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Il Napoli di Sarri e l'effetto-farfalla

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Diego Maradona aveva criticato il Napoli la scorsa settimana e la reazione non si è fatta attendere: dieci gol in due partite per gli uomini di Maurizio Sarri, che rispolvera la teoria dell'effetto-farfalla. Con un pizzico di Charles Bukowski.

I giocatori del Napoli festeggiano il successo ottenuto contro la Lazio
I giocatori del Napoli festeggiano il successo ottenuto contro la Lazio ©Getty Images

Sarà che dalle parti del San Paolo l'influenza di Diego Maradona resta fortissima anche se è passato quasi un ventennio dall'epoca dei due Scudetti, sta di fatto che in settimana il Pibe de Oro aveva parlato e la reazione del Napoli non si è fatta attendere. E che reazione.

"Rispetto [Maurizio] Sarri, ma credo che non sia il tecnico giusto per portare il Napoli al successo", aveva dichiarato Maradona commentando il non brillantissimo avvio di stagione dei partenopei. Sarri - da vero gentleman - aveva abbozzato, ma Napoli non dimentica mai i suoi eroi e le parole dell'argentino hanno punto nell'orgoglio sia la città che la squadra.

Secondo la teoria dell'effetto-farfalla, si presume che il semplice movimento di molecole d'aria generato dal battito d'ali dell'insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano. Va da se che se le parole di Maradona sono state la farfalla, a scatenare l'uragano in campo ci ha pensato il Napoli con due prestazioni sontuose. Bruges e Lazio ne sanno qualcosa.

E se il 5-0 rifilato giovedì ai belgi nella gara d'esordio del Gruppo D di UEFA Europa League poteva apparire un episodio isolato, i partenopei hanno voluto fugare ogni dubbio affondando con lo stesso punteggio la Lazio - non certo una squadra qualunque - nel posticipo di campionato di domenica sera. Dieci gol segnati in quattro giorni e nessuno subito, mica male per una squadra che "non arriverà nemmeno a metà classifica" (Diego dixit).

Mister Sarri potrebbe dunque passare all'incasso e godersi la sua personale rivincita, ma non è il tipo. Grande amante della letteratura nord-americana, colui che viene considerato il più colto tra i tecnici italiani si limiterebbe forse a replicare con una frase del suo autore prediletto, Charles Bukowski: "Mi sembra che la gente parli di cose che non significano niente. Sono tutti troppi entusiasti, o troppi cattivi, o troppo scontati".

Per dirla in maniera più diretta: lasciamo parlare gli altri, noi risponderemo coi fatti. Ed è proprio ciò che ha fatto il Napoli, anche se Sarri sa bene che è troppo presto per lanciare proclami. "Stiamo crescendo e dobbiamo continuare a farlo, ma questo non significa che abbiamo risolto tutti i nostri problemi - ha voluto sottolineare dopo la sfida contro la Lazio -. Non ero preoccupato ad inizio stagione e neppure intendo esaltarmi ora".

Poi la lucida analisi del tecnico sul Napoli: "Il giorno in cui questa squadra non avrà più margini di crescita comincerà a flettere, spero che quel momento arriverà il più tardi possibile. Abbiamo una rosa ricca, ma se ora andiamo bene con questo modulo [il 4-3-3 urilizzato contro Bruges e Lazio] non c'è motivo di cambiare".

E in coda, una "carezza" a Maradona, con il tecnico partenopeo che fa propri alcuni concetti dell'argentino: "Parlare di Scudetto in questo momento mi sembra un'esagerazione assoluta. Novanta minuti non possono cambiare la storia di una stagione, sono i punti a cambiarla e noi ad oggi siamo a metà classifica". Ma se le parole di Diego hanno questo effetto sulla squadra, ben vengano: a Napoli l'effetto-farfalla potrebbe diventare l'arma in più per ambire a posizioni di rilievo.

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