Dall'hype alle abitudini: UEFA Business Case for Women's Football 2026
sabato 23 maggio 2026
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Prima della finale di UEFA Women's Champions League tra Barcellona e OL Lyonnes, i principali attori del settore si sono riuniti a Oslo per parlare di come costruire un futuro sostenibile per il calcio femminile.
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La quinta edizione dello UEFA Business Case for Women's Football ha riunito ancora una volta alcune delle voci più influenti del mondo dello sport, con panel e relatori che hanno spiegato come il successo in campo, una solida governance e la crescita commerciale possano procedere di pari passo nell'evoluzione del calcio femminile.
"Questo evento è diventato il punto di riferimento per parlare degli aspetti specifici necessari per la crescita commerciale di questo sport", ha dichiarato Nadine Kessler, direttrice calcio femminile UEFA. "Siamo molto orgogliosi che stia diventando un evento internazionale per partner, titolari dei diritti e altri esperti del settore sportivo".
L'importanza della leadership
Il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, ha affiancato l'ex difensore dell'Arsenal e della nazionale inglese Alex Scott per una discussione introduttiva sul perché una leadership forte rimanga essenziale per la crescita continua del calcio femminile.
"Non è solo fondamentale investire nel calcio femminile, ma anche parlare con sponsor, emittenti e altri partner per spiegare perché vale la pena investire", ha affermato Čeferin. "È così che tutti noi possiamo contribuire a innalzare il livello di questo sport".
Il tema della leadership è stato ripreso con la partecipazione di Tatjana Haenni, CEO dell'RB Leipzig, e Anders Billström, presidente del BK Häcken, che hanno condiviso le loro prospettive sul valore sportivo, commerciale e sociale del calcio femminile a livello di club.
"Non si tratta solo di investire milioni, ma di lavorare nel modo giusto", ha affermato Haenni. "Il calcio femminile deve avere voce in capitolo, deve poter influenzare le decisioni e partecipare alle discussioni su budget, strategie e nuovi partner commerciali".
Rafforzare il calcio
Un altro tema del Business Case è stato l'importanza di proteggere e rafforzare il calcio sul campo. Giorgio Marchetti (vicesegretario generale UEFA), Lise Klaveness (membro del Comitato Esecutivo UEFA e presidente della Federcalcio norvegese), Sarina Wiegman (Ct dell'Inghilterra) e Fridolina Rolfö (difensore del Manchester United) hanno analizzato come le competizioni europee possano continuare a sostenere un ecosistema incentrato sulle giocatrici e a promuovere standard tecnici elevati a tutti i livelli.
"La velocità di crescita del calcio femminile è incredibile e senza precedenti", ha affermato Marchetti. "Ma non possiamo perdere la pazienza, perché c'è ancora molto da fare per recuperare il terreno perso. Dobbiamo mantenere gli investimenti al ritmo giusto".
Si è anche parlato del rapporto tra calcio di club e per nazionali, dell'importanza dell'equilibrio competitivo e dei motivi per cui l'Europa continua ad attrarre molte delle migliori giocatrici del mondo.
"La Women's Champions League è l'evento clou per ogni giocatrice: è il più grande appuntamento dell'anno", ha dichiarato Rolfö. "La competizione ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita. Giocare contro squadre provenienti da tutta Europa è stimolante e aiuta a crescere sia come squadra che come giocatrice. È la migliore competizione in assoluto".
Il tema è stato ripreso in una sessione plenaria con la partecipazione di Nadine Kessler, del direttore marketing della UEFA Guy-Laurent Epstein e dell'amministratore delegato di European Football Clubs (EFC) Charlie Marshall, che ricoprono anche la carica di coamministratori delegati di UC3.
Insieme, hanno analizzato il successo sportivo e commerciale della Women's Champions League 2025/26, che per la prima volta ha previsto una fase campionato a 18 squadre. Nella scorsa stagione è stata anche introdotta una seconda competizione per club femminili: la Women's Europa Cup.
"Abbiamo creato un sistema con due competizioni europee, generando opportunità e qualità allo stesso tempo", ha affermato Kessler. "I numeri non mentono: dimostrano che i cambiamenti che abbiamo apportato stanno dando risultati concreti. Non si tratta solo di calcio, ma di costruire un ecosistema sostenibile e fiorente".
Investire per il successo a lungo termine
Con l'aumento degli investimenti nel calcio femminile, l'attenzione si sposta su come e dove spendere i fondi per ottenere progressi duraturi.
Mettendo insieme prospettive internazionali, il direttore sportivo del FC Barcelona, Xavier O'Callaghan, il vicepresidente del Club Tigres, Carlos Valenzuela, e il difensore dell'Arna-Bjørnar, Maren Mjelde, hanno analizzato come club e leghe possano conciliare le esigenze immediate con le priorità a lungo termine per raggiungere la sostenibilità sia sportiva che finanziaria.
Anche grazie alla partecipazione del pubblico, la discussione ha esaminato i settori in cui gli investimenti mirati possono avere il maggiore impatto, dagli stipendi delle giocatrici e dalle infrastrutture fino al personale, allo sviluppo tecnico e ai percorsi per giovani.
Il panel è stato unanime sull'importanza di investire sia nel personale che nei percorsi di sviluppo.
"È fondamentale investire nel calcio di base", ha affermato Mjelde. "Da ragazza non ho avuto scuole calcio o allenatori dedicati, ma è il modo migliore per scoprire nuovi talenti e far crescere questo sport."
O'Callaghan ha aggiunto: "Investire nel personale è fondamentale: non si tratta solo di persone che si prendono cura delle giocatrici, ma anche di coloro che creano le condizioni per generare entrate".
Creare abitudini durature per i tifosi
Un altro tema centrale anno è stato come trasformare il crescente interesse per il calcio femminile in un coinvolgimento duraturo, creando abitudini tra i tifosi e una crescita sostenibile a lungo termine.
La responsabile commerciale dell'Arsenal, Juliet Slot, ha fornito un chiaro esempio di questa strategia, presentando un caso studio su come il club abbia trasformato le giornate delle partite femminili in un potente motore di crescita.
"Stiamo investendo cifre a sette zeri nel marketing del calcio femminile, ma guadagniamo molto di più di prima e investiamo questi soldi nell'esperienza per i tifosi", ha affermato Slot. "Secondo me non si può investire poco, bisogna investire molto, ma i risultati arriveranno, basta investire con pazienza".
Nikki Doucet (CEO della Women's Super League), Pedro Iriondo (CEO dell'FC Badalona Women), Keia Clarke (CEO delle New York Liberty) e Frank Rutten (vicepresidente senior Sports EMEA Media Network di Disney+) hanno poi approfondito l'argomento in una tavola rotonda dedicata.
"Dobbiamo aumentare la visibilità e fare in modo che essere appassionati sia il più semplice possibile", ha affermato Doucet. "Le emittenti sono fondamentali, così come è importante trovare un orario di inizio prevedibile per il calcio femminile".
"Dobbiamo creare abitudini di visione: quando si gioca e dove", ha concordato Rutten. "È importante garantire continuità agli spettatori".
Nell'insieme, i colloqui tenutisi nell'ambito del Business Case for Women's Football hanno aiutato i leader di tutto il settore a prendere le decisioni strategiche necessarie per promuovere un futuro sostenibile e prospero.