Conte e il ruggito della zebra
sabato 27 aprile 2013
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Placide in natura, feroci sotto la Mole: così Antonio Conte descrive le zebre bianconere alla vigilia di un derby che vale doppio anche per il Toro: oltre al campanile in ballo ci sono pezzi di Scudetto e salvezza.
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E' un derby che vale doppio, quello che si giocherà sotto la Mole. Non solo per la Juventus, che in caso di vittoria potrebbe compirebbe un altro passo verso lo Scudetto numero 29, ma anche per il Torino FC, che punta a una vittoria per centrare virtualmente una salvezza che si sta complicando più del previsto.
Il piatto, dunque, è ricco a prescindere dalla tradizionale rivalità per la supremazia cittadina e i tecnici su ambo le sponde hanno fatto di tutto alla vigilia per stuzzicare gli appetiti sportivi delle rispettive fazioni e formazioni.
Antonio Conte, che ha nel mirino il secondo titolo in altrettante stagioni da timoniere bianconero, non ha nascosto i propri istinti, bellici e belluini allo stesso tempo. In natura raramente le zebre azzannano, ma quelle che vivono all'ombra dell'arco alpino evidentemente sono bestie da preda più che da pascolo.
"Se quello dello scorso anno era stato lo Scudetto del miracolo, questo, qualora arrivasse, sarà quello della ferocia - ha dichiarato Conte alla vigilia del derby -. Sarà il titolo della voglia, della determinazione e della continuità, tutte qualità che abbiamo dimostrato di possedere in misura maggiore rispetto agli avversari. Quella di domani, però, non sarà una partita come le altre. I valori sulla carta non contano e i tre punti sono fondamentali per entrambe le squadre".
"Rispetto molto i nostri avversari e penso che la loro classifica sarebbe potuta essere migliore, ma sia ben chiaro, ci tengo davvero molto a vincere domenica - ha proseguito Conte, che visto il successo 3-0 dell'SSC Napoli in casa del Pescara Calcio non potrà ancora festeggiare matematicamente il titolo -. Sappiamo che contro il Toro ci aspetterà una battaglia ed è per quella che dobbiamo prepararci".
Altrettanto battagliero lo spirito di Giampiero Ventura, che sogna un derby "tremendista" per la metà granata della città e che alla vigilia si diverte a giocare con i numeri. "Loro verranno qui per vincere, ma noi faremo di tutto per impedirglielo - esordisce "Mister Libidine" -. Se giocassimo dieci partite, loro ne vincerebbero nove, ma questa è una gara singola e noi vogliamo affrontarla da Toro".
In palio, per i Granata, non c'è solo l'orgoglio di campanile, ma anche - per non dire soprattutto - la salvezza e Ventura guarda la realtà senza fronzoli. "Il nostro sarebbe stato un campionato importante se nelle ultime gare non avessimo regalato agli avversari i dieci minuti finali - spiega -. Se avessimo vinto alcune di quelle partite oggi avremmo una classifica sopra le righe e un'immagine eccezionale. Le cose, però, sono andate diversamente, quindi è giusto essere qui e mettere a fuoco la situazione".
Una situazione, e una classifica, che in caso di sconfitta non sarebbero più da mettere a fuoco, ma diventerebbero di fuoco, perciò Ventura ricerca nel giusto mix tra ragione e sentimento la chiave per affrontare al meglio i Bianconeri: "Spero che i miei giocatori abbiano gli stimoli giusti, ma che allo stesso tempo arrivino alla partita con la necessaria serenità. Il troppo stress non paga mai. Ci sono gare in cui la squadra va preparata e caricata, altre in cui invece bisogna tenere i giocatori tranquilli perché non arrivino scarichi al fischio di inizio".
Tra zebre feroci e tori con le pile esaurite, la vigilia del derby sembrerebbe assumere contorni un po' surreali, ma quando sarà il campo a parlare tutto rientrerà nei ranghi e sarà la solita battaglia. Chi sarà la preda e chi il cacciatore, però, lo scopriremo solo alla fine.