Non ci sono favoriti per Rijkaard
lunedì 15 maggio 2006
Intro articolo
Per il tecnico olandese del Barcellona la finale è una partita speciale che sfugge a qualsiasi pronostico.
Corpo articolo
L’FC Barcelona è indicato da più parti come favorita in vista della finale di UEFA Champions League, ma il suo allenatore Frank Rijkaard è giustamente prudente.
Compito non facile
Dopo aver vinto il campionato spagnolo, il 44enne tecnico olandese sa benissimo che non sarà facile conquistare mercoledì il titolo continentale contro l’Arsenal FC, allo Stade de France di Parigi. "Non mi interessa quello che si dice all’esterno: so per esperienza che in finale non ci sono favorite. È una partita secca e ci sono molti fattori che possono influenzarla: la tensione, il nervosismo, la strategia tattica, il modulo. Bisogna andare in campo convinti di farcela, ma non accetto che si parli di favorite".
Carriera straordinaria
Dopo una brillante carriera da giocatore con AFC Ajax, Real Zaragoza e AC Milan, Rijkaard sta raccogliendo grandi successi anche come allenatore. Con la maglia rossonera firmò il gol decisivo nella finale del 1990 che gli valse la seconda delle tre Coppe dei Campioni conquistate da giocatore. Adesso spera di aprire il conto dalla panchina. Il connazionale Johan Cruyff – campione d’Europa da giocatore e allenatore – considera Rijkaard all’altezza del compito, e dice della sua squadra: "Credo che abbia allestito un’ottima squadra: determinata, propositiva, offensiva. Il giudizio sul suo lavoro non può che essere ottimo".
Mentalità inglese
Tuttavia, il compito che attende il Barcellona è tutt’altro che agevole: "L’Arsenal è una squadra molto dotata sul piano tecnico ma con la tipica mentalità inglese di andare in campo per prendere l’iniziativa e sopraffare l’avversario". Nonostante il quarto posto in campionato potrebbe suggerire l’idea di una squadra in transizione, Rijkaard è prodigo di elogi per la giovane squadra di Arsène Wenger: "Di solito quando si rinnova una squadra e arrivano diversi giovani si nota subito che hanno delle qualità, ma si deve aspettare un po’ per vedere i risultati. Loro, invece, hanno compiuto progressi straordinari. Ho assistito con molto piacere ad alcune loro prestazioni".
Henry decisivo
Se si divertirà a vederli in azione anche a Parigi, dipenderà molto dallo stato di grazia del loro capitano e trascinatore Thierry Henry. Il futuro incerto di uno dei migliori attaccanti europei di sempre ha alimentato le voci di un possibile trasferimento in estate al Camp Nou. Rijkaard ha preferito non soffermarsi su queste indiscrezione, pur riconoscendo che il francese è un giocatore che qualsiasi allenatore vorrebbe in squadra. "Cos’altro potrebbe rispondere un allenatore professionistico in questo momento alla domanda se vorrebbe Thierry Henry in squadra? Sì, certo, perché non dovrei dire che è un grande campione?". Un grande giocatore e un grande lottatore, un uomo alla Rijkaard in tutti i sensi.