Calcio europeo unito per limitare i divieti di trasferta collettivi
giovedì 3 settembre 2026
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I portatori di interesse del calcio europeo appoggiano la raccomandazione del Consiglio d'Europa sull'uso dei divieti collettivi contro i tifosi in trasferta.
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UEFA, European Football Clubs, Football Supporters Europe ed European Leagues si sono riuniti alla Conferenza UEFA sulla sicurezza a Madrid l'1 e il 2 settembre 2026 per parlare del contributo dei tifosi in trasferta al calcio europeo e delle sfide associate ai divieti collettivi.
Per il secondo anno consecutivo, la conferenza si è incentrata sul coinvolgimento dei tifosi, con particolare attenzione alla gestione di quelli in trasferta, e ha promosso ulteriormente l'approccio integrato del Consiglio d'Europa in materia di sicurezza e servizi durante le partite di calcio, come stabilito dalla Convenzione di Saint-Denis.
Alla conferenza organizzata dalla UEFA a Madrid hanno partecipato più di 500 rappresentanti di federcalcio europee, club, tifosi, leghe, forze dell'ordine, enti governativi, organizzazioni sportive e internazionali.
Il calcio europeo ospita le competizioni per club e per nazionali più importanti del mondo, riunendo milioni di tifosi ogni stagione. In tutto il continente, gli stadi sono luoghi di ritrovo unici per l'eccellenza sportiva, lo scambio culturale e la coesione sociale.
Il successo del calcio europeo si fonda sul contributo e sull'efficace collaborazione tra organizzatori, club, associazioni di tifosi, tifosi e autorità pubbliche, i quali hanno il dovere comune di promuovere un ambiente sicuro, inclusivo e accogliente.
I tifosi, compresi quelli in trasferta, contribuiscono in modo fondamentale all'atmosfera, all'identità culturale, alla popolarità e all'integrità sportiva delle competizioni calcistiche a tutti i livelli. I tifosi hanno il diritto di viaggiare e assistere alle partite e seguire la propria squadra sia in casa che in trasferta, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti. Questo è un aspetto consolidato e apprezzato della cultura calcistica europea.
In questo contesto, i divieti di trasferta collettivi possono avere conseguenze importanti per i tifosi e la loro cultura, creando anche difficoltà operative per gli organizzatori delle competizioni e per i club.
In tale contesto, i portatori di interesse del calcio europeo approvano la Raccomandazione Rec(2025)1 sull'uso dei divieti collettivi nei confronti dei tifosi, adottata dalla Commissione di Saint-Denis del Consiglio d'Europa nell'ottobre 2025, e desiderano sottolineare in particolare i seguenti principi:
1. Dare priorità alla responsabilità individuale
Le misure volte a prevenire la violenza, i disordini o altre forme di cattiva condotta devono interessare i singoli responsabili piuttosto che sui gruppi di tifosi nel loro complesso. Gli approcci che promuovono la responsabilità individuale contribuiscono all'equità, alla proporzionalità e a un equilibrio più efficace tra pubblica sicurezza e diritti dei tifosi, e devono essere supportati da una maggiore cooperazione internazionale tra autorità pubbliche, federazioni, club, leghe e altri organizzatori di competizioni.
2. Limitare i divieti collettivi a circostanze eccezionali
I divieti collettivi non devono diventare una risposta di routine ai problemi di sicurezza. Devono essere presi in considerazione solo in circostanze eccezionali, laddove prove documentate chiare, oggettive e aggiornate dimostrino che misure non meno restrittive sono in grado di affrontare i gravi rischi per la sicurezza o l'ordine pubblico. La loro applicazione deve sempre rispettare i principi di necessità e proporzionalità.
3. Integrare i portatori di interesse del calcio nei processi decisionali
Risultati ottimali per la di sicurezza si ottengono attraverso la condivisione di informazioni, il dialogo e la collaborazione. Una consultazione significativa tra autorità pubbliche, organizzatori, club e associazioni di tifosi deve essere parte integrante dei processi decisionali relativi alle potenziali restrizioni alla presenza del pubblico, soprattutto in caso di partite ad alto rischio.
4. Comunicazione tempestiva e accesso efficace ai rimedi
Le decisioni sulla presenza dei tifosi devono essere comunicate in modo chiaro, il prima possibile e attraverso i canali appropriati, consentendo ai tifosi e ad altri soggetti interessati di organizzarsi in modo consapevole e, ove applicabile, di esercitare i propri diritti ai sensi del quadro giuridico di riferimento.
5. Promuovere l'equità e la trasparenza
Le decisioni di imporre squalifiche collettive devono basarsi su processi equi e trasparenti, fondati su dati concreti. Le motivazioni devono essere articolate e comunicate chiaramente per favorire la comprensione, rafforzarne la legittimità e promuovere rapporti costruttivi tra le autorità pubbliche e i portatori di interesse del calcio.
Gli stakeholder del calcio europeo ribadiscono l'impegno comune a collaborare in modo costruttivo con le autorità pubbliche per garantire che il calcio rimanga un ambiente sicuro, inclusivo e accogliente per i tifosi.
Inoltre, accettano di trasmettere questa dichiarazione congiunta al Comitato di Saint-Denis del Consiglio d'Europa per esprimere una posizione comune sull'uso dei divieti collettivi nei confronti dei tifosi ospiti.
Madrid, 3 settembre 2026