Preparare gli allenatori alla realtà
venerdì 16 aprile 2010
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Il 18esimo Corso Istruttori per Allenatori UEFA a Coverciano ha preparato gli aspiranti tecnici ad affrontare le varie realtà della loro professione.
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Al 18esimo Corso Istruttori per Allenatori UEFA, Marcello Lippi ha dichiarato: "So per esperienza personale che, quando smetti di giocare a 33-34 anni, pensi di sapere tutto di tattica. È semplicemente falso. Dopo due mesi sulla panchina della Sampdoria facevo già cose che non avrei neanche immaginato e, dopo cinque o sei mesi, ancora di più. Avevo iniziato un processo di evoluzione continua".
Il corso di quattro giorni presso il centro tecnico FIGC a Coverciano è stato pensato per preparare gli allievi allenatori alla professione. "Quando ho iniziato - ricorda Lars Lagerbäck, che dopo oltre 10 anni sulla panchina della Svezia si prepara a guidare la Nigeria alla Coppa del Mondo FIFA -, pensavo di gestire tutto io, decidere tutto io e dire ai giocatori tutto quello che dovevano fare. Il mio consiglio a chi studia per diventare allenatore è miscelare bene le doti individuali di ogni giocatore, in modo da avere l'organizzazione giusta per affrontare le squadre potenzialmente superiori".
Il corso prevedeva sedute pratiche, presentazioni, forum e workshop per evidenziare gli standard ottimali per ogni federazione iscritta alla UEFA. Packie Bonner, direttore tecnico della Repubblica d'Irlanda, ha commentato: "Paesi come Francia, Germania, Spagna e Inghilterra sono in prima linea e il corso è l'occasione perfetta per incontrare altri allenatori e migliorare. Ascoltare allenatori come Marcello Lippi e giocatori come Lorenzo Amoruso e Graeme Le Saux ci ha permesso di portare a casa informazioni utili per condividerle con i colleghi a tutti i livelli".
Il corso ha sottolineato che gli aspetti tecnici e tattici non sono gli unici degni di nota. Occorre infatti identificare le competenze e preparare gli allievi in un ambiente che sia il più realistico possibile. Come Lippi ha spiegato: "Non si tratta solo di nozioni. Anche il carattere e la personalità sono importanti, così come le capacità comunicative. L'allenatore moderno deve imparare a dominare più aspetti, quindi deve avere anche doti di leadership e carisma".
Il corso a Coverciano ha messo in luce le sfide nell'istruzione per allenatori per tutte le federazioni, che attualmente cercano di ristrutturare e aggiornare i rispettivi programmi. Inoltre, ha evidenziato la necessità di insegnanti altamente qualificati, che siano in grado di stimolare gli studenti e incoraggiarli a riflettere sui loro valori, sui loro progetti e sulla loro filosofia, per gettare le basi di quello che, in fondo, è un mestiere solitario.
Come ha dichiarato Howard Wilkinson, ex Ct ad interim e direttore tecnico dell'Inghilterra: "Questo lavoro diventa la tua vita e devi trovare un modo per affrontarne tutte le realtà. Un allenatore di successo sa tirare fuori il meglio di ogni giocatore, mentre un istruttore di successo fa la stessa cosa con gli allievi".
Il direttore tecnico UEFA, Andy Roxburgh, ha concluso il corso dichiarando: "Abbiamo parlato di come identificare le sfide, valutare le opzioni, trovare l'ispirazione e implementare programmi di formazione sempre più basati sulla realtà".