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I 60 anni di Romantsev

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UEFA.com ripercorre la carriera dell'ex tecnico dello Spartak Mosca e della Russia, dagli umili esordi ai fasti con il club moscovita.

Oleg Romantsev quando allenava la Russia
Oleg Romantsev quando allenava la Russia ©Getty Images

In occasione del 60essimo compleanno dell'ex allenatore dell'FC Spartak Moskva e della Russia Oleg Romantsev, UEFA.com ripercorre la sua quasi trentennale carriera.

Nato a Ryazan Oblast, a 320km a sud-est di Mosca, Romantsev non ha alcun contatto con il calcio fino a quando la famiglia non si trasferisce a Krasnoyarsk, dove milita nell'FC Avtomobilist Krasnoyarsk dopo un umile avvio alla vita lavorativa. "Dopo la prima media [a 12 anni] sono andato a lavorare come operaio in un cantiere per 40 rubli – spiega Romantsev -. Non mi hanno fatto sollevare un singolo asse nei tre mesi che ho lavorato lì. Per lo più portavo birra agli operai adulti”.

Passa allo Spartak nel 1976. Nonostante la retrocessione in quell'anno, lo Spartak ritorna nella massima serie l'anno seguente e conquista il titolo nel 1979 con Romantsev come capitano. Il terzino sinistro diventa un perno della squadra ma è costretto a ritirarsi a 29 anni a causa di un infortunio. Intraprende così la carriera di allenatore. Il primo incarico è al timone dell'FC Krasnaya Presnya, formazione di terza divisione, dove incrocia un giovane Aleksandr Mostovoi.

"Gli inizi della sua carriera di allenatore sono coincisi con i miei esordi come calciatore – ricorda  Mostovoi, che vanta 67 presenze con la nazionale e oltre 100 presenze con lo Spartak -. Avevo 16 anni quando mi portò al Krasnaya Presnya. Era un allenatore alle prime armi ma stabilimmo subito un rapporto stretto. E' grazie a lui che sono diventato un vero calciatore”.

Dopo un breve passaggio all'FC Alania Vladikavkaz Romantsev assume le redini dello Spartak, sostituendo Konstantin Beskov. "La sua nomina fu una sorpresa – ricorda Mostovoi -. Ero all'estero con la nazionale giovanile e al ritorno Beskov era andato via e al suo posto c'era Romantsev. Gli chiesi senza pensare, 'Cosa ci fai qui?'. E lui rispose che era il nuovo allenatore”.

Romantsev guida il club alla conquista del titolo nel 1989 alla prima stagione. Un inizio da incorniciare per un sodalizio che frutterà nove titoli russi e quattro Coppe di Russia. Sotto la sua guida, lo Spartak raggiunge le semifinali delle tre principali competizioni europee. Trascorre oltre 14 anni allo Spartak in momenti diversi conciliando il ruolo di presidente del club con quello di selezionatore russo.

Sulla scena internazionale, Romantsev guida la Russia a EURO '96 e al Mondiale FIFA 2002. In entrambe le occasioni non supera la fase a gironi e la sua gestione termina dopo l'appuntamento in Giappone/Corea del Sud. Il mese di giugno successivo termina anche il suo tempo allo Spartak, dopo un terzo posto in campionato e un deludente cammino in UEFA Champions League con sei sconfitte nella fase a gironi, 18 gol incassati e uno realizzato.

Dopo brevi parentesi con FC Saturn Moskovskaya Oblast e FC Dinamo Moskva torna allo Spartak con l'incarico di consulente, ma senza rinverdire i fasti del passato e l'esperienza si chiude nel 2012. "Gli esempi di Josep Guardiola e André Villas-Boas dimostrano che l'esperienza non è più fondamentale – aggiunge Mostovoi -. Tuttavia, non sarei sorpreso se Romantsev tornasse ad allenare, magari anche lo Spartak. Gli auguro di godere a lungo di buona salute. Alla sua età è quello che conta di più. Il resto viene da sé".

Lo Spartak non ha più vinto trofei dopo l'era Romantsev. Il 60enne allenatore ha un desiderio e una ricetta: "Quando una squadra imbocca la strada giusta, come fece lo Spartak, arrivano le grandi vittorie”.

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