L'uomo bicentenario
lunedì 24 novembre 2014
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Antonio Di Natale ha tagliato il traguardo dei 200 gol in Serie A e ora punta ad acciuffare un mito come Roberto Baggio. "E' l'obiettivo per questa stagione", ha ammesso Totò, lasciando intendere che potrebbe non essercene un'altra.
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Costanza di rendimento: il concetto chiave che nel calcio fa la differenza tra una buona squadra e una squadra vincente. In Serie A, al momento, solo Juventus e AS Roma sembrano esserne in possesso, ma c'è un giocatore che da oltre un decennio a questa parte ha fatto della puntualità in zona gol il suo marchio di fabbrica.
L'identikit tracciato è quello di Antonio Di Natale, che domenica ha festeggiato la 200esima marcatura in campionato nell'1-1 tra Udinese Calcio e AC Chievo Verona. Un traguardo importante, quello di Totò, che entra così nell'Olimpo dei bicentenari del gol: meglio di lui solo Silvio Piola, Francesco Totti, Gunnar Nordhal, Giuseppe Meazza, José Altafini e Roberto Baggio.
La media-realizzativa di Di Natale è di quelle che lasciano a bocca aperta: 400 presenze in Serie A, 200 gol: uno ogni 180 minuti. Numeri da attaccante di razza, soprattutto tenendo conto del fatto che il 37enne capitano dell'Udinese ha preferito vivere la sua carriera lontano dalle piazze più scintillanti (il suo rifiuto alla Juventus di qualche anno fa è rimasto celebre).
Tanto letale sul campo, quanto poco amante dei riflettori fuori, Di Natale non si è lanciato in proclami nemmeno dopo l'ultima grande impresa. Visibilmente commosso, ha pronunciato poche, semplici parole: "Ringrazio tutti i compagni di questi anni, mia moglie, i miei figli e i miei genitori che mi guardano da lassù".
L'obiettivo, ora, è quello di scalare un'altra posizione nella classifica dei bicentenari. Roberto Baggio è fermo a quota 205 reti e un divario di cinque gol certo non spaventa Di Natale. "E' uno degli obiettivi che mi ero posto a inizio stagione - ha ammesso -. Però devo decidere se l'anno prossimo giocherò ancora oppure no".
Parole che allarmano i tifosi dell'Udinese, sicuramente preoccupati all'idea di dover rinunciare a un gol ogni due partite. Già la scorsa stagione Di Natale aveva annunciato l'addio dicendo che a Udine aveva fatto più gol che cene con la moglie. Difficile sapere quante siano state le cene durante questo campionato, ma i gol sono già sette in appena undici partite... Che altro aggiungere? Buona rincorsa, Totò.