Donne arbitro sempre più competenti
giovedì 17 maggio 2012
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L’ultimo corso UEFA ha dimostrato che l’arbitraggio nel calcio femminile si evolve di pari passo con la tecnica, la tattica e le infrastrutture, per uno sport sempre più all’avanguardia.
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Gli arbitri di calcio femminile si sono riuniti a Nyon per l’ultimo corso UEFA, il quale ha dimostrato che il settore arbitrale si evolve di pari passo con la tecnica, la tattica e le infrastrutture, per uno sport sempre più all’avanguardia.
32 direttrici di gara hanno partecipato al corso, che ha visto la partecipazione delle categorie UEFA elite, aspiranti elite, e delle nuove arrivate sulla scena internazionale. Durante le sedute pratiche e atletiche, i membri del Comitato arbitrale UEFA hanno offerto consigli su posizionamento e movimento, falli di mano, fuorigioco, calci di punizione e prevenzione degli infortuni.
Le direttrici di gara hanno anche esaminato la finale di UEFA Europa League della scorsa settimana dal punto di vista di un arbitro, ricevendo inoltre istruzioni dettagliate da parte dell’amministrazione UEFA sulle procedure burocratiche alle partite europee.
Dagmar Damková, ex arbitro internazionale della Repubblica Ceca, fa parte del Comitato arbitrale UEFA ed è stata a Nyon insieme al collega Bo Karlsson per osservare i progressi degli arbitri europei di calcio femminile.
"È molto importante incontrarsi, conoscere i membri del Comitato arbitrale, ricevere istruzioni e avere uniformità nelle decisioni - ha commentato a UEFA.com -. Per le esordienti si tratta di una nuova tappa, che dà motivazioni in più".
"Gli arbitri elite e le nuove arrivate si sono riunite per alcune presentazioni, in modo da poter discutere e fare domande. Ci occupiamo degli stessi temi affrontati dagli arbitri maschili, perché il calcio è uno solo e ha regole uguali per tutti".
I video hanno aiutato gli arbitri a identificare le aree di potenziale miglioramento, mentre l’analisi della finale tra Club Atlético de Madrid e Athletic Club è stata una delle attività più interessanti. "Non vogliamo che gli arbitri pensino a compartimenti stagni - ha spiegato Damková -. Vogliamo che approfondiscano e guardino le partite come osservatori, per vedere da una prospettiva diversa e pensare di più a tutti gli aspetti".
Damková, arbitro internazionale dal 1999, ha diretto la finale di UEFA Women’s Champions League 2011 tra Olympique Lyonnais e 1. FFC Turbine Potsdam, consolidando una già ottima reputazione. Il suo nuovo ruolo le consente di mettere la sua esperienza a disposizione delle nuove colleghe.
"Mi piace. Ho arbitrato per 16-17 anni e ho raggiunto un certo livello - ha commentato -. È bello poter dividere le mie esperienze con gli altri arbitri. A questo corso è emerso chiaramente che le nuove colleghe hanno voglia di parlare e imparare".
Nel calcio femminile, l’arbitraggio si è evoluto di pari passo con il gioco. "Oggi bisogna prepararsi molto - ha aggiunto Damková -. C’è più tattica e occorre analizzare le partite di EURO, dei mondiali, ecc. Per esempio, esistono movimenti speciali sui calci d’angolo che vanno conosciuti. Anche il livello atletico è aumentato. Il calcio femminile è più veloce e le giocatrici si allenano di più, quindi devono farlo anche gli arbitri".
Oggi, gli arbitri di calcio femminile sono all’altezza delle partite maschili e Damková lo ha dimostrato dirigendo alcune partite del campionato ceco. "Devi guadagnarti il rispetto dei giocatori. Se ci riesci, ti senti davvero forte".
Quale consiglio darebbe a una ragazza che vuole iniziare ad arbitrare? "Prima di tutto bisogna trovare un mentore, qualcuno che ti aiuti nei momenti difficili e ti permetta di imparare dagli errori. Bisogna essere umili, lavorare molto e avere fiducia in se stessi".