Manchester United FC nella finale di UEFA Champions League.

Vincere giocando bene
Mentre alcuni non hanno risparmiato critiche al Chelsea per quello che è stato considerato un approccio difensivistico nel pareggio a reti inviolate dell’andata, Guardiola ribadisce di non avere nulla da dire a riguardo. “Mi è sembrato giusto l’atteggiamento del Chelsea al Camp Nou, hanno giocato bene e hanno ottenuto un risultato positivo. Adesso vedremo che ripercussioni avrà sull’intero confronto - ha dichiarato, aggiungendo che per i suoi giocatori sarà un partita come un’altra e non adotteranno la tattica degli avversari all’andata -. Cercheremo di imporre il nostro gioco e di andare in gol. Non eviteremo il contatto fisico, ma sappiamo che se affronteremo il Chelsea solo su questo piano gli faremmo un favore. Il Chelsea gioca con grande intensità, ti mettono sotto pressione. Se perdono la palla fanno di tutto per riconquistarla”.

'Occasione d’oro'
Nel weekend, al Santiago Bernabéu il Barça ha toccato livelli di gioco maiuscoli, conquistandosi un vantaggio di sette punti in testa alla Liga, e mentre gli esperti non si sono risparmiati nell’esaltare gli artefici di questa vittoria storica, Guardiola rimane con i piedi per terra. “Quello che è successo a Madrid fa parte del passato - ha dichiarato -. Si è trattato di una grande impresa, tanto più considerando il rendimento del Real Madrid nella seconda parte della stagione. Se ci trovassimo alla vigilia di una partita di minore importanza i giocatori potrebbero sentirsi troppo fiduciosi, ma sanno benissimo che sarà una gara molto difficile, al cospetto di milioni di telespettatori. Abbiamo un’occasione d’oro per arrivare in finale e stanotte sia io che i miei giocatori ci addormenteremo sognando questa impresa”.

Decisioni finali
Per alcuni il sogno sarà semplicemente quello di poter giocare, con le assenze di Rafael Márquez e Carles Puyol, per squalifica e infortunio, che lasciano un vuoto al centro della difesa al fianco di Gerard Piqué. Eric Abidal ha molte probabilità di colmare quel vuoto, con Sylvinho schierato nel ruolo di esterno sinistro di difesa e ci sono dubbi anche sulla formazione avversaria, in quanto Guus Hiddink sta valutando i pro e contro di un distacco dall’abituale schema 4-3-3 del Chelsea, posizionando Didier Drogba e Nicolas Anelka in avanti. “Non spreco nemmeno un secondo a pensare a cose che non dipendono da me. Dopo cinque minuti mi renderò conto della loro formazione e io penso solo alla mia squadra - ha affermato Guardiola, in trepidante attesa circa le condizioni di Thierry Henry, alle prese con un problema al ginocchio -. Chiunque manderò in campo ce la metterà tutta e si comporterà bene. Dirò chiaramente ai miei giocatori che il Chelsea scenderà in campo per disputare la partita della vita e dovranno, quindi, essere preparati a ciò che li attende”.