Il calcio per un futuro migliore
giovedì 19 giugno 2014
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Venerdì 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. La UEFA sta contribuendo in maniera significativa a migliorare la vita dei profughi siriani in un campo della Giordania settentrionale attraverso il calcio.
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La Giornata Mondiale del Rifugiato è il 20 giugno, l'occasione per sensibilizzare il pubblico sulla situazione dei rifugiati sparsi per il mondo nonché per attirare l'attenzione su milioni di profughi e sfollati senza cibo e un tetto a seguito di guerre, tra le altre cause.
Attraverso il calcio, la UEFA sta dando il proprio contributo per migliorare la vita dei rifugiati siriani nel campo-profughi in Giordania. In concomitanza con il Mondiale FIFA in pieno svolgimento, i profughi del campo Za’atari, nella Giordania settentrionale, hanno partecipato a un proprio torneo per celebrare il calcio nonché la Giornata Mondiale del Rifugiato.
Grazie alla propria popolarità il calcio può fungere da leva sociale. E' in grado di aiutare le persone – uomini e donne, giovani e anziani – a superare i problemi e a affrontare il futuro con maggiore fiducia. Il semplice gesto di calciare un pallone può dare puro piacere, in particolare ai giovani che si trovano in situazione di svantaggio.
Un aspetto importante della missione della UEFA è di promuovere attività calcistiche in altre zone del mondo. L'organo di governo del calcio europeo sta dando prova di solidarietà sottoscrivendo una serie di memorandum d'intesa e aderendo a numerose attività, con ulteriori sviluppi in programma per il futuro.
A dicembre 2012, la UEFA e il Progetto di Sviluppo del Calcio Asiatico (AFDP) hanno firmato un memorandum d'intesa per promuovere cooperazione e relazioni amichevoli. Ai sensi del memorandum, la UEFA si è impegnata a assistere i programmi di sviluppo asiatici, oltre a mettere a disposizione conoscenze tecniche. L'accordo è incentrato su iniziative che promuovono, tra le altre cose, il benessere dei giovani e l'integrazione e la partecipazione di tutti i settori della società nel calcio, in particolare le donne.
Da settembre 2013, la UEFA sostiene un particolare programma calcistico che si concentra sul campo-profughi di Za’atari, e il programma sta recando benefici ai giovani profughi siriani di entrambi i sessi. Il campo di Za’atari è uno dei più grandi del mondo. Migliaia di rifugiati, tra cui un numero considerevole di giovani e bambini, hanno abbandonato le proprie case in Siria per fuggire dal conflitto. Una delle misure intraprese per migliorare la qualità della vita dei giovani – ragazzi e ragazze – è di sfruttare la forza e la popolarità del calcio per motivarli.
Il progetto calcistico Za’atari verte su diverse componenti. Si svolgono tornei di calcio all'interno del campo, con squadre organizzate in “club”. Inoltre, ogni settimana si tengono sedute di allenamento. I giovani vengono seguiti da tecnici qualificati e acquisiscono doti tecniche, oltre a imparare valori fondamentali quali il rispetto, il fair play, lo spirito di squadra e la solidarietà.
I tecnici hanno tra i 20 e i 40 anni, e sono stati già coinvolti in altre attività sportive, educative e ricreative nel campo. L'allenamento ha un duplice scopo: sviluppare la tecnica e promuovere le prospettive di impiego dei tecnici; fornire supervisione qualificata e fungere da modelli per i bambini. I tecnici giordani sono impegnati al fianco dei coordinatori inviati dalla UEFA.
Il progetto punta infine a mettere in atto iniziative calcistiche nelle comunità ospitanti della Giordania settentrionale. Qualcosa come il 70% dei rifugiati vive in comunità ospitanti, il che ha avuto ripercussioni sui giovani giordani, che devono condividere con i giovani siriani aree pubbliche quali scuole e club sportivi. Infine, viene offerto sostegno attraverso la fornitura di materiale: palloni, attrezzatura, scarpe e materiali educativo, indispensabile per aiutare i giovani a svolgere l'attività.
I risultati sono stati eccellenti. Hanno ricevuto una formazione attraverso il programma più tecnici dei 60 originariamente programmati, e la partecipazione delle ragazze è gradualmente cresciuta grazie all'introduzione di tecnici donne. Inoltre, le agenzie impegnate a diffondere altri programmi calcistici stanno impiegando i tecnici attraverso il programma UEFA/AFDP. Trofeo e medaglie sono state offerte ai vincitori del torneo e alla squadra seconda classificata. Non manca la coppa fair play alla squadra più corretta.
La Giornata Mondiale del Rifugiato di venerdì si preannuncia speciale grazie al torneo che vede impegnate squadre di ragazzi e ragazze Under 15 al campo di Za’atari. Le partite sono iniziate la scorsa domenica e le due finali sono state seguite da una cerimonia ufficiale di premiazione.
Il Presidente della UEFA, Michel Platini, ha toccato con mano la realtà del campo avendolo visitato la scorsa estate insieme a Sua Altezza Reale il Principe Ali Bin Al-Hussein, vice presidente dell'organo di governo mondiale FIFA e presidente della AFDP. “Una delle missioni principali della UEFA è di assolvere al proprio ruolo sociale utilizzando il calcio come catalizzatore per promuovere il cambiamento sociale e migliorare la vita delle persone – ha dichiarato Platini -. La UEFA è lieta di sostenere il Progetto di Sviluppo del Calcio Asiatico, e di aiutare i giovani a superare circostanze difficili condividendo e provando la gioia del calcio”.
"La vasta conoscenza e esperienza della UEFA in materia di sviluppo sociale attraverso il calcio ha aiutato molto la AFDP a organizzare attività calcistiche e a formare profughi che risiedono nella Giordania settentrionale – ha aggiunto il Principe Ali Bin Al-Hussein -. Siamo molto grati per il sostegno della UEFA e orgogliosi di questa collaborazione attraverso la quale speriamo di instillare positività e dare fiducia ai bambini e alle bambine in un futuro migliore”.
Tra gli obiettivi futuri del progetto figurano attività all'esterno dei campi e aiuti ai giovani a acquisire abilità preziose per la vita. Fino ad allora, vi è l'orgoglio e la giustificata soddisfazione di vedere un numero considerevole di giovani impegnati in esperienze positive e gratificanti attraverso il calcio, a riprova del ruolo speciale che il calcio svolge nell'aiutare le persone che vivono momenti difficili a credere in un futuro migliore.