Maccarone e i segreti dell'Empoli
mercoledì 6 gennaio 2016
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A 36 anni, l'attaccante dell'Empoli vuole continuare a stupire: "Il 2015 è stato un anno straordinario ma il 2016 spero sia ancora migliore. Abbiamo ritrovato gioco e mentalità", ha detto a UEFA.com.
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Dici Empoli e pensi sorpresa: la squadra toscana era reduce da un'ottima stagione 2014/15 ma aveva perso il suo tecnico e alcuni dei suoi uomini migliori in estate. Impossibile ripetersi? Niente affatto, anzi si può anche migliorare. Ma come è possibile? Ce lo spiega Massimo 'Big Mac' Maccarone, leader silenzioso che ha chiuso l’anno solare con due doppiette consecutive e che sembra pronto per scrivere una nuova entusiasmante pagina della sua carriera.
UEFA.com: Come si spiega che una squadra che in estate perde mister Maurizio Sarri, Daniele Rugani, Mirko Valdifiori, Matías Vecino ed Elseid Hysaj, protagonisti assoluti dello scorso anno, possa addirittura fare meglio?
Ci sono due fattori molto importanti che hanno reso possibile tutto ciò. In primo luogo la società è stata molto brava a individuare i giocatori in grado di sostituire chi ci ha lasciato e di portare avanti un progetto preciso. E poi chi è arrivato si è trovato di fronte a un gruppo molto unito, che si conosce da tre-quattro anni e che ha una forte cultura del lavoro. In una stagione può capitare di sbagliare al massimo due o tre allenamenti, perché altrimenti ognuno di noi dà sempre tutto per la squadra. Il duro lavoro è fondamentale, perché paga sempre e perché è attraverso di esso che viene alla luce il vero valore di ogni giocatore.
UEFA.com: Come è stato il tuo 2015?
Il 2015 è stato per me un anno molto positivo, sotto tutti i punti di vista. Come squadra abbiamo avuto tanti successi e ci siamo regalati tante soddisfazioni, mentre io sono tornato in doppia cifra in Serie A. È stato davvero un anno straordinario e pieno d’emozioni.
UEFA.com: Il vostro campionato non era iniziato benissimo, con tre punti nelle prime sei partite. Ora però avete 27 punti, siete a più nove sulla scorsa stagione e al settimo posto in campionato. C’è stato un momento in cui vi siete sbloccati, oppure si è trattato di un processo costante di crescita?
Secondo me si è trattato di un processo costante alla ricerca della giusta quadratura del cerchio. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma dopo aver perso diversi giocatori chiave e cambiato l’allenatore è normale che sia così. Adesso abbiamo ritrovato gioco e mentalità: con i risultati è cresciuta l’autostima di tutti e le cose sono migliorate di conseguenza.
UEFA.com: Hai finito il 2015 con due doppiette consecutive: cosa hai fatto o non fatto durante le feste per non perdere questo stato di forma?
Bisognerebbe evitare di andare a mangiare dai parenti! Ad esempio mia madre, che vive ancora in provincia di Novara, non ha ancora capito che sono un giocatore, e per lei è tutto leggero. Riso col burro, spezzatino, se seguissi la sua dieta sarei fritto! Per fortuna che ho mia moglie e che cucina lei per me, altrimenti sarebbe un disastro. A Natale abbiamo avuto un’intera settimana libera, ma ognuno di noi si è allenato individualmente. Sinceramente sono stato molto attento anche con il cibo, e al massimo avrò mangiato una mezza fetta di panettone in tutto il periodo: credo addirittura di essere dimagrito...
UEFA.com: Adesso al Castellani arriva l’Inter, la prima della classe. Come si affronta una squadra del genere?
La preparazione alla partita sarà la stessa di sempre, perché per questo genere di gare non servono motivazioni ulteriori. E poi anche in campo andremo con la mentalità di sempre e con la voglia di fare la nostra partita, pur essendo consci del valore dell’Inter: l’Empoli ha una mentalità ben precisa e cerca di non snaturarsi mai. La nostra identità ci spinge ad attaccare i nostri avversari e a non temerli, a volte poi si vince e altre si perde, ma così facendo abbiamo ottenuti ottimi risultati e siamo decisi a continuare su questa strada.
UEFA.com: Si può dire che tu di questo Empoli sia il giocatore più esperto e anche un punto di riferimento. Che tipo di leader sei? Dirai qualcosa ai tuoi compagni prima dell’inizio della partita?
Io sono un leader silenzioso, che cerca di fare gruppo e di dare il buon esempio. A me non piace criticare o attaccare un giocatore più giovane quando commette un errore. Se uno ad esempio si comporta un po’ male, lo prendo da parte e gli spiego le cose. Anche perché se succedesse a me darebbe fastidio, quindi preferisco non farlo nemmeno con gli altri. Per me è fondamentale compattare il gruppo, perché più una squadra è coesa, in campo e fuori dal campo, migliori saranno i risultati.
UEFA.com: A 36 anni non sei più un ragazzino. Se il 2015 è stato molto positivo, che cosa vorresti dal 2016?
Spero che sia migliore del 2015! Sono contentissimo di come sono andate le cose e di come stanno andando adesso, ma per un calciatore è fondamentale alzare sempre un po’ l’asticella dei suoi obiettivi. Non ti dico che voglia segnare più gol o ottenere un miglior piazzamento in campionato, non ho un obiettivo preciso di fronte agli occhi, ma è l’atteggiamento con il quale si affrontano le cose che fa la differenza. Per questo è importante avere un po’ di sana ambizione!