Le vie alternative di Mihajlović
venerdì 22 novembre 2013
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La Sampdoria punta sul cuore e sulla determinazione dell'ex blucerchiato Siniša Mihajlović per ritrovare la 'retta via' e fare punti domenica contro la Lazio: "Troveremo la nostra strada", dichiara con convinzione il serbo.
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Se il viaggio perfetto è quello circolare, il ritorno a Bogliasco di Siniša Mihajlović non simboleggia certamente una tappa qualsiasi della sua carriera, nemmeno un punto di arrivo, piuttosto di ri-partenza. Al cuor non si comanda - “io sono sampdoriano” - e il passato non si dimentica - specialmente quattro indimenticabili anni vissuti da giocatore tra il '94 e il '98 -, ora l’ex Ct della Serbia è chiamato a far risorgere e ripartire l'UC Sampdoria, affondata nei bassifondi della classifica.
Nove punti in 12 partite e terzultimo posto nel tabellone, il compito di Mihajlović è inevitabilmente quello di rigenerare, principalmente sotto il profilo mentale, una squadra spenta nonostante tante buone individualità. "Ce la faremo a prenderci la salvezza - ha dichiarato il tecnico con sicurezza granitica -. Ci metteremo grinta, orgoglio, appartenenza, tutti i giorni. Dobbiamo avere onore per questa maglia: la Sampdoria è una società prestigiosa, con 67 anni di storia e un sacco di grandi giocatori nel suo passato".
L'ex tecnico di di Bologna FC, Calcio Catania e ACF Fiorentina ha le idee molto chiare e non ha nessuna intenzione di fallire una missione che prenderà il via ufficialmente domenica contro la SS Lazio, "una squadra che per me non è come le altre". Casualità o forse destino nel giorno della sua 100esima presenze su una panchina di Serie A, Mihajlović ritrova i colori biancocelesti da avversario (un'altra seconda casa, sei anni non si lasciano alle spalle facilmente) e Vladimir Petković, tecnico che aveva sostituito sulla panchina della nazionale balcanica nel maggio 2012.
Difesa a tre bocciata in partenza, il neo-tecnico preferisce, tuttavia, focalizzarsi più sull'atteggiamento che su ipotetici moduli e strategie: "Prima del modulo devi sistemare la testa, altrimenti non vinci. Certamente ho in mente uno schieramento per mettere i miei giocatori nella situazione di dare il massimo. Ad esempio, potrei dirvi di un 4-2-3-1 o di un 4-3-3. A me a tre dietro non piace giocare. Ma non è detto che siano questi i nostri i modi con cui giocheremo".
"Tranquillità e serenità, ecco di cosa hanno bisogno ora i calciatori - ha aggiunto il tecnico-. Voglio che sappiano che si può perdere, ma che c'è modo e modo di perdere. Non mi sono mai arrabbiato con un mio giocatore per un passaggio o un gol sbagliato, diverso se uno non lotta sino alla fine. Non credo che succederà, comunque. Qui tutti partono da zero: non meravigliatevi se giocherà qualcuno che non ha mai giocato, io guardo il campo, il comportamento, e cosa si merita ognuno".
Non assicura miracoli Siniša Mihajlović, le magie e i giochi di prestigio non appartengono alla sua filosofia. Ma promette: "Troveremo la nostra strada", perchè gli uomini vincenti ritrovano sempre il proprio cammino, o quantomeno una via alternativa.