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Sulle orme del Barça 1992

I paragoni tra la squadra di Frank Rijkaard e quella di Johan Cruyff, campione d'Europa nel 1991/92, infiammano i tifosi del Barcellona.

Nel maggio 1992, l’FC Barcelona, guidato da Johan Cruyff, entrava nella storia superando 1-0 ai supplementari l’UC Sampdoria e conquistando la Coppa dei Campioni.

Paralleli storici
Ora il Barça ci riprova, puntando al primo successo dall’introduzione della UEFA Champions League, e ha molti motivi per essere ottimista. Come nella stagione 1991/92, i catalani arrivano in finale da favoriti, dopo essersi riconfermati campioni di Spagna grazie un calcio di matrice offensiva che ha conquistato tifosi e addetti ai lavori e come allora, affrontano una squadra alla sua prima finale.

La leggenda Zubizarreta
Il Barcellona del 1992 poteva contare su un portiere esperto come Andoni Zubizarreta. L’allora 30enne estremo difensore basco era nel pieno di una carriera che lo avrebbe portato a collezionare 126 presenze con la nazionale iberica. La squadra di oggi è nelle mani di Víctor Valdés, che ha disputato un’ottima stagione, ma non è riuscito a convincere il Ct Luis Aragonés a includerlo tra i convocati per la Coppa del Mondo FIFA.

Terzini offensivi
Normalmente Cruyff utilizzava una difesa a tre, ma in finale varò una linea arretrata formata da quattro elementi. Contro la Sampdoria, Albert Ferrer e Juan Carlos Rodríguez Moreno vennero schierati rispettivamente sulla fascia destra, con il doppio compito di marcatori e di fluidificanti. Rijkaard opterà per due terzini dalle caratteristiche più difensive, come Oleguer Presas e Giovanni van Bronckhorst.

La coppia centrale
Il tempismo e l’esperienza di Carles Puyol si fondono alla perfezione con l’abilità nel gioco aereo di Rafael Márquez. Proprio come Rijkaard, anche Cruyff nel 1992 poteva contare su una coppia di centrali difensivi capaci di spezzare il gioco offensivo e nello stesso tempo di rilanciare la manovra: Ronald Koeman e Nando Muñoz. Il primo non disdegnava le sortite offensive, mentre il secondo gli copriva le spalle.

I faticatori di centrocampo
Edmílson smista il traffico davanti alla difesa proprio come faceva José Mari Bakero 14 anni fa. Dotato di un’inesauribile energia, il mediano era uno spauracchio per ogni avversario e  rappresentava un pericolo costante su ogni palla alta nonostante la sua statura.

Gli uomini-assist
Nel 1992 le chiavi del gioco del Barcellona erano in mano a Josep Guardiola, sostituito nei supplementari dal capitano José Ramón Alexanco. A Parigi il compito sarà affidato ad Andrés Iniesta. Deco contribuirà ad accelerare la manovra con i suoi tagli in verticale, mentre Xavi Hernández si occuperà degli assist, seguendo le orme di Eusebio Sacristán.

I fuoriclasse
In attacco la squadra di Cruyff poteva contare sulle magie del danese Michael Laudrup e sul talento del bulgaro Hristo Stoitchkov. Rijkaard adotta uno schema differente, ma non si può dire che la sua linea avanzata difetti in classe: Ludovic Giuly è imprendibile sulla destra, grazie alla sua velocità, mentre la fascia sinistra è il territorio di Ronaldinho, incontrastato idolo dei tifosi catalani grazie alle sue magie e all’eterno sorriso.

Stili differenti
La differenza principale tra le due squadre sta nel centravanti: Samuel Eto'o è rapidissimo, potente ed abile nel saltare l’uomo, mentre nel 1992 Cruyff si affidava a Julio Salinas, quasi immarcabile nel gioco aereo e molto abile nel far salire la squadra.

Dibattito aperto
Il dibattito su quale dei due Barcellona sia il più forte è tuttora aperto, ma la speranza dei tifosi catalani è una sola: vedere Puyol che solleva il trofeo come fece Alexanco 14 anni fa. “Mi auguro che il Barça trionfi, lo merita per come ha giocato finora”, ha dichiarato Cruyff.

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