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Cassano in controtendenza

In un'estate caratterizzata dalla fuga dei bomber all'estero, il talento barese cerca il rilancio alla Sampdoria.

La fuga degli attaccanti italiani all’estero è stata il filo conduttore dell’ultimo calciomercato. Da Luca Toni (FC Bayern München) a Giuseppe Rossi (Villarreal CF) – passando per Rolando Bianchi (Manchester City FC), Cristiano Lucarelli (FC Shakhtar Donetsk), Graziano Pellè (AZ Alkmaar) e Christian Riganò (Levante UD) – diversi bomber hanno lasciato la serie A attratti da contratti più vantaggiosi e nuove esperienze professionali. C’è però chi ha fatto la scelta inversa, voglioso di riscattarsi e dimostrare di essere finalmente maturato: Antonio Cassano, dopo un anno e mezzo di delusioni al Real Madrid CF, ha scelto di ripartire dall’UC Sampdoria.

Ingaggio decurtato
Per agevolare il suo passaggio ai blucerchiati Cassano, che con la maglia delle merengues nel campionato spagnolo ha disputato 19 partite e ha segnato 2 reti (oltre a 5 in UEFA Champions League), ha accettato una decurtazione dell’ingaggio. Le sue doti tecniche sono indiscutibili, ma deve dimostrare di aver fatto tesoro degli errori commessi. A Genova, però, sono convinti della bontà dell’affare.

Predestinato
Basta leggere la data di nascita di Fantantonio per capire fosse un predestinato: 12 luglio 1982, con tutta l’Italia in piazza per festeggiare la vittoria della Coppa del Mondo FIFA™ in Spagna. Cresciuto a Bari, nel quartiere popolare di Bari Vecchia, ha iniziato a giocare con la Pro Inter prima di essere ingaggiato dall’AS Bari. Ha esordito in serie A a 17 anni, l’11 dicembre 1999 in un derby perso contro l’US Lecce. Gli è stata sufficiente la successiva giornata di campionato per far capire di che pasta è fatto, con il gol vittoria contro l’FC Internazionale Milano: controllo volante di tacco, finte ubriacanti su Laurent Blanc e Christian Panucci e piatto alle spalle di Fabrizio Ferron.

Alla Roma
Nell’estate 2001 Cassano è stato acquistato dall’AS Roma per circa 60 miliardi di lire. L’approdo in giallorosso è stato il trampolino di lancio per la sua carriera, anche per la presenza di un campione come Francesco Totti e di un allenatore esperto come Fabio Capello. Nella capitale non ha tardato ad ambientarsi, conquistando presto i gradi di titolare e anche uno spazio in nazionale. E’ stato il migliore degli Azzurri nella disastrosa spedizione a UEFA Euro 2004™, in cui ha realizzato anche due reti.

Le cassanate
A Roma, però, sono arrivate anche le prime bizze – assenze ingiustificate o fughe non autorizzate dagli allenamenti – ribattezzate presto “cassanate”. Celebri le 'corna' all’arbitro Roberto Rosetti dopo un’espulsione nella finale di Coppa Italia contro l’AC Milan nel 2003 e una plateale lite con Luigi Del Neri, che nel novembre 2004 lo ha messo fuori rosa. Anche con Rudi Völler, ex bandiera della Roma e per un breve periodo allenatore della squadra, ha avuto una violenta discussione prima della gara di Champions con la FC Dynamo Kyiv che lo ha indotto ad abbandonare il ritiro.

Fallimento Real
Di fronte ai ripetuti “no” alle offerte di prolungamento del contratto, la Roma nel gennaio 2006 ha ceduto Cassano al Real Madrid. Accolto in “pompa magna” al Santiago Bernabeu, ha addirittura segnato all’esordio in una gara di Coppa del Re contro il Real Betis Balompié. Ma in Spagna i problemi sono riaffiorati e il tecnico Juan Ramón López Caro lo ha utilizzato con il contagocce. Sono arrivati il soprannome “Gordito” (grassottello) e una famosa parodia televisiva, ma a giugno l’ingaggio di Capello – il tecnico a cui ha dichiarato di essere più legato insieme a Eugenio Fascetti – è sembrato aprirgli nuove prospettive. Cassano ha riconquistato la nazionale, ma è stato un fuoco di paglia: ha litigato anche con Capello e pure a Madrid è finito fuori rosa.

Mazzarri ci crede
Ora spetta a Walter Mazzarri gestirlo. “Credo abbia capito che è meglio parlare il meno possibile e dar voce al campo, attraverso le prestazioni", ha spiegato il nuovo allenatore della Samp, “Di certo non gli mancano i colpi, le giocate. Non deve pensare a nulla, tranne che a lavorare. Il passato non esiste”. La prima mossa l’ha azzeccata: telefonata al nuovo tecnico. “E’ una cosa di cui sono molto, molto contento”, ha sottolineato Mazzarri, “Si tratta di un atto di umiltà importante, che testimonia un primo grande passo verso il recupero di questo giocatore dalle qualità indiscutibili”. Adesso Cassano dovrà far parlare il campo.