Le promesse di Benítez al Real
mercoledì 3 giugno 2015
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Rafael Benítez è ufficialmente il nuovo allenatore del Real Madrid e siederà sulla panchina merengue per le prossime tre stagioni. Che cosa guadagnerà il club con il suo arrivo? Ecco l'analisi di Richard Martin di UEFA.com.
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Tifoso delle merengues fin da bambino, giocatore del vivaio, allenatore delle giovanili, assistente e, finalmente, allenatore in prima squadra. Che cosa guadagnerà il Real Madrid CF dal tecnico? Ecco l'analisi di UEFA.com.
Una preparazione meticolosa
Appassionato di scacchi e di Risiko, Benítez è per ammissione personale un grande stratega e ha addirittura fondato un sito dedicato alla tattica dopo aver lasciato l'FC Internazionale Milano. Il suo ex giocatore Ismael Urzaiz ha commentato: "Non ho mai visto un allenatore studiare così attentamente i dettagli".
Benítez preferisce studiare i sistemi che avere una propria filosofia di gioco, come ha commentato nel 2013: "I filosofi sono Platone e Socrate. Per vincere, l'elemento essenziale è il lavoro in campo, per aiutare i giocatori ad adattarsi agli schemi". Dal nuovo allenatore, i giocatori del Real Madrid possono aspettarsi lezioni approfondite di tattica, che potrebbero rivelarsi utili nelle partite più equilibrate.
Un approccio olistico
Il tecnico ha fatto faville al Liverpool FC, in un ruolo che richiede molta più attenzione al dettaglio rispetto a quanto si faccia in Spagna. Inoltre, vuole che un club si muova nella giusta direzione a tutti i livelli. Dopo aver iniziato ad allenare le giovanili del Real, Benítez si è sempre interessato molto alla crescita dei campioni del futuro, coltivando Raúl González e Guti prima che arrivassero in prima squadra, mentre al Liverpool ha voluto fortemente il giovane Raheem Sterling dal Queens Park Rangers FC. Senza dubbio, una volta arrivato a Madrid vorrà imparare a conoscere anche le nuove leve.
Un curriculum di successo
Sia il club che l'allenatore hanno una vera e propria storia d'amore con le competizioni europee, soprattutto con la Coppa dei Campioni. Il tecnico ha vinto la Coppa UEFA con il Valencia CF nel 2004, mentre l'anno dopo ha conquistato la UEFA Champions League con il Liverpool. Sconfitto in finale di Champions League dall'AC Milan nel 2007, ha vinto la UEFA Europa League con il Chelsea FC nel 2013, mentre quest'anno è uscito in semifinale con l'SSC Napoli. Se i tifosi di Madrid non sono ancora convinti che sia l'uomo giusto per sostituire Carlo Ancelotti, non possono controbattere a un curriculum così ricco di trionfi.
Un turnover mirato
Ancelotti è stato criticato dai media per aver sfruttato troppo alcuni giocatori, come Toni Kroos e Cristiano Ronaldo (4000 minuti in campo in totale). Le proteste sono aumentate soprattutto a metà stagione, quando è iniziata la discesa delle merengues. Benítez è invece famoso perché esita a togliere alcuni giocatori per un calo di forma o cause diverse. Il turnover di Luis Enrique all'FC Barcelona ha dato chiaramente i suoi frutti e Benítez dovrebbe usare un approccio simile per aver sempre forze fresche.
La capacità di reggere la pressione
Il tecnico non ha mai vacillato di fronte alle avversità, né ha mai avuto paura di dire la sua. Sopravvissuto a una lite pubblica con i proprietari del Liverpool nel 2008, è arrivato secondo in campionato l'anno successivo, per poi accettare l'offerta del Chelsea e vincere la UEFA Europa League. Il presidente Florentino Pérez aveva detto ad Ancelotti: "Niente di quanto ha vissuto prima è paragonabile a quello che troverà qui"; Benítez, invece, sa cosa lo aspetta al Bernabéu, perché sotto pressione ha sempre fatto bene e può farlo ancora.